Il Dalai Lama, la Cina e Pisapia
La giunta di Milano vorrebbe conferire la cittadinanza onoraria al leader spirituale dei tibetani. Ma un "amico" molto potente non è d'accordo...
Tenzin Gyatso, l’attuale Dalai Lama
La situazione è molto delicata. Da una parte, uno dei leader spirituali e politici più importanti della Terra, il Dalai Lama. Dall’altra, il governo di uno dei paesi più potenti del mondo, la Cina. In mezzo… la giunta Pisapia. Già, perchè il Paese che ha ospitato l’Expo di Shangai nel 2010, ha fatto sapere che se Milano conferirà la cittadinanza onoraria al Dalai Lama, come da programma per la sua imminente visita, è pronto a interrompere i rapporti con la città e a rinunciare alla sua partecipazione a Expo 2015. Una sciagura, in una parola, per la buona riuscita dell’esposizione.
Tanto che il passo indietro, molto probabilmente, si farà. Il Dalai Lama arriverà martedì prossimo per una tre giorni di incontri.
Il sindaco Pisapia ha già convocato d’urgenza i capigruppo della maggioranza per capire il da farsi. Una situazione delicata per noi, drammatica per il popolo tibetano.
Dal 1959, la comunità religiosa tibetana vive in esilio in India e la sua terra è occupata militarmente dal governo cinese. Come si risolverà tutto ciò? O forse dovremmo chiedere: si risolverà mai? Non c’è bisogno di dire da che parte stiamo noi…
