14 dicembre 2011
foto di Alberto Motta
di Alberto Motta
twitter @albertomotta
Difficoltà 2/5
“Affare Leningrado”, seconda guerra mondiale. L’esercito germanico assedia la città. Ricevuta dal reich la consegna di non attaccare, a fine conflitto la wehrmacht lascia sul campo più di un milione di morti per fame. Per la maggior parte, civili. Senza sparare un colpo. Sopravvivono solo coloro che si sono adattati a mangiare carne umana. Ma non tutti. Infatti i cannibali che vengono riconosciuti per l’aspetto orrendamente florido nelle code per ritirare i viveri assegnati con le carte annonarie vengono prelevati dalla NKVD, la polizia segreta russa, e spariscono senza lasciare traccia.
Sul fronte opposto l’esercito sovietico del nord conduce una battaglia altrettanto cruenta: “Nonno Nikolaj mi raccontava che (…) molti soldati siberiani, quando davano la caccia ai tedeschi, cercavano di migliorare le capacità dei sensi ricorrendo agli antichi metodi dei cacciatori: mangiavano la carne umana fresca, sventravano i nemici uccisi per sentire che odore avevano all’interno” (Nicolai Lilin, ‘Il respiro del buio’, Einaudi).
Terminato il doveroso ripasso storico, arrotoliamo le maniche della camicia e iniziamo a spadellare. La prima la ricetta della Cucina nostrana experience sono le polpette transiberiane.
INGREDIENTI:
Carne trita, 500 grPeperoncino essiccato, 2
Prezzemolo tritato, qb
Pepe nero macinato, qb
Angostura
Grappa
Formaggio grattugiato
Pane inumidito nel latte, 2 fette
Cracker, 1 pacchetto
Sale fino
Aglio, 1
Cipolla, 1
Uova, 3
Farina
Latte
PREPARAZIONE:
Mettete in un recipiente carne, pane inumidito nel latte, cracker sbriciolati, sale, formaggio grattugiato, angostura, un terzo di bicchiere di grappa, peperoncino, pepe, prezzemolo, uova. Tritate insieme cipolla e aglio. Aggiungetele all’impasto. Ora impastate il tutto a mani nude fino a ottenere un composto omogeneo. Prendete una piccola porzione di impasto e appallottolate a mani nude. In un piatto piano approntate un letto di farina su cui appoggiare la polpetta. Imbiancatela su ambo i lati e adagiatela successivamente su un piatto pulito. Attaccate con la seconda polpetta transiberiana. Ora che avete terminato l’impasto vi trovate di fronte una piramide di circa 40 polpette pronte per la cottura. Scaldate in un padella larga e bassa, a fuoco medio, dell’abbondante olio extravergine. Raggiunta la temperatura di cottura immergete le prime 20 polpette nell’olio. Dategli 3 minuti, girate, altri 3 minuti. Togliete dal fuoco e adagiate su un piatto su cui avrete prima appoggiato della carta assorbente. Coprite con altra carta assorbente. Immergete la seconda tranche di polpette nell’olio e cucinate allo stesso modo.
EPILOGO:
Lasciate raffreddare per qualche minuto e raccontate ai vostri commensali dell’assedio di Leningrado e delle tecniche di guerra dell’esercito siberiano mentre stappate una bottiglia di vino rosso. Noi abbiamo abbinato alle polpette transiberiane un nero d’Avola Saia Feudo Maccari, un rosso dalle spalle larghe che ha saputo tenere testa alla cipolla, all’angostura e al peperoncino.
Buon appetito.


