Crime Scene, tutti i colori del noir/3 Lo Sconosciuto
Unknow? È un nome strano... Suona come 'Sconosciuto'. Infatti! Sono pochi a conoscermi...

Per chi come il sottoscritto, si è preso persino la parziale traduzione francese edita nel 1985 da Albin Michel con l’improbabile titolo Le Spécialiste e si è indignato per l’ignobile versione proposta da Casterman, l’edizione integrale di un capolavoro come Lo Sconosciuto di Magnus (Rizzoli-Lizard) a cura di Fabio Gadducci con ottima prefazione di Graziano Frediani, è una vera festa, un’occasione da non perdere.
Come è noto, Francesco Guccini ha avuto un ruolo centrale nella nascita di Lo Sconosciuto per Magnus “un ex-legionario, simbolo di un passato coloniale e feroce, umanamente isolato, terribilmente solo”. In un’intervista su Orient-Express l’autore ammetteva: ”Guccini è riuscito a dare spessore e vita all’apatica solitudine dello Sconosciuto, pensando a una sua reazione improvvisa, energica”.
Durante un viaggio a Marrakech nel 1974 il creatore (con Max Bunker) di Kriminal e Satanik aveva incontrato ex-militari, si era immerso in vite sbandate ed estreme e ne era uscito con un’idea di un personaggio, nero, antieroe, cinico, malinconico e violento. Fin da subito Roberto Raviola non risparmia nulla al suo nuovo personaggio, gli fa accettare rischiosi lavori occasionali, guardia del corpo, mercenario, lo fa correre senza meta fra Marrakech, Roma, Haiti, Beirut, Mont-Saint-Michel, l’Egitto, la Bolivia…
Gli fa accarezzare l’idea del suicidio liberatorio, gli regala due pallottole in pancia e un’operazione che gli toglie un rene e parte dell’intestino.
La cover del libro, Foto Stampa
La prima serie viene pubblicata dalle Edizioni del Vascello fra il luglio 1975 e il gennaio del 1976. La corsa dello Sconosciuto pare concludersi nel 1984 con L’uomo che uccise Ernesto Che Guevara, un’avventura dalla quale esce di scena con la faccia massacrata e senza denti. Poi, all’improvviso, dopo anni di silenzio, nel marzo del 1996 sul mensile Comix, viene pubblicata la storia breve Nel frattempo. Dove, in una New York natalizia, lo Sconosciuto appare sorridente e ottimista, dopo una opportuna visita a un dentista si sente “vent’anni di meno”.
La scomparsa di Magnus ci lascia solo immaginare cosa avrebbe combinato il personaggio nella sua nuova vita. A essere precisi c’è un’intervista del 1986 nella quale l’autore afferma che ”la storia incomincia in uno studio dentistico, ha un sorriso smagliante”, poi probabilmente Unknow sarebbe tornato al suo lavoro di mercenario, in giro per il mondo a schivare pallottole e guai. Come afferma Fabio Gadducci nel suo bel saggio In ogni avventura si becca qualcosa che lo segna: ”Le sue storie sono state definite l’ultimo nero possibile, l’unico modo di declinare le vaghe istanze di anticonformismo presenti nei provincialissimi albi degli anni Sessanta verso una società culturalmente più avvertita, consapevole anzitutto delle crescenti tensioni geopolitiche”.
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