<?xml version="1.0" encoding="iso-8859-1" ?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
	<channel>
        <atom:link href="http://www.rollingstonemagazine.it/feed/blogger/chiarameattelli" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<title>RollingStoneMagazine > Blog > Chiara Meattelli</title>
            <link>http://www.rollingstonemagazine.it/feed/blogger/chiarameattelli</link>
	    <description>Chiara Meattelli</description>
            <language>it-IT</language>
            <copyright>RollingStoneMagazine.it - Copyright 2012</copyright>
            <lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 04:05:22 +0200</lastBuildDate>
            <generator>RollingStoneMagazine</generator>
			    	<item> 
                  <title><![CDATA[Effetto Sadies.]]></title>
		  <guid>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/effetto-sadies/48401</guid>
		  <link>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/effetto-sadies/48401</link>
		  <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se mi guardo intorno al Jazz Cafe di Camden Town, vedo solo mandibole spalancate e volti estasiati. I <strong>Sadies</strong> fanno questo effetto. Rock psichedelico, country, garage nuggets, folk, chitarre polverose alla Morricone, ma quattro parole non possono bastare per descrivere il loro sound. Dal vivo sono semplicemente una delle migliori band in circolazione. Nessuna scaletta sul palco e due ore di show esplosivo, partendo dalle canzoni di <em>Darker Circles</em> (2010) e arrivando al lungo medley con cover di <strong>Donovan </strong>(<em>Hey Gyp)</em> e degli <strong>Spinal</strong> <strong>Tap </strong>(<em>Gimme Some Money</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><br />I fratelli <strong>Dallas</strong> e <strong>Travis Good</strong> non solo hanno due nomi da supereroi ma anche l'aspetto di fumetti goth: magrissimi e così alti che le luci del palco non gli arrivano al viso. Insieme fanno i numeri: si scambiano le tastiere delle rispettive chitarre a una velocità fotonica senza perdere un colpo, mentre <strong>Mike Belitsky</strong> alla batteria e <strong>Sean</strong> <strong>Dean</strong> al contrabbasso gli stanno dietro. </p>
<p>L'ultimo lavoro in studio è splendido e si chiama <em>Night & Day</em>, firmato insieme a Andre Williams, il leggendario musicista r&b famoso per i suoi testi scandalosmanete espliciti. <em>"Just do your Job"</em> mi ha detto Dallas Good scherzando prima dello show, citando ad una delle frasi chiave di Williams. Le altre sono: "<em>You gotta be like Tarzan: one rope at a time"</em> (Devi fare come Tarzan una liana alla volta) e <em>"Well, if you shit on the floor you have to clean it up"</em> (Se smerdi il pavimento, lo devi pulire).</p>
<p><br />A prescindere dal contesto, le trovo tre frasi illuminanti, funzionano con tutto...  <br /><br />All images are ©Chiara Meattelli <br /><br /><img title="Â©chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/Sadies_1s.jpg" alt="Â©chiarameattelli" width="600" height="400" /><br /><br /><br /><img title="Â©chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/Sadies_2s.jpg" alt="Â©chiarameattelli" width="333" height="500" /><br /><br /><br /><img title="Â©chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/Sadies_3s.jpg" alt="Â©chiarameattelli" width="600" height="399" /><br /><br /><br /><img title="Â©chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/Sadies_5s.jpg" alt="Â©chiarameattelli" width="600" height="399" /><br /><br /><br /><img title="Â©chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/Sadies_4s.jpg" alt="Â©chiarameattelli" width="333" height="500" /><br /><br /><br /><img title="Â©chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/Sadies_6s.jpg" alt="Â©chiarameattelli" width="600" height="399" /><br /><br /><br /><img title="Â©chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/Sadies_7s.jpg" alt="Â©chiarameattelli" width="333" height="500" /><br /><br /><br /><img title="Â©chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/Sadies_8s.jpg" alt="Â©chiarameattelli" width="600" height="399" /><br /><br />All images are ©Chiara Meattelli www.chiarameattelli.com</p>]]></description>
	        </item>
                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[Inarrivabile Paul Weller... ]]></title>
		  <guid>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/inarrivabile-paul-weller...-/47959</guid>
		  <link>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/inarrivabile-paul-weller...-/47959</link>
		  <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando andrete a vedere <strong>Paul Weller</strong> in concerto in Italia a luglio (10 Roma, 11 Ferrara, 12 Vigevano), non ci pensate nemmeno a inzupparvi con la nostalgia del passato. Non sperate di ascoltare i successi dei Jam o canzoni vecchie di vent'anni, perché una roba del genere "<em>bores</em> <em>the shit out of me</em>", ovvero lo annoia a morte, riportando le parole che mi ha detto un mese fa, qui a Londra. In cinque serate di residency alla <strong>Roundhouse</strong> di Camden Town, Weller ha suonato dalla prima all'ultima canzone del nuovo <em>Sonik</em> <em>Kicks,</em> poi è passato a pezzi recenti della carriera solista. In tempi di reunion come questi, è una bella dichiarazione d'intenti. Per decisioni del genere ci vuole un po' di testa dura ma soprattutto una vena creativa inesauribile e il genio di un songwriter come pochi. Dopotutto il vero Mod guarda sempre avanti: "Mod fino alla morte" tiene a ribadire. Solo la capigliatura-ananas e il suo look superclassico non cambiano, quanto al resto - sonorità, strumentazioni, mogli, artisti che lo influenzano - è tutto in continua evoluzione nel suo universo. <br /><br />Adesso ha pure una linea di vestiti disegnata per la <strong>Pretty Green</strong> (il brand di Liam Gallagher, leader della una cover band ufficiale dei Beatles). Dal momento che nei camerini delle venue sbirciavo nella sua collezione, Weller the gentleman mi ha pure regalato un maglioncino. Anzi, ora me lo metto, magari compie il miracolo e riesco a scrivere una canzone decente...  <br /><br />Qui sotto la galleria di foto inedite scattate alla Roundhouse. </p>
<p><strong>Tutte le immagini sono protette da copyright ©Chiara Meattelli</strong></p>
<p><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/PWeller_1s.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="399" height="600" /></p>
<p><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/PWeller_5s.jpg" alt="Â©Chiara Meattelli " width="399" height="600" /></p>
<p><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/PWeller_2s.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="600" height="399" /></p>
<p> </p>
<p><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/PWeller_3s.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="399" height="600" /></p>
<p> </p>
<p><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/PWeller_4s.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="399" height="600" /></p>
<p> </p>
<p><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/PWeller_6s.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="399" height="600" /></p>
<p> </p>
<p><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/PWeller_7s.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="399" height="600" /></p>
<p> </p>
<p><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/PWeller_8s.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="399" height="600" /></p>
<p><strong>Tutte le immagini sono </strong><strong>protette da copyright</strong><strong> ©Chiara Meattelli</strong></p>]]></description>
	        </item>
                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[Yours Truly, Beth J. Houghton]]></title>
		  <guid>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/yours-truly-beth-j.-houghton/47333</guid>
		  <link>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/yours-truly-beth-j.-houghton/47333</link>
		  <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ha la carnagione così bianca da sembrare una bambolina di porcellana. Pur sempre rockettara, come s'intende dallo scaracchio che tira sul palco per schiarire la voce. Sono ad Hoxton, East London, al concerto di <strong>Beth Jeans Houghton & The Hooves of Destiny</strong>. L'album di debutto <em>Yours Truly, Cellophane Nose </em>è terribilmente originale e non solo per quel titolo da fulminata. Bellissime melodie, gran voce da soprano e arrangiamenti imprevedibili; per questo provo un gran fastidio ogni volta che leggo il suo nome soltanto in relazione a gossip (complimenti Mojo e Uncut, <em>quoque</em> voialtri). D'accordo, i paparazzi l'hanno immortalata migliaia di volte in compagnia di Anthony-<em>givvuruei</em>-Kiedis dei <strong>Red Hot Chilli Peppers</strong> per le vie di LA... Sticazzi? Parliamo di musica.</p>
<p style="text-align: justify;">Stasera Beth ha dimostrato di avere molto da dire, anche nei testi sempre accattivanti, e di dirlo pure con un gran fascino. Ha preso quelle canzoni registrate in studio con un sound traboccante e le ha portate altrove. Gli Hooves of Destiny (letteralmente gli zoccoli del destino) l'accompagnano con violino, tastiera, basso, fiati quando servono, batteria e chitarra. Ma è la voce e la chitarra elettrica della stessa Beth a tenere tutto insieme. Bizzarro il modo in cui la suona, arpeggiando come fosse un'acustica. Dopotutto lei era nata come super folkettara esordendo a 19 anni col tormentone <em>I Will Return</em>, immancabile hit danzereccia dei suoi show. Tra gli highlights anche la sinuosa e complessa melodia di <em>Dodecahedron, </em>l'isterica e strombettante <em>Sweet Tooth Bird</em> e <em>Atlas,</em> il nuovo singolo. Per il bis sceglie una cover di Madonna, <em>Like A Prayer</em>: non ho idea di cosa c'entri con la sua musica ma è stata dannatamente divertente, fosse solo per il balletto eseguito insieme alla band d'apertura con tanto di bambolotto nero correlato (avete presente il video dell'originale?). Chiude lo show, e il tour, consegnando il trofeo del funkiest dancer della sala (vedi foto) che nonostante gli sforzi non è andato alla sottoscritta, bensì alla tizia che mi stava dietro.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, niente male per una cantautrice di Newcastle di soli 22 anni; son pronta a scommettere  qualche centinaio di pesetas che sentiremo ancora parlare di lei. Il 16 marzo aprirà i festeggiamenti alla Queen Elizabeth Hall per il compleanno della <strong>BBC6 Radio,</strong> in cui si esibirà prima di  <strong>Anna</strong>-gorgheggiosa-<strong>Calvi</strong>, <strong>Gruff Rhys</strong>, <strong>Super Furry Animals</strong> e i <strong>PIL</strong> di <strong>John Lydon</strong>. Dal 19 al 22 aprile sarà in Italia con quattro date,<strong> Torino</strong>,<strong> Milano</strong>, <strong>Treviso </strong>e<strong> Roma</strong>. Come direbbero qui: non volete perdervela.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Photography©Chiara Meattelli, all rights reserved.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/BJH_1.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="600" height="399" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/BJH_3.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="600" height="399" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/BJH_15.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="600" height="399" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/BJH_5.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="366" height="550" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/BJH_6.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="366" height="550" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/BJH_7.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="600" height="399" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/BJH_8.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="366" height="550" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/BJH_10.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="366" height="550" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/BJH_11.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="600" height="399" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/BJH_12.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="600" height="399" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/BJH_13.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="600" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Photography©Chiara Meattelli, all rights reserved.</strong></p>]]></description>
	        </item>
                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[Chi? Kiwanuka! ]]></title>
		  <guid>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/chi-kiwanuka-/45919</guid>
		  <link>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/chi-kiwanuka-/45919</link>
		  <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img title="Â©Chiara Meattelli" src="/assets/bloggerfiles/kiwanuka2.jpg" alt="Michael Kiwanuka " width="600" height="399" /><br />Foto ©Chiara Meattelli 2012<br /><br /><br /><strong>Michael Kiwanuka</strong> vuol farci credere che è un ragazzo di 24 anni cresciuto, da genitori ugandesi, a Musewell Hill ovvero il quartiere di Londra di Ray Davies. In realtà è un cantautore soul americano di circa 70 anni (non fatevi ingannare dall'aspetto fisico, magari ha fatto una plastica) nato in qualche mining town della Virginia. Con ogni probabilità negli anni '60 duettava con Sam Cooke e fischiettava <em>Sittin' on the Dock of the Bay</em> a fianco di Otis Redding.<br /><br />Il suo nome è piombato all'improvviso sul mio televisiore mentre guardavo distrattamente il <em>Jools Holland Show</em>; pochi giorni dopo mi sarei precipitata al suo concerto dal vivo al Barfly di Camden Town. Mi ha catturata, stecchita, nel giro di 40 minuti e sono pronta a scommettere che presto il suo nome sarà sulla bocca di tutti. Mi ci giocherei pure la vespa (attualmente dallo stesso meccanico di Liam Gallagher che, mi auguro, paghi anche la mia revisione, così impara a fare le cover dei Beatles). Dopotutto le canzoni di Kiwanuka sono facili da ascoltare ma non banali. <br /><br />Non si tratta di un sound rivoluzionario, "solo" di musica meravigliosa, liberata con il calore bluesy di una voce avvolgente quanto un guanto lanoso in un pomeriggio di neve. Per capire cosa intendo vi basti ascoltare questa: <a title="Tell Me A Tell" href="http://www.youtube.com/watch?v=xTa28a8QKo4">Tell Me A Tale</a>. Finora ha pubblicato due EP ma in marzo uscirà il primo album <em>Home Again</em>. Ce lo sapremo ridire... (se Liam pagherà o meno il mio MOT).<br /><br /><br /><img title="Â©Chiara Meattelli" src="/assets/bloggerfiles/kiwanuka1.jpg" alt="Michael Kiwanuka2" width="600" height="399" /><br /><br />Foto ©Chiara Meattelli 2012</p>]]></description>
	        </item>
                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[Ballando con Paul McCartney & family... ]]></title>
		  <guid>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/ballando-con-paul-mccartney-family...-/44496</guid>
		  <link>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/ballando-con-paul-mccartney-family...-/44496</link>
		  <description><![CDATA[<p><img title="James McCartney Â© Chiara Meattelli" src="/assets/bloggerfiles/jamesbychi.jpg" alt="James McCartney Â© Chiara Meattelli" width="600" height="450" /></p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Arial;" lang="IT">Non è mica facile chiamarsi <strong>James McCartney</strong> e presentarsi sopra un palco come songwriter. Sarà per questo che Macca Junior, nonostante scriva canzoni da circa dieci anni, ha trovato il coraggio di affrontare concerti dal vivo (pochi e selezionati) solo da qualche mese. Sono al Barfly, un minuscolo locale di Camden Town, per sentire come se la cava James dal vivo e dimenticarmi di chi sia suo padre. Impossibile: la porta del backstage si apre e mi trovo subito faccia a faccia con Sir Paul. Sento le gambe cedere. Cazzo, tutto questo è surreale, sono dentro un film. Ci sono pure enormi telecamere intorno: deve essere un film. James entra in scena insieme alla band: ha una giacca a righe stile 70ies, un crocifisso al collo, stivali e somiglia &ndash; guarda un po&rsquo; &ndash; a suo padre, solo più biondo, paffuto e stralunato. E&rsquo; il frontman più timido mai visto, osserva il pubblico con un certo distacco e continua a lanciare occhiate al padre, che lo incita dalla folla insieme alle sorelle vip, Stella e Mary. Non posso crederci: sto passando una serata in famiglia McCartney! Ok, mantieni la calma, è tutto sotto controllo, Paul vuole solo divertirsi e sostenere suo figlio, è un essere umano come tutti; stai zitta, balla. Oddio: sto ballando a fianco di Paul McCartney.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Arial;" lang="IT">James apre con <em>New York Times</em>, dal suo ultimo EP (ne ha pubblicati due, </span><span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="IT"><em>Close at Hand</em></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="IT"> e <em>Available Light</em></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="IT">, ora</span><span style="font-size: 14pt; font-family: Arial;" lang="IT"> raccolti in un unico album), il suo rock prende a piene mani dalla scena alternative americana, ci sono reminiscenze grunge ma anche melodie, perdonatemi, beatlesiane. &ldquo;Quale musicista non è influenzato dai Beatles?&rdquo;, mi aveva già fatto notare Sean Lennon a suo tempo. La voce di James è potente: sale e scende, si modula tra intriganti ballate alla tastiera per poi diventare ruvida e aggressiva quando segue i riff della sua chitarra elettrica. Ma l&rsquo;impressione che non si senta affatto a suo agio su quel palco non passa. Prese<span class="MsoNormal">nta </span></span><span class="MsoNormal" style="font-size: 14pt; font-family: ArialMT;" lang="IT"><em>Wings Of A Lightest Weight</em></span><span class="MsoNormal" style="font-size: 14pt; font-family: ArialMT;" lang="IT"> dichiarando:</span><span style="font-size: 14pt; font-family: Arial;" lang="IT"><span class="MsoNormal"> &ldquo;Ques</span>ta canzone parla di mio padre&rdquo;</span><span style="font-size: 14pt; font-family: ArialMT;" lang="IT">.<em> </em></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Arial;" lang="IT">Mi giro, Paul è ancora qui accanto, si dimena e filma video con il cellulare, capovolgendo ogni dogma planetario. La cover di Neil Young è travolgente eppure risuona come una confessione discutibile: &ldquo;<em>Old man look at my life I&rsquo;m a lot like you were&hellip;&rdquo;</em></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Arial;" lang="IT"> . James sarà pure impacciato ma ha talento, gli servirebbe solo una hit fotonica che possa definire in maniera inequivocabile la sua identità d&rsquo;artista. Come a dire: sarà dura per lui, fin troppo dura. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="IT">&ldquo;E&rsquo; giunto il momento in cui devo andare e anche voi dovete andare e tu e tu...&rdquo; dice James puntando ad ogni &ldquo;you&rdquo; il dito verso la folla. Sgamato: è la battuta onnipresente nella routine dei concerti di Macca Senior, infatti siamo in cinque a capirla, compresi Paul e il suo fidato chitarrista Rusty Anderson, anche lui presente in sala. Sono curiosa della reazione di Paul, mi giro in un istante e il fumetto che esce dall&rsquo;espressione del suo volto è: &ldquo;Ooops, questa l&rsquo;ho già sentita!&rdquo;. Lo show si chiude con due pezzi tirati a manetta, <em>Else and Else But Dead</em></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="IT"> e <em>Mix</em></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="IT">; James lancia l&rsquo;ultimo timido sguardo al pubblico e si congeda. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="IT"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="MsoNormal" style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="IT">Mentre aspetto di salutarlo nel backstage, incrocio Paul che scende dalle scale. &ldquo;Lei è Chiara di Rolling Stone Italia&rdquo; mi presentano, poi mi fiondo su di lui e gli racconto che in realtà ci siamo già conosciuti, senza ricordargli la conferenza stampa di due anni fa, quando facevamo cabaret davanti agli altri giornalisti e lui mi ribattezzava &ldquo;Ciara&rdquo;. &ldquo;Ah ci siamo già conosciuti?&rdquo; domanda gentile, &ldquo;Yep, e ci incontreremo ancora&rdquo; rispondo alla Humphrey Bogart, con tanto di musichetta epica in sottofondo (eseguita da un&rsquo;orchestra di neuroni in tilt). Parliamo del concerto, ci siamo entrambi divertiti come matti: cosa importa se i motivi siano del tutto diversi?! </span></p>]]></description>
	        </item>
                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[Long live Quadrophenia!]]></title>
		  <guid>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/long-live-quadrophenia/44286</guid>
		  <link>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/long-live-quadrophenia/44286</link>
		  <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Giorni fa <strong>Pete Townshend</strong> ha presentato alla Bush Hall di Londra il nuovo <em>Director&rsquo;s Cut</em>, ovvero il boxset dei remaster di Quadrophenia. Stavo lì seduta in prima fila, ogni tanto rubavo uno scatto senza farmi beccare dalla security e pensavo: cazdindirincavolo, quest'uomo è l'autore di un album che mi ha cambiato la vita. Un&rsquo;opera come <em>Quadrophenia</em> (1973)<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>non è stata ancora superata, sta lassù, inavvicinabile: sturaorecchie per l&rsquo;umanità rock nei secoli dei secoli, amen. </span>Pete ha parlato a ruota libera di tutto, saltando di palo in frasca come uno che ha la mente troppo veloce per afferrare un solo concetto alla volta. Ha raccontato degli anni da teenager, dell&rsquo;universo mod, di come lavoravano gli Who in studio, gli alti e gli scazzi, di quando produceva e suonava nello stesso istante utilizzando tre braccia, di quella volta che <strong>Keith Moon</strong> prese fuoco in sala registrazione e del rammarico di non avere mai suonato Quadrophenia live con la band...</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine della chiacchiera ha eseguito quattro brani, accompagnandosi con quattro chitarre diverse: <em>Acid Queen</em> (da Tommy), <em>Corinna Corinna</em> (la cover che ha appena registrato per l&rsquo;album di Amnesty International insieme ad <strong>Eddie Vedder</strong>), <em>Drowned</em> e <em>I&rsquo;m One</em> (con una Gibson without a case).<br /><br /><span lang="IT"><em>&ldquo;I&rsquo;m going to say hi to Roggia&rdquo;</em> sento il tizio che mi sta a fianco dire alla moglie. Mi giro con l&rsquo;occhio desto ed eccolo lì, <em>Roggia</em></span><span lang="IT"> (aka <strong>Roger Daltrey</strong>) in disparte in un angolino che saluta frettolosamente prima di dileguarsi nel nulla. Che strano vederlo tra l&rsquo;intimo audience e non sentirlo intervenire: per quanto Quadrophenia sia stata interamente scritta da Townshend è anche l&rsquo;ultimo lavoro di massima collaborazione della band, come ci è stato detto stasera. </span><span lang="IT"><em>Roggia</em></span><span lang="IT"> se ne va, Pete pure, i vespisti mod fuori dalla Bush hall mi guardano salire sulla mia misera 125 px con un sorrisino sprezzante ed io rimango sola e raminga ad affrontare la lunga via del ritorno con alcune considerazioni sparse in testa:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">1)<span style="font: 7.0pt 'Times New Roman';">   </span></span><span lang="IT">Pete è un fottuto genio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px;">2) Ha ragione lui, la musica nostalgica non esiste: una musica è la sensazione che provoca quando l&rsquo;ascolti, non è l&rsquo;opera in sé ad essere nostalgica ma l&rsquo;atto stesso del ricordare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="mso-font-width: 5%;" lang="IT">3)<span style="font: 7.0pt 'Times New Roman';">   </span></span><span lang="IT"><em>Quadrophenia</em>, il film, sta alla tv britannica come <em>Sapore di Sale</em> a quella italiana. E poi ci lamentiamo se il nostro paese non ha una straccio di cultura musicale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="mso-font-width: 5%;" lang="IT">4)<span style="font: 7.0pt 'Times New Roman';">   </span></span><span lang="IT">Le folli leggende su <strong>Keith Moon<span style="mso-spacerun: yes;">  </span></strong>sono tutte vere ma quando il personaggio diventa più grande della persona gli amici soffrono ed è sempre bene schiattare presto.</span></p>
<p style="text-align: justify;">5) Fa freddo in vespa, non ho più 20 anni, non sono mai stata mod e credo che <strong>Paul Weller</strong> abbia una torbida relazione con la sua capigliatura. </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="mso-font-width: 5%;" lang="IT">6)<span style="font: 7.0pt 'Times New Roman';">   </span></span><span lang="IT">Davvero <strong>John Entwistle</strong> era un massone?!!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">7) </span>Tra tutti i boxset spremifan inclusivi di remix, redelux, un inedito e 100 strasentiti, peli pubici e cornetti antisfiga napoletani che le labels cercano di rifilarti, questo <em>Director&rsquo;s Cut</em> è altra storia. Fosse solo per le preziosissime demos interamente eseguite da Pete nel suo studio privato. Poi ci sono gli inediti, le outtakes: è un delirio per qualsiasi fan degli Who ed una vera delizia sparata a tutto volume sotto il casco da Shepherd's Bush a Brixtonia. Ed è subito sera... <br /><br />Photography ©Chiara Meattelli 2011. <br /><br /><img title="Â©chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/Quadrophenia_by-chi3.jpg" alt="Â©chiarameattelli" width="366" height="550" /><br /><br /><img title="Â©chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/Quadrophenia_by-chi2.jpg" alt="Â©chiarameattelli" width="366" height="550" /><br /><br /><img title="Â©chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/Quadrophenia_by-chi.jpg" alt="Â©chiarameattelli" width="366" height="550" /> <br />Photography ©Chiara Meattelli 2011. </p>]]></description>
	        </item>
                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[Tripping with Jonathan Wilson...]]></title>
		  <guid>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/tripping-with-jonathan-wilson/43455</guid>
		  <link>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/tripping-with-jonathan-wilson/43455</link>
		  <description><![CDATA[<p>Rinunciate a dare un senso all'autunno. Non provate nemmeno a spiegare perché vi sentiti così abbacchiati, abbottati, intristiti, inquieti. Ormai lo sapete che l'unica cosa rimasta da fare in questi casi è consegnare la vostra anima alla musica. Sceglietene una giusta. Un giradischi sarebbe perfetto per ascoltare il doppio vinile di <strong>Jonathan Wilson</strong>. Un bel cannone aiuterebbe senz'altro ma funziona benissimo anche da sobri. <em>Gentle Spirit </em>è un meraviglioso viaggio attraverso una moltitudine di paesaggi colorati, visioni  accecanti ed altre sfumate verso punti infiniti. <em></em></p>
<p>E' un rock per stoners, è psichedelia, folk, rock rullati insieme per scuotervi dal profondo e lasciarvi sul volto un sorriso ebete, fieri di non sapere nulla di quest'universo, purché abbiate la musica. E' un suono d'altri tempi anche se la parola "retro" riferita alla musica suscita in me forti conati di vomito. Anche se Wilson ha registrato quest'album in Laurel Canyon in analogico e utilizzando strumenti di quinta mano (incluse attrezzature comprate dal suo amico Jackson Browne). Anche se i riferiementi al suono degli anni '60 sono chiari come il sole californiano (ma pure quello inglese dei Pink Floyd). Ciò che resta, una volta finita la lista di cliché del caso, sono canzoni splendide e tutt'altro che vecchie.</p>
<p>Lo scorso fine settimana l'ho visto aprire per <a href="/musica/gallerie/wilco-roundhouse-in-camden-town-29-10-2011/44606">gli Wilco alla Roundhouse</a>, è stata una doppietta mozzafiato, come non se ne vedeva da tempo. Jonathan Wilson e la sua band (Gabe Noel, Richard Gowen, Omar Velasco, Jason Borger) hanno stregato i fan degli Wilco oltre ad essersi presi in prestito il loro tastierista-chitarrista Pat Sansone (lo vedete in una foto con la chitarra acustica) che li ha accompagnati in un paio di brani...</p>
<p> </p>
<p>Tutte le immagini sono ©Chiara Meattelli 2011</p>
<p><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/JW.jpg" alt="Jonathan Wilson" width="650" height="433" /></p>
<p> </p>
<p><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/JW_1_1.jpg" alt="Jonathan Wilson" width="650" height="433" /></p>
<p> </p>
<p><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/JW_2.jpg" alt="Jonathan Wilson" width="650" height="432" /></p>
<p> </p>
<p><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/JW_3.jpg" alt="Jonathan Wilson" width="366" height="550" /></p>
<p> </p>
<p><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/JW_4.jpg" alt="Jonathan Wilson" width="650" height="433" /></p>
<p> </p>
<p><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/JW_5.jpg" alt="Jonathan Wilson" width="366" height="550" /></p>
<p> </p>
<p><img title="Â©Chiarameattelli" src="/assets/bloggerfiles/JW_6.jpg" alt="Jonathan Wilson" width="650" height="433" /></p>
<p>Tutte le immagini sono ©Chiara Meattelli 2011</p>]]></description>
	        </item>
                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[Quei luridi 3 di Warren Ellis]]></title>
		  <guid>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/quei-luridi-3-di-warren-ellis/9856</guid>
		  <link>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/quei-luridi-3-di-warren-ellis/9856</link>
		  <description><![CDATA[<p>Sarà per via di quella barba folta, dove vivono popolazioni nomandi di note incolte. O forse è il modo isterico in cui scalcia i chilometrici piedi, mentre sale e scende con l&rsquo;archetto sul violino. O ancora, quei momenti di struggente bellezza che infila tra un arpeggio di chitarra e l&rsquo;altro, prima di affondare con galoppate quasi psichedeliche. E quel groviglio di percussioni e rumori, dove i cembali cadono a casaccio da una parte all&rsquo;altra della batteria, quasi non volessero essere colpiti contro i timpani. <strong>Il punto è che i Dirty Three, dal vivo, sono una delle band più potenti che abbia mai visto in vita mia. Sono esplosione di rock selvaggio e poetico, sono Stravinsky e Black Sabbath, amore sussurrato e sesso graffiato, anima ingenua e budella spappolate. </strong><br /> <br /> <strong>Warren Ellis</strong> sembra l&rsquo;alter ego di <strong>Nick Cave</strong>: hanno lo stessa portatura ed eleganza sudicia. Ormai collaborano insieme da 15 anni tra <strong>Bad Seeds,</strong> <strong>Grinderman</strong>, colonne sonore (<em>On the Road</em>, <em>The Assasination of Jesse James</em>, <em>The Proposition</em>) e quant&rsquo;altro. Mi è piaciuta pure la musica che hanno scritto per l&rsquo;audio book del nuovissimo romanzo di Cave, <em>The Death of Bunny Munroe</em>. In sintonia con la storia di Bunny: un porco schifoso che pensa solo a scopare ma poi trova la redenzione grazie all&rsquo;amore del figlio. Anche Ellis ha trovato la redenzione dall&rsquo;alcolismo e la sfattanza grazie alla propria famiglia. E mi piace quando tra una canzone e l&rsquo;altra, sul palco, racconta cenni autobiografici da codificare. O quando descrive, con quel cinico umorismo, le sensazioni o la situazione che gli ha ispirato una determinata canzone. <br /> <br /> L&rsquo;altra sera alla <strong>Queen Elizabeth Hall</strong>, i <strong>Dirty Three</strong> &ndash; <strong>Warren Ellis al violino, Jim White alla batteria e Mike Turner alla chitarra</strong> - non hanno suonato nulla di nuovo. Non c&rsquo;era la pressione di promuovere un album e forse per questo hanno fatto un concerto da brivido. <em>Everything. Is. Fucked</em>, è il titolo del pezzo che nella logica contorta e distorta di Ellis avrebbe dovuto dare al gruppo la popolarità &ldquo;da supermercato&rdquo;. Insomma, un vero pazzo. Ma per noi che c&rsquo;eravamo, quell&rsquo;esplosione orgiastica di note non ce la dimenticheremo così facilmente. <br /> <br /> <img class="img_center" src="/img/ecfea851eed9c22bcf629386bee30245.jpg/u/" alt="ecfea851eed9c22bcf629386bee30245" /><br /> <br /> <img class="img_center" src="/img/647c82e975ae02bab44d72ded36b1edb.jpg/u/" alt="647c82e975ae02bab44d72ded36b1edb" /><br /> <br /> <img class="img_center" src="/img/0cedb1901538091e25849c9b7fce16e6.jpg/u/" alt="0cedb1901538091e25849c9b7fce16e6" /><br /> <br /> <img class="img_center" src="/img/d6823e64fbad670c3cb7a2253426e6bb.jpg/u/" alt="d6823e64fbad670c3cb7a2253426e6bb" /><br /> <br /> <img class="img_center" src="/img/d672d8668f8f37ed5e97bc22884e1334.jpg/u/" alt="d672d8668f8f37ed5e97bc22884e1334" /><br /> <br /><br /> In scaletta anche <em>Sue&rsquo;s Last Ride</em>, <em>Authentic Celestial Music,</em><em> Some Summers They Drop Like Flies</em>, <em>Hope</em>, e <em>Kim&rsquo;s Dirt</em>.<br /> <img class="img_center" src="/img/c75d459a8e24742027716cd3adf88943.jpg/u/" alt="c75d459a8e24742027716cd3adf88943" /><br /> <br /> <img class="img_center" src="/img/c481852b89b2c06f5acb35690abe1f63.jpg/u/" alt="c481852b89b2c06f5acb35690abe1f63" /><br /> <br /> <img class="img_center" src="/img/a98e63636c8f8e78bd6a69e7d9d4f5b3.jpg/u/" alt="a98e63636c8f8e78bd6a69e7d9d4f5b3" /><br /> <br /> Tutte le Immagini sono ©ChiaraMeattelli_2009</p>]]></description>
	        </item>
                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[To catch a Kasabian]]></title>
		  <guid>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/to-catch-a-kasabian/41525</guid>
		  <link>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/to-catch-a-kasabian/41525</link>
		  <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siete pronti per il concerto di <strong>all'Alcatraz di </strong><strong>Milano il 20 novembre</strong>? Qui a Londra i <strong>Kasabian</strong> hanno suonato alla <strong>Roundhouse</strong> per l'iTunes festival, la storica venue in Camden Town. E' piuttosto divertente <em>to catch a Kasabian</em> mentre scorrazza a 100 all'ora sul palco, con <strong>Tom Meighan</strong>, cantante ed autore che limona sempre duro con il microfono. <strong>Sergio Pizzorno</strong>, il rickenbackeraio d'origini italiane, ha proprio una gran voce, dovrebbero farlo cantare più spesso. I Kasabian rimangono l'essenza della Britishness, dall'estetica al sound. E' praticamente impossibile resistere ai loro catchy tunes e dal vivo, il nuovo album<em> Velociraptor</em>, vi farà ballare non poco...</p>
<p><em>Tutte le immagini sono ©Chiara Meattelli 2011</em></p>
<p><img src="/assets/bloggerfiles/KasabianbyChi8_1.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="550" height="350" /></p>
<p> </p>
<p><img src="/assets/bloggerfiles/KasabianbyChi4_1.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="550" height="366" /></p>
<p> </p>
<p><img src="/assets/bloggerfiles/KasabianbyChi1_3.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="550" height="366" /></p>
<p> </p>
<p><img src="/assets/bloggerfiles/KasabianbyChi5_1.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="366" height="550" /></p>
<p> </p>
<p><img src="/assets/bloggerfiles/KasabianbyChi12_2.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="366" height="550" /></p>
<p> </p>
<p><img src="/assets/bloggerfiles/KasabianbyChi6_1.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="366" height="550" /></p>
<p> </p>
<p><img src="/assets/bloggerfiles/KasabianbyChi2_1.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="550" height="347" /></p>
<p> </p>
<p><img src="/assets/bloggerfiles/KasabianbyChi3_1.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="550" height="366" /></p>
<p> </p>
<p><img src="/assets/bloggerfiles/KasabianbyChi7_1.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="366" height="550" /></p>
<p> </p>
<p><img src="/assets/bloggerfiles/KasabianbyChi9_1.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="366" height="550" /></p>
<p> </p>
<p><img src="/assets/bloggerfiles/KasabianbyChi10_1.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="366" height="550" /></p>
<p> </p>
<p><img src="/assets/bloggerfiles/KasabianbyChi11.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="366" height="550" /></p>
<p><em>Tutte le immagini sono ©Chiara Meattelli 2011</em></p>]]></description>
	        </item>
                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[Il volto (perso) del pop.]]></title>
		  <guid>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/il-volto-perso-del-pop/41347</guid>
		  <link>http://www.rollingstonemagazine.it/blogs/chiarameattelli/il-volto-perso-del-pop/41347</link>
		  <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Trovo geniale che una della più splendide love songs di tutti i tempi si apra con i versi: "<em>I may not always love you...</em>". Parlo di <em>God</em> <em>Only Knows</em> e stasera alla <strong>Royal Festival Hall</strong>, davanti a me, c'è l'uomo che ha partorito questa e una sfilza di altri capolavori: <strong>Brian Wilson</strong>. Vorrei salire sul palco, abbracciare il suo panzone, ringraziarlo a vita per averci regalato <em>Pet Sounds</em> (se non lo avete ancora smettete di leggere e andate a comprarlo ORA). Ascoltandolo ci si rende conto che i <strong>Beach Boys</strong> non sono solo <em>California girls</em>, <em>I Get Around, Surf in USA</em> e <em>Barbara Ann</em> ma piuttosto la colonna portante del pop come lo intendiamo oggi. <br /><br />Qui a Londra, con un orchestra di 15 altri, Brian Wilson ha tirato su un muro di suono lungo 2 ore e 40 minuti di show. Prima l'interpretazione dei classici di <strong>Gershwin</strong>, poi il repertorio Beach Boys, dalle chicche più conosciute, <em>Sloop John</em> <em>B.</em>, <em>Wouldn't it Be Nice</em>, <em>God Only Knows</em>, <em>Heroes And Villains</em>, <em>Good Vibrations</em> alle perle meno sputtanate come <em>Sail On Sailor</em> e <em>Please Let Me</em> <em>Wonder</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Brian Wilson... beh, lo sapete, con la capoccia non ci sta più molto. La tastiera l'ha appena sfiorata e che dire di quando gli hanno messo addosso il basso insieme al quale si muoveva sbilenco e senza direzione sul palco? Ma canta ancora, e quella voce fa subito brivido. L'intero teatro ballava, scatenato anche se l'età media era più vicina a quella di vostra zia che di un teenager. Sotto il palco, senza poter mai cambiare posizione, l'arduo compito di ritrarre il maggior numero di espressioni possibile dal suo volto... Enjoy the poppermost of the toppermost!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Foto ©Chiara Meattelli</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em></em><br /><img src="/assets/bloggerfiles/BW3_byChiMea.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="600" height="399" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img src="/assets/bloggerfiles/BW1_byChiMea.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="600" height="399" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img src="/assets/bloggerfiles/BW2_byChiMea.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="600" height="399" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img src="/assets/bloggerfiles/BW4_byChiMea_1.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="400" height="600" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img src="/assets/bloggerfiles/BW5_byChiMea.jpg" alt="Â©Chiarameattelli" width="600" height="399" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Foto ©Chiara Meattelli</em></p>]]></description>
	        </item>
                     </channel>
</rss>

