Una (quasi) rivoluzione francese
François Hollande è il nuovo Presidente francese. E adesso inizia la parte difficile...
I manifesti di François Hollande affissi questa mattina in tutta la Francia per ringraziare l’elettorato
“Sarò il presidente di tutti. Questa sera non ci sono due France, c’è una sola nazione. Ognuno sarà trattato nello stesso modo, stessi diritti e stessi doveri. Nessun figlio della repubblica sarà lasciato indietro o discriminato”. Con queste parole, François Hollande festeggia la nomina a nuovo Presidente della Repubblica francese. È il primo socialista eletto dopo Mitterand, nel 1981.
Hollande si è presentato fin da subito, da ogni punto di vista, come l’esatto contrario di Nicolas Sarkozy. Autosoprannominatosi “monsieur normal”, proprio in opposizione alla tendenza autoglorificante del presidente uscente, non ha mai nascosto le sue origini provinciali e il suo tradizionale percorso di formazione all’interno del partito socialista francese.
Tra le riforme più attese e già preannunciate quella sul diritto di voto agli immigrati nelle elezioni amministrative, il matrimonio tra omosessuali e l’adozione di bambini da parte di una coppia dello stesso sesso, l’innalzamento al 75% dell’imposta sui redditi superiori al milione di euro all’anno.
Eppure già oggi, i mercati non sembrano premiare la scelta dell’elettorato francese. Anche se la temibile agenzia di rating Standard & Poor’s ha spiegato che la vittoria di Hollande non avrà un “impatto immediato” sul merito di credito del paese o sul suo outlook, le borse di tutta Europa sono crollate questa mattina. Francoforte ha ceduto l’1,6% Parigi l’1,3% e Milano il 2%. Atene infine ha perso oltre il 10% a causa dei timori sul nuovo governo.
Come si suol dire, per Hollande il difficile deve ancora cominciare…
Il discorso della vittoria
Il discorso della sconfitta
