La prof. Maugeri si smolla

Il Paginone/ - L'ex "maestrina" si offre a RS in versione desnuda

22 gennaio 2010
maugeri-2

Foto Maurizio Camagna

Di Paolo Madeddu

Negli anni Zero è stata maestrina del rock, vegana impegnata, quella di cui Piero Pelù diceva: “È brava, deh… Però nun la dà”. Ma qualcosa è cambiato (sarà la maternità), e Paola Maugeri si offre a “RS” in versione burlesque

Spiegami la svolta burlesque.

“Guarda, queste foto sono un forte statement politico da parte mia”.

Dovevo immaginarlo.

“Ho quasi 40 anni, allatto da due e mezzo e voglio dimostrare che ciò non impedisce di avere belle forme e stare bene. Voglio dirlo alle ragazze che temono di rovinare il seno facendo figli: le tette servono a quello! Seguire la natura regala un’energia bella e giusta: io mi sento in forma come non mai”.

Allatti tuo figlio da due anni e mezzo?

“Credo nell’allattamento prolungato, nel sonno condiviso, e in altre cose contestate da una società che non si chiede come mai, con la sua fretta di svezzare e rendere autonomi i bambini, questi poi faticano a staccarsi da casa a 35 anni. È che le cose che ti sono mancate da piccolo, le inseguirai tutta la vita”.

Parlando di cose che ti sono mancate. Tu hai sempre dato questa idea di serietà, insolita, in chi si occupa di rock & roll.

“Antonio Marano, ex direttore di RaiDue, mi disse: devi smettere di parlare a quelli come te, quelli che “sanno di cosa stai parlando”. Aveva ragione, avevo la tendenza a fare nicchia, a sentirmi alternativa perché venivo dai centri sociali. Il mio attuale manager mi ha svelato: “Non me la sentivo di contattarti perché leggevo: la Maugeri vegana, la Maugeri animalista, la Maugeri stop alla povertà – e che palle!”. Mi dice sempre: smetti di leggere, guarda le figure. Forse ora è venuto il momento di lasciarmi andare un attimo, di divertirmi. Anche se non rinuncerò alle cose in cui credo: sono stata scelta come ambasciatrice per la campagna dell’Unione Europea Play 4 Climate. Hanno scelto personaggi che potessero spiegare ai giovani come ridurre l’impronta ecologica. E io uso una borsa di tela, scarpe di seconda mano, da quando sono mamma cerco di convincere le madri a usare i pannolini in tessuto e non artificiali – lo sai che degradano dopo 500 anni, ti rendi conto?”.

Ok, sei ancora seria. Ma il periodo blu? I capelli blu, intendo. Non era certo un basso profilo.

“Era come girare con un faro sulla testa. Salivo sul tram e tutti: “Guarda chi c’è!”".

Come mai tanta serietà nel bel mezzo dello showbusiness?

“La mia priorità era: essere professionale. Ma quando andai a intervistare gli U2 a Dublino, passai cinque giorni in albergo a prepararmi. Mentre c’era un dj della tv tedesca che si è ubriacato tutto il tempo e ha fatto un’intervista disastrosa, però gli U2 erano molto divertiti e io ho sempre avuto una latente invidia… La mia esperienza più bella in questo senso è stata con Chris Martin dei Coldplay: siamo finiti a ballare il tango al circolo Arci Bellezza di Milano. Però fu lui a chiedermi di fare un giro, io non glielo avrei mai proposto. Lui mi disse: “Non preoccuparti, se un personaggio pubblico si fa notare per strada, è perché lo vuole”".

Martin all’Arci a ballare il tango è persino oltre il rock & roll. Hai avuto storie con musicisti?

“No. È quasi incredibile. Ci hanno provato. Magari per attitudine, tipo Steve Tyler che mi disse: “Se vuoi intervistarmi, accomodati sulle mie ginocchia”. È che se ci vai a letto finisce l’amicizia: tanto lo sai che non ti ci fidanzi, con Tyler o Martin. E amicizia e stima sono più appaganti nel lungo periodo, perché quando vengono a Milano ti chiamano, vogliono chiacchierare o farsi intervistare perché si fidano”.

Qualcuno ti ha deluso?

“Intervistai Ben Harper per il suo primo album: fu adorabile. Ora se la tira da star, risponde con l’aria annoiata. E Lenny Kravitz, che aveva questa fidanzata modella che insisteva per andare a fare shopping, e lui era distratto, dava risposte banali”.

maugeri-1

Altro che groupie • Paola Maugeri è nata a Roma il 23 maggio 1971. Giornalista e conduttrice tv, è la voce di punta di Virgin Radio, dove racconta le storie dei più importanti gruppi rock di sempre.

Hai mai avuto paura che lavorando in tv, prima o poi qualcuno ti dicesse: “Tu sei brava, ma c’è questa ex letterina di 20 anni che è molto lanciata…”.

“Vuol dire che il programma non fa per me a prescindere. Io ho scelto questo mestiere per la musica, per avvicinare chi la fa. E so di poterlo ancora fare. Scalo 76 mi ha lasciato la sensazione che si possa ancora far passare buona musica in tv. C’era intrattenimento ma anche interviste, musica live, cose tipo Marlene Kuntz e Francesco Renga che cantavano Impressioni di settembre. La musica fa parte della cultura di cui questo paese ha bisogno, e di cui hanno bisogno i ragazzi: lo vedo dalle email che mi scrivono, dal fatto che il mio programma su Virgin Radio è scaricato da 90mila persone ogni mese. Per questo sto lavorando a un nuovo progetto con Simona Ercolani, autrice di Sfide“.

Una specie di Storytellers?
“No, quello non può tornare perché è finita un’epoca di Mtv. Non parlerò mai male di Mtv perché è stata la mia casa per anni: intendo dire che ogni cosa corrisponde alla sua epoca. Come la musica. L’altro giorno ascoltavo i Buffalo Springfield, e pensavo: questi non facevano canzoni pensando al fatto che il ritornello doveva arrivare dopo un minuto e mezzo altrimenti la radio non li passava. Questi componevano quello che sentivano dentro. Non è un caso se i ragazzi oggi ascoltano cose di 40 anni fa, come i Rolling Stones. Sarebbe come se io e te a 15 anni avessimo ascoltato il Trio Lescano”.

Se posso permettermi, c’è anche il fatto che pure le radio di buona volontà come Virgin suonano più dinosauri che contemporanei.

“Forse il saldo è più a favore dei grandi classici del rock che non dei gruppi attuali, ma li passiamo. Sui gruppi contemporanei c’è più discussione, tanta gente ad esempio non sopporta i Linkin Park che però sono figli del loro tempo e adatti ai ragazzi di oggi”.

Come ti vedi tra 20 anni?

“Coi capelli bianchi come una Baba cool del rock ancora pronta a entusiasmarsi. E fiera di mio figlio 20enne che mostra ai compagni della sua band le vecchie foto di sua mamma su Rolling Stone“.

Commenta la notizia