Chi è Cristian Sonda?
Lorenzo Mazza, giovane curatore toscano che ne segue le peripezie artistiche direbbe ironicamente: "E' quello che ha dipinto il muro del parchetto sotto casa mia!", oppure lo descriverebbe come "uno a cui piace parlare con la gente, scoprire ciò che ciascuno ha da dire.
Uno preciso, che utilizza fino all'ultimo secondo disponibile per portare a termine il suo lavoro, come per poter essere sempre collegato al suo tempo, non sprecarne nemmeno una briciola.
Uno dei dati essenziali della sua produzione, è l'uso sapiente e delicato dell'ironia.
Sonda riesce a volte a farti ridere anche di fronte alle sfortune, alle abitudini più insane, così come di fronte alle grandi idiozie quotidiane. L'ironia, il riso, è soprattutto un meccanismo, un punto di contatto diretto con lo spirito e quindi con l'altro, lo spettatore. L'ironia è comunque una sensazione passeggera che conduce ad altro. Verso questo punto si condensa la visione e si esplicita l'idea, la storia dietro ad ogni quadro. L'ironia è libera e conduce ovunque si voglia, verso il dramma, il grottesco, la paura, la semplice attivazione della fantasia. L'esigenza primaria è esprimere un messaggio e quindi chiamare a interloquire qualcuno. Quella stessa socialità che, rivisitata con sottili e avvolgenti sfumature, è protagonista dei suoi lavori a livello figurativo”.
Nel 2005 in collaborazione con Bros, inventano gli Street Rebus, veri e propri rebus enigmistici a scopo ludico, che riscuotono il successo del pubblico e dei media. Una di quelle opere, "Rebus d'Amore" sarà esposto nella collettiva "Ah, che Rebus! Cinque secoli di enigmi fra arte e gioco in Italia", ospitata dall'Istituto Nazionale per la Grafica a Palazzo Poli, che inaugurerà il 16 Dicembre 2010.