Un ‘Prima dell’alba’ al Festival Mix: ‘Weekend’
Un low budget spiazzante, onesto racconto di realtà gay inglese
Un’immagine da Weekend di Andrew Haigh (foto courtesy ufficio stampa Festival Mix Milano)
di Simone Rovellini
La prima cosa che qualsiasi studente di cinema impara da un corso di sceneggiatura è che per scrivere un buon film, lungo o corto che sia, bisogna parlare di ciò che si conosce meglio. Ed è proprio in questo semplicissimo consiglio che risiede l’essenza della riuscita di Weekend, opera seconda del regista inglese Andrew Haigh visto al Festival Mix Milano, che ha tutto l’aspetto di un tuffo nel suo mondo di tutti i giorni, una storia che può essere raccontata solo da chi quelle situazioni le ha vissute personalmente fino in fondo.
Formatosi nelle sale di montaggio di film come Il Gladiatore e Black Hawk Down, per dirigere questo film Haigh abbandona totalmente quell’immaginario e quel modo di fare cinema, conservando la sua professionalità per raccontare la storia comune di due ragazzi che si incontrano in un locale e trascorrono un weekend insieme dopo una notte di sesso occasionale. Una sorta di Prima dell’alba in chiave gay, solo più onesto e più spiazzante del film di Richard Linklater perché totalmente verosimile in ogni suo aspetto, tanto che, più che giudicare un film, sembra di giudicare la vita di queste persone.
L’artificiosità della sceneggiatura è ridotta al minimo, giusto una partenza imminente o un registratore che aiuta i protagonisti a rivelare ciò che stanno pensando, e il film procede attraverso lunghi dialoghi talvolta inutili talvolta pregnanti, ma sempre così spontanei da sembrare improvvisati. Parlano del proprio passato, si scontrano discutendo di cosa voglia dire essere gay oggi in Inghilterra, e ogni argomento viene affrontato senza l’asciuttezza e la semplificazione che talvolta il cinema rende necessarie, conservando così la complessità e l’irresolutezza della vita di due ragazzi che non sono solo due personaggi. Evitando i clichés cinematografici e tematici la loro relazione si evolve in modo veloce ma naturale, grazie anche all’alchimia fra i due attori principali (Tom Cullen e Chris New).
All’inizio disturba l’evidente natura low budget del film, con una fotografia che fa grande affidamento sulla Canon 5D e veicola così un’estetica fatta di fuori fuoco voluti ma non troppo, tipica ormai della produzione di qualsiasi filmmaker indipendente. Ma con il procedere della storia, anche questo che può sembrare un difetto diventa funzionale alla natura di un film perfettamente calato nella realtà contemporanea e autentica che racconta, e allo stesso modo risultano perfette la regia in camera a mano e la scelta di non utilizzare nessuna colonna sonora se non la musica contestuale alla narrazione.
Una maggiore disponibilità economica e di mezzi tecnici sarebbe stata dopotutto fuori luogo e avrebbe deviato il racconto verso altre direzioni.
Weekend può non sembrare un film per tutti, sicuramente non è un prodotto da grande distribuzione, ma merita di essere visto per come racconta con naturalezza quella che per alcuni è la quotidianità, per molti una realtà sconosciuta e avvolta da eccessivi pudori.
