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Dal rock on the stage

Il primo contest di street writing fascista

Casapound organizza un contest europeo di writing e scatena l'indignazione generale

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12 maggio 2011

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La locandina della manifestazione.

Se quando lo fa Banksy è arte e quando lo fai tu è degrado, se sei stufo del diktat stradaiolo, se vuoi avere voce in capitolo e metodi di espressioni, unisciti a noi. Toni apertamente futuristi nel comunicato per l’happening che troverà posto negli spazi di “Area 19-Postazione nemica”, occupazione di destra legata al circuito Casapound, in via Monti della Farnesina, ovvero in una delle zone storicamente più “nere” di Roma idal 13 al 15 maggio.
La manifestazione sarà un contest in piena regola, e promette premi e regolare giuria: per la precisione, un parterre di giurati composto da 5 aderenti all’associazione parallela “Artisti per Casapound”, ovvero il collettivo di espressione pittorico-plastica del neofascismo romano.

In questo – e solo in questo – l’arte è eminentemente “politica”, nel senso che ha sempre i piedi ben piantati nella vita della polis, dalla quale trae nutrimento e alla quale dona il fondamentale orientamento. “Artisti per CasaPound” è un associazione che fa proprio esattamente questo concetto d’arte. Non è una conventicola di eruditi, un club esclusivo, un coagulo di narcisismi. Non è nemmeno l’ennesima mafia intellettuale, un’altra casta affacciatasi al banchetto delle sovvenzioni pubbliche, il milionesimo ritrovo degli amici degli amici. Non cerca e non dà raccomandazioni, strumentalizzazioni, patenti di legittimità. E’, piuttosto, un gruppo di artisti che, nell’arte, esprimono una progettualità votata alla bellezza e alla libertà, trovando in questo una sponda fondamentale nella cultura non conforme da sempre diffusa da CasaPound Italia. Uomini liberi al fianco di altri uomini liberi, quindi. Per dare all’Italia una nuova ,radiosa stagione di vivacità culturale e sociale.

Impossibile non far notare, riporta Giornalettismo, un lontano richiamo al togliattismo che bollò come nemici del popolo gli artisti che si rifugiarono in avanguardie lontane dalla massa: mutatis mutandis, un parallelo che sta in piedi – per la giuria che valuterà le opere del contest internazionale dei writer.

D'altra parte il concorso, che si apre il 13 maggio, ha visto più o meno tutte le associazioni di writer prendere le distanze da un'iniziativa. Così riporta l'indignazione di molti il sito Wildstylerz: Non è la prima volta che l'organizzazione di estrema destra cerca di appropriarsi di linguaggi e immaginari che non hanno nulla a che fare con loro, cercando così di accreditarsi all'opinione pubblica con una faccia apparentemente ben diversa dall'immagine di quel fascismo, più o meno nostalgico, che ancora rivendicano senza vergogna.


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