Dalla Croisette: ‘Reality’ di Matteo Garrone
Prime impressioni dopo la proiezione del film di Garrone a Cannes
Aniello Arena in Reality di Matteo Garrone (foto courtesy Festival di Cannes)
Di Federico Pontiggia
Non è forse il miglior Garrone, ma sicuramente spiazza: la realtà di Reality è liquida, inquietante, italiana. È a Cannes, in lizza per la Palma d’oro, e tra i giornalisti stranieri già circola il dubbio: Italia berlusconiana o film poco politico? Chissà, eppure anche dalle nostre parti si sarebbe voluto un altro Gomorra: duro, puro, dichiaratamente drammatico. Qui viceversa si parte dalla commedia, mettendo a fuoco il napoletano Luciano (l’ergastolano Aniello Arena – nella foto – già attore di lungo corso a teatro per Armando Punzo), pescivendolo e artefice di piccole truffe in combutta con la moglie Maria (Loredana Simioli): la truffa più grande, però, se la confeziona a sue spese, e si chiama Grande Fratello.
Ha una vocazione per lo spettacolo, Luciano, ma i travestimenti, le gag a uso e consumo di parenti e amici non gli bastano più. Prova ne è un matrimonio strapaesano, dove la scena gliela ruba un ex del GF, capace di rimanere ben 116 giorni nella Casa. Non c’è paragone, e Luciano ci prova: fa il provino in un centro commerciale, il secondo a Cinecittà, e spunta la speranza (“Li ho scioccati, Marì”). Scioccato, viceversa, è lui: l’ossessione monta, lo divora, lo estranea, perché con la testa non è più a casa, ma già nella Casa. Offre da bere e regala mobili ai poveracci, perché, non si sa mai, potrebbero essere escamotage della produzione del GF per metterlo alla prova.
Vero, falso, X? Già durante la proiezione, qualcuno sbotta: “Big Brother, again?!?”. E qualche recensione straniera oggi ripete il ritornello, eppure, il Reality di Garrone, seppur non preveggente, non arriva fuori tempo massimo: non solo perché tra alti e bassi GF, Isole & Co. tengono ancora botta, ma perché il reality non è un format tv ma uno stato dell’anima. L’illusione del “facile” successo televisivo non conosce classe sociale, censo, né istruzione, e miete vittime ovunque: la scelta di Napoli e di una napoletanità con la memoria lunga (L’oro di Napoli, Matrimonio all’italiana) val bene la cornice, ma il ritratto di Garrone nel fondo è senza denominazione d’origine controllata. Siamo noi, siamo tutti noi, appesi all’attesa di Luciano, che si mette in nomination non per uscire, ma per entrare nella Casa: nello sgabuzzino si costruisce il suo confessionale privato, e novello, infelice Pinocchio, parla persino con un Grillo Muto. Gliel’avrà messo in casa la produzione per spiarlo? Nel frattempo, chiude la pescheria, la moglie lo lascia e lui si ammala di Grande Fratello: guarirà forse a edizione terminata, ma davvero?
Non sveliamo altro, dal 28 settembre in sala vedrete voi. Ma mentre sulla Croisette per Reality si consumano applausi e dubbi, critiche e pensieri, possiamo dire che Garrone gira da Dio: l’apertura con un carrello aereo su un cocchio che trotta al matrimonio è da brividi, e non è l’unico momento. Problema: in questo “piccolo film per levarmi dall’impasse e dall’ansia da prestazione” post Gomorra, non c’è più un libro ispiratore, e la sceneggiatura (a otto mani, con Maurizio Braucci, Ugo Chiti e Massimo Gaudioso) lascia il regista un po’ solo, con pochi “fatti” nella seconda parte.
Eppure, con buona pace della stampa internazionale, qualche idea non banale sulla natura dei reality Garrone la offre: a vedere Luciano, si direbbe che il primo reality è la famiglia – sorelle, madri, mogli e Fratelli più o meno Grandi. E non è solo spinta per il successo televisivo, ma già modus vivendi, format esistenziale. C’era una volta e c’è ancora la famiglia davanti al piccolo schermo, ma ora la Casa sono diventate altre case, i familiari sono concorrenti, le nomination e i confessionali sono la quotidianità delle relazioni. Non è più, dunque, la società dello spettacolo di Debord, ma lo spettacolo della società: Reality o realtà?
Commenta la notizia
Ultime news
-
MusicaRay Manzarek: cinque pezzi (non) facili -
R&R StyleAnteprima: un documentario sui Kings of Leon -
MusicaCat Power vuole lasciare gli USA? -
MusicaGuarda il nuovo video dei Beady Eye! -
MusicaAnteprima per l’Italia: ascolta “False Idols” di Tricky -
Cultura“ON THE STAGE – Music Pictures”, il rock in mostra a Roma
