La melodia del corpo in esclusiva per RS

Si chiama Adriano Clemente ed è un artista. Con una fissa fantastica: far diventare il corpo un'orchestra...

3 agosto 2012


Adriano Clemente al lavoro con il performer

Di Beppe Ceccato

Può un corpo umano suonare? S’intende senza strumenti ma attraverso il movimento di braccia, mani, gambe, fianchi, testa… Può, può. Garantito. Almeno secondo Adriano Clemente, 31 anni, musicista, docente di musica e Abelton Live (evolutissimo programma di musica) a New York, pugliese di nascita, romano d’adozione. Adriano da anni studia l’interazione del kinect (la console “senza fili”) con la musica. Convinto che il massimo della purezza e della perfezione sensorial-mentale-fisica stia, appunto, nel produrre armonie attraverso il corpo che, per definizione, è armonia allo stato puro.

Bene, Adriano sta elaborando da anni un progetto che si chiama Kin-Hackt. Sta collaborando con programmatori amici in tutto il mondo (Francia, Argentina, Usa) e ha messo a punto una pittaforma di controllo che permette di usare il Kinect come periferica esterna per il suo Mac. “Con lo scopo finale di tradurre le informazioni che il Kinect scambiava tra il mio corpo e il computer, in segnali di tipo MIDI, per poter, così, ridirezionare le informazioni legate al movimento corporeo verso Ableton Live”, spiega. Un percorso lungo e tortuoso. “Ma già dopo pochi mesi avevo ottenuto un livello di controllo e possibilità abbastanza interessante e unico per l’epoca, infatti anche per questo sono tra i pionieri di questa tecnologia, e il primo ad applicarla ad Ableton Live in modo completo”. Come spesso succede, dopo i primi esperimenti, soprattutto se sei in America, il lavoro ha attirato la giusta attenzione.

A ogni movimento del corpo corrisponde uno strumento

Lui, all’inizio voleva “far suonare” un corpo nudo. Estasi pentagrammatica, purezza del suono: “I movimenti si traducono in note, le quali, a loro volta, vengono trascritte sul pentagramma”, continua Adriano. Il 40 per cento di una ‘composizione per corpo’ è lavoro suo, il 60 dello ‘strumentista’, cioè della persona che decide di suonare il proprio corpo. E la cosa fantastica sta proprio qui: “Ognuno ha un suo modo di muoversi, una certa velocità nei movimenti, un’ampiezza che altri non hanno”. Quindi? “Quel suono è il tuo suono, lo puoi suonare solo tu perché lo fai attraverso il tuo corpo”.

Studio, fatiche e risultati ottenuti si sono concretizzati in un lavoro che RS vi propone in esclusiva: Composition for Five Bodies and Kinect.
“Si tratta di arte concettuale che usa il video come Media principale”, racconta quel geniaccio barbuto di Adriano. “Stesso performer filmato cinque volte per cinque minuti l’una, utilizzando il suo stesso corpo per suonare cinque dei miei Body Instruments con l’obiettivo finale di avere una composizione orchestrale complessa interamente suonata in sync dal solo corpo umano. Per rappresentare ciò ho disegnato i cinque Body Instruments in modo che ognuno di questi focalizzasse l’attenzione su una specifica area del corpo o postura: 1-Testa e spalle 2-Braccia 3-Gambe 4-Profilo 5-Back (Dando le spalle)”.
Il lavoro che vedrete qui sotto ha un fine: “La rappresentazione in uno spazio espositivo tramite cinque schermi, ognuno con una sorgente audio, disposti in semicerchio. Così ci può avvicinare ai singoli schermi e percepire i singoli Body Instuments in modo indipendente o posizionarsi nel punto centrale e godersi la composizione nella sua complessità di elementi”. Grande Adriano!

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