Rolling Stone

Il blog del Direttore
La copertina del mese
Tutto il rock lo vivi solo su ROLLING STONE

RollingStone è in edicola

Abbonati.  Rolling Stone
Dal rock on the stage

Diario del Blues: I Bud Spencer a Memphis

Negli States con Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio, i BSBE. Cronaca di un viaggio nela cuore della musica

Share

3 febbraio 2012

I Bud Spencer Blues Explosion a Memphis, Foto BSBE

Domenica 29 gennaio. Pensieri di Cesare.
 I Bud a Memphis. Un altro traguardo importante per la nostra breve ma intensa carriera. È dal 2009 che non suonavamo negli States, ma questa volta è diverso. Suonare negli stessi posti dove "è nato tutto" è incredibile. "Saremo all'altezza?" è il pensiero dominante alla vigilia del nostro viaggio. Fondamentalmente, useremo il nostro classico approccio: chiuderemo gli occhi e ci lasceremo andare, così come abbiamo sempre fatto.

L'evento più importante a cui parteciperemo è l’IBC Blues Challenge, una sorta di campionato mondiale del Blues che fa capo alla Blues Foundation, massima istituzione del genere. Siamo qui assieme a Gianluca Diana dell'associazione romana Mojo Station che da anni si occupa di tenere vivo e valorizzare il blues italiano all'estero e di importare nel nostro paese le migliori realtà dal Mississippi.



Dopo il concerto allo Urban di Perugia non è il caso di tornare a casa, dato che l'adrenalina ancora in circolo ci impedirebbe di dormire quel paio d'ore che abbiamo prima della partenza. Allora i nostri tecnici ci lasciano con il furgone direttamente a Fiumicino.
 Il viaggio è interminabile e i tre scali si fanno sentire. Arriviamo di sera, ad aspettarci Gianluca e Tony, italoamericano bassista ed esperto di blues, che ci ospiterà a casa sua.

Lunedì 30 gennaio. Pensieri di Adriano. 
Noleggiamo una macchina e siamo pronti a partire, è la prima volta che guido negli Stati Uniti.
 Decidiamo di tirare dritti verso sud alla volta di Clarksdale (Mississippi). Da Memphis percorriamo la H61 e, dopo 2 ore e mezza circa, arriviamo al crocicchio, "Crossroad", dove tutto è cominciato.


La cittadina è tagliata a metà dalla ferrovia, linea che da sempre ha diviso ricchezza e povertà. 
Per strada non c'e nessuno ed è sera. Dopo poche svolte, arriviamo al BluesBerry Café. Abbiamo con noi gli strumenti e tanta voglia di mescolarci con i musicisti di qui. Entriamo nel piccolo locale dove, una quindicina di persone dall'aria lenta e psichedelica, assistono al concerto.

Sul piccolo palco c’è un mitico/mistico, Watermelon Slim: suona e canta da solo con la chitarra sulle ginocchia, slide, e una voce sincera e bellissima. 
Ordiniamo qualcosa da bere, mentre Slim lascia il palco a Sean Apple, un ragazzone con la barba lunga e gli occhiali da sole anche di notte che, oltre a suonare la chitarra slide, con i piedi si accompagna con cassa e un rullante deliziosamente collocato in una cassetta per la frutta.

Tutto ha un’aria di estrema semplicità. Il concerto diventa più ritmato e goliardico, la gente comincia a ballare in modo sgangherato e a suonare strumenti improvvisati. 
Passano 3 o 4 brani quando Sean ci invita a suonare con lui: non vedevamo l'ora.
 Cesare monta un set minimale di batteria e io collego la chitarra a un ampli da basso. Cominciamo a suonare brani di Burnside, ad occhi chiusi. 
A fine serata i gestori del locale (di origine italiana) ci confessano il loro amore per la musica alternativa e ci lusingano reputando la nostra musica novità da quelle parti e un originale equilibrio tra il Delta e i giorni d'oggi.

Martedì 31 gennaio. Ancora Cesare. 
Oggi è il giorno del primo confronto con le altre band. La Fed Ex, sponsor principale del Challenge, ha organizzato una specie di concerto di benvenuto al New Daisy Theatre, teatro bellissimo di Memphis con tutti i gruppi stranieri. Apre la serata una band filippina, poi i gruppi provenienti da Norvegia, Germania, i cugini della Svizzera italiana ecc… tutto blues molto classico, poche contaminazioni.

E poi… poi tocca a noi.
 Sinceramente, anche se non è il concorso siamo un bel po' tesi, soprattutto perché il nostro modo di suonare il blues si discosta molto da quello sentito finora nel teatro. Suoniamo e ci divertiamo. Gli applausi freddi del pubblico ci fanno un po' rivivere la scena storica del film Ritorno al futuro dopo il solo di Johnny be good. Appena scesi, però, un sacco di complimenti da parte della gente e, ancora una volta, una signora di mezza età che ci dice: "Finalmente un po' di musica originale a Memphis". Wow!!!


Accedi per aggiungere un commento. Accedi