Berlusconi a processo: ‘Erano solo gare di burlesque’
E aggiunge: "le donne sono per loro natura esibizioniste, per questo si inventavano delle competizioni di spettacolo"
Silvio B. – foto di Andres Ubierna via Flickr
“Erano gare di burlesque”. Così, rispondendo alle domande dei cronisti fuori dall’aula del processo, l’incorreggibile e inafferabile Silvio Berlusconi ha definito le feste, ormai leggendarie, che si tenevano (e forse si tengono tutt’ora) nella sua modesta villa di Arcore. Silvio ha ribadito poi che si tenevano solo «cene eleganti» e che dopo cena si scendeva al piano sottostante in un locale, in un’atmosfera di “simpatia, gioiosità e divertimento”. Oggi però, ha aggiunto, “mantengo queste ragazze perché hanno avuto la vita rovinata da questo processo”.
Di Ruby invece, l’ex presunta nipote di Mubarak, ha detto: “Mi ha fatto pena. Ha raccontato una vita drammatica dicendo di essere stata buttata fuori dalla famiglia perchè si era convertita alla religione cattolica. Si era costruita un’esistenza fantasiosa, vergognandosi della realtà. Decidemmo di aiutarla per evitare che si prostituisse”.
“Sono venuto qui – ha concluso – per sentire questa sceneggiata”. E poi, dopotutto “le donne sono per loro natura esibizioniste, per questo si inventavano delle competizioni di spettacolo…e io mi divertivo molto”.
Trovate qui il video di Repubblica in cui Silvio parla del suo gusto per il burlesque
