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A Pontelagoscuro una serata dove s'è parlato di cultura. La notizia? Pieno così di gente! Starà mica cambiando il vento?

31 agosto 2012

Di Emilia De Biasi

La settimana prossima si ricomincia. Vi risparmio le banalità tipo le vacanze volano in un soffio, ma che caldo agosto, etc. etc… Come allenamento, al ritorno ieri mi sono fatta una serata sulla cultura in quel di Pontelagoscuro, Ferrara. Le tracce del terremoto non sono visibili, ma esistono, e soprattutto per quel che riguarda i monumenti e i beni culturali. L’incertezza è sui tempi e i finanziamenti, poiché la priorità è stata data alle case civili e alle scuole, come è ovvio. Ma i ferraresi sono gente tosta che non molla, la raccolta di contributi dei privati prosegue, e penso vedremo presto risultati. Di solito i dibattiti sulla cultura sono frequentati da una ristretta cerchia di cultori della materia, a conferma che in Italia la cultura è ancora considerata un affare di pochi e per pochi. Errore madornale, se pensiamo che il nostro Paese possiede il 52 per cento del patrimonio artistico mondiale e ha nei beni artistici, monumentali, paesaggistici una delle più formidabili risorse, per non parlare dell’attrattività data da musica, teatro, danza, lirica.
Beh ieri sera non solo al dibattito c’era gente, ma, udite udite, la medesima si è fermata fino alla fine! Che qualcosa stia cambiando? Penso che le persone siano stanche dei contraddittori televisivi, delle urla, delle contrapposizioni, e abbia voglia di pensiero, di idee, di visioni, forse persino di sogni. Abbiamo discusso in modo pacato e appassionato di politiche culturali, di ruolo della politica, di autonomia dell’arte, di bellezza, della funzione da ritrovare per il Servizio pubblico radiotelevisivo, leggi RAI, della differenza fra fare l’assessore e fare il direttore artistico. A proposito, sono convintissima che la politica debba uscire dai consigli di amministrazione delle istituzioni culturali, Rai compresa.
Una rondine non fa primavera, certo, ma la primavera porta le rondini.
Mi piacerebbe che il nuovo anno politico che abbiamo davanti porti partecipazione, passione e motivazione per considerare la cultura leva di emancipazione sociale e civile. Cosa saremmo senza cultura, se di colpo scomparissero musica, libri, teatri, cinema, musei? Sopravviveremmo, ma più tristi, soli ed egoisti, ubbidienti e attutiti dalla tv.
P.s. Ospitalità ferrarese impeccabile, salama da sugo indimenticabile.

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