16 gennaio 2012

Il guru motivazionale Frank T.J Mackey in "Magnolia"
Di Alberto motta
Twitter @albertomotta
Continuiamo l’incursione nel mondo nuovo della programmazione neurolinguistica iniziata qui, ricordando di cosa parliamo quando parliamo di PNL. Ce lo spiega il fondatore della moderna disciplina psicologica, Richard Bandler: “è lo studio dell’esperienza ‘soggettiva’ dei processi mediante i quali le persone imparano”.
Prosegue: “Se si studia la dislessia, alla fine si sapranno un sacco di cose sulla dislessia. Ma se si vuole insegnare a leggere ai bambini, è più logico studiare persone che sanno leggere bene”.
Parto non a caso citando il californiano Bandler, comunicatore istrionico, ironico e arguto che si è conquistato un posto nella mia classifica degli entertainer. Comprate a occhi chiusi uno qualsiasi dei suoi libri e godetevi lo spassoso viaggio nei meandri della mente. La risata è assicurata, e di prezioso materiale su cui riflettere ne troverete in abbondanza.
Porto come esempio uno stralcio dal suo libro “Usare il cervello per cambiare” (Astrolabio): “La prima volta che uno dei miei pazienti mi disse: ‘Sono depresso’ io ribattei: ‘Piacere, Richard’. Lui si arrestò e disse: ‘No’. E io: ‘Non sono Richard?’ e lui: ‘Aspetti un attimo, lei mi confonde’. ‘Non mi confondo affatto. Mi è tutto perfettamente chiaro’. E lui: ‘Sono sedici anni che sono depresso’. E io: ‘Ma è stupefacente! Tanto tempo senza dormire?’
L’avrete capito, in ambito psicologico la PNL sta alla psicoterapia come il punk sta al te delle 5 in tazze di porcellana del diciottesimo secolo: entra, rade al suolo tutto, ed esplode in una salutare risata liberatoria.
Nello stesso momento in cui lo psicoterapeuta - e mi viene in mente Don Chisciotte - parte a spron battuto alla ricerca dell’es, dell’io, del genitore, del bambino, dell’adulto, il guru della PNL – e mi viene in mente Sancho Panza - vi rimette in sella con un calcio ben assestato nel didietro attraverso le sub modalità; programmazioni mentali volte a ridimensionare (nel senso neurolinguistico del termine) i vostri cattivi ricordi, a sbiadirli, a renderli inconsistenti indirizzandovi: “In una direzione generativa ed evolutiva (cfr)”.
Riducendo ai minimi termini una submodalità: chiudi gli occhi > pensa a un ricordo negativo > non dirmelo! > è in bianco e nero? > rimpiccioliscilo > spostalo in basso a destra della tua visuale > prendi un ricordo positivo > non dirmelo! > è un fermo immagine o un filmato? > aumenta il contrasto > aumenta il colore > ingrandiscilo > ora esegui la scozzata, ovvero inverti in un lampo le due immagini > come ti senti, ora? Può essere inelegante semplificare una ‘scozzata’, ma aiuta a riassumere la portata psicomagica dell’atto. Laddove Alejandro Jodorowsky vi avrebbe fatto seppellire la vostra bambola preferita insieme a una carta dei tarocchi e a una ciocca di capelli di vostro padre, Bandler esegue il medesimo sortilegio comandandovi come foste dei personal computer (e il suo passato di programmatore informatico mi è testimone).
Tutto bello, tutto fantastico, mancherebbe solo il lieto fine. Non fosse per l’esercito di chairman di potere seguaci della PNL - politici, economisti, comunicatori, sociologi, filosofi - che governano il destino del mondo, e che il mondo stanno mandando in vacca.
Ma arriveremo a parlare anche di questo. Nella prossima puntata di “Destinazione Paradiso” presentiamo l’opera del guru motivazionale Anthony Robbins, mettiamo a confronto psicoscettici e psicofili della PNL e decidiamo se saltare sul carro dei ‘pnlizzati’. Restate sintonizzati.
Nel frattempo, un esercizio a casa che vi migliorerà la qualità della vita hic et nunc: ascoltate la vostra voce interiore > è la voce di vostra madre? > quella di vostro padre? > è la vostra? > parla in continuazione, vero? > borbotta? > se siete giù di corda è facile che la colpa sia della vostra voce interiore che continua a bollire come una pentola di fagioli > ora mettetele la voce di Lil Wayne > fatevi una risata ascoltandola > ripetete l’esercizio ogni volta che vi trovate con il morale a terra.


