AC/… PC: e l’hard rock diventa un virus per computer
L'Agenzia per l'Energia Nucleare iraniana attaccata dagli hacker. A colpi di 'Thunderstruck'
Angus Young, Foto C. Taylor Crothers/Sony Music
Quando lo spionaggio incontra l’hard rock: la storia rivelata da Gawker sull’ultimo risvolto della “guerra fredda” per impedire che l’Iran entri in possesso di testate nucleari sembra una scena presa da una parodia di thriller politici. In realtà il contorno è assai più drammatico, ma non si può fare a meno di sorridere: i computer dell’Agenzia per l’Energia Nucleare iraniana sono stati hackerati e hanno cominciato a suonare Thunderstruck degli AC/DC nel cuore della notte. A ripetizione. E senza che fosse possibile abbassare il volume degli altoparlanti.
Come riportano anche i cugini di RS USA, il finlandese Mikko Hypponen, celebre cacciatore di virus informatici, ha ricevuto delle email provenienti dall’Agenzia per l’Energia Nucleare iraniana che denunciano “la compromissione del nostro programma nucleare a causa dell’attacco sistematico del nostro sistema da parte di un worm”. Con worm ovviamente si intende un virus arrivato tramite hacking nei computer dei tecnici di almeno due uffici della nazione governata da Mahmud Ahmadinejad, a Natanz e a Qom. Hypponen, che ha già lavorato con gli iraniani per precedenti episodi (come il virus Flame, creato da americani e servizi segreti israeliani per cercare di bloccare o rallentare lo sviluppo della tecnologia militare in Iran), conferma che le email sono autentiche, ma non ci dice come sia stato possibile risolvere il problema. O come abbiano reagito gli AC/DC alla notizia…
