Tripping with Jonathan Wilson...
Di Chiara Meattelli
04 novembre 2011
Rinunciate a dare un senso all'autunno. Non provate nemmeno a spiegare perché vi sentiti così abbacchiati, abbottati, intristiti, inquieti. Ormai lo sapete che l'unica cosa rimasta da fare in questi casi è consegnare la vostra anima alla musica. Sceglietene una giusta. Un giradischi sarebbe perfetto per ascoltare il doppio vinile di Jonathan Wilson. Un bel cannone aiuterebbe senz'altro ma funziona benissimo anche da sobri. Gentle Spirit è un meraviglioso viaggio attraverso una moltitudine di paesaggi colorati, visioni accecanti ed altre sfumate verso punti infiniti.
E' un rock per stoners, è psichedelia, folk, rock rullati insieme per scuotervi dal profondo e lasciarvi sul volto un sorriso ebete, fieri di non sapere nulla di quest'universo, purché abbiate la musica. E' un suono d'altri tempi anche se la parola "retro" riferita alla musica suscita in me forti conati di vomito. Anche se Wilson ha registrato quest'album in Laurel Canyon in analogico e utilizzando strumenti di quinta mano (incluse attrezzature comprate dal suo amico Jackson Browne). Anche se i riferiementi al suono degli anni '60 sono chiari come il sole californiano (ma pure quello inglese dei Pink Floyd). Ciò che resta, una volta finita la lista di cliché del caso, sono canzoni splendide e tutt'altro che vecchie.
Lo scorso fine settimana l'ho visto aprire per gli Wilco alla Roundhouse, è stata una doppietta mozzafiato, come non se ne vedeva da tempo. Jonathan Wilson e la sua band (Gabe Noel, Richard Gowen, Omar Velasco, Jason Borger) hanno stregato i fan degli Wilco oltre ad essersi presi in prestito il loro tastierista-chitarrista Pat Sansone (lo vedete in una foto con la chitarra acustica) che li ha accompagnati in un paio di brani...
Tutte le immagini sono ©Chiara Meattelli 2011







Tutte le immagini sono ©Chiara Meattelli 2011


