Rockstar dell’anno 2010: Julian Assange

Mr. WikiLeaks è la vera rockstar del 2010.

13 dicembre 2010

La “Rockstar dell’anno” – riconoscimento che Rolling Stone Italia tradizionalmente al personaggio che si è distinto nel corso degli utlimi 12 mesi per il suo carattere e temperamento rock’n’roll – quest’anno è Julian Assange.

L’assegnazione del premio – in questa edizione 2010 per la prima volta in associazione con Dagospia.com, sarà annunciata on line il 13 dicembre in contemporanea sul sito di Rolling Stone e su quello di Roberto D’Agostino e verrà quindi ufficializzata sul numero di gennaio 2011 del mensile – in edicola dal 29 dicembre.

Il rock informatico dell’argentato Assange sarà quello che porteremo con gioia insieme a noi per l’intero 2011. È l’angelo sterminatore di ogni segreto dei poteri marci. È l’Uomo che cadde (dalla Rete) sulla Terra. La sua somiglianza col David Bowie del film di Nicolas Roeg del 1976 (“The Man Who Fell to Earth”) è semplicemente impressionante.

La sua strategia è degna dei migliori fumetti Marvel e dell’intero immaginario del “villain” platinato che mette in pericolo i potenti del pianeta, dagli anni Sessanta a oggi, passando per il cyberpunk di William Gibson e il ciclo di “Matrix”.

Assange è icona come Che Guevara sulle magliette, come Mao per Andy Warhol. È il capo pop della fine della diplomazia e della sicurezza imperiale. Assange è la vera stella rockroll degli Anni Tremila.

Ciò che non ci porteremo appresso nel 2011, vera rockstar negativa del 2010, è la Fregola, la Patonza la Fregna, l’Origine (di tutti i mali) del Mondo.

È stata il minimo comune denominatore di tutti gli scivoloni del 2010. A partire dallo stesso Assange, tra l’altro. Passando per i famosi giretti di politici e affaristi al Salaria Sport Village, agli inguaiamenti dovuti a neo-compagne con familiari, appartamenti e cucine al seguito, per finire nell’ormai noto Bunga Bunga governativo e relativi “festini selvaggi” come da cable di WikiLeaks. Una degradazione del corpo femminile a puro divertimento esotico e coloniale, una sorta di coazione sclerotica al godimento specie di anziani impotenti, che non vorremmo più vedere, leggere e commentare nel 2011.

Julian Assange, cowboy del cyberspazio di Alberto Piccinini

English version:

The Rockstar of the year 2010 – honor rendered every December by the Italian edition of the magazine Rolling Stone to the person who best embodied a rock’n’roll behavior during the year – is Julian Assange. The rockstar of the year 2010 edition, for the first time in partnership with the popular website Dagospia.com, will premiered on line both on Rolling Stone and Roberto D’Agostino website, starting on December 13th and will be published also on the monthly magazine, available from December 29th
The IT rock’n’roll of silver hair Assange will happily be with us for all the upcoming year 2011. He is the exterminator angel of every rotten power hidden secret. He is the man who fell on Earth from the Net and his resemblance with David Bowie in the 1976 Nicholas Roeg’s movie (“The man who fell to earth”) is simply amazing. His strategy reminds Marvel best comics and the whole imagery of the platinum “villain” who puts in danger the most powerful men of the world, from the Sixties to today, through William Gibson’s cyberpunk and the “Matrix” cycle.

Assange is an icon like Che Guevara on T-shirts or Mao for Andy Warhol. He is the pop leader of the end of diplomacy and imperial security. Assange is the true rock&roll; star of the Three Thousand years.

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