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	<title>RollingStoneMagazine > Blog > Fabio Schiavo</title>
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	    <description>Fabio Schiavo</description>
            <language>it-IT</language>
            <copyright>RollingStoneMagazine.it - Copyright 2012</copyright>
            <lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 04:07:01 +0200</lastBuildDate>
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                  <title><![CDATA[Manga, Oshima e Rivoluzione]]></title>
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		  <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="float: left;" src="/assets/bloggerfiles/KagemaruDen,1[1]_1.jpg" alt="" width="240" height="348" /> In Giappone, alla fine del 1950, il mondo dei manga &ndash; oceano abbastanza variegato e leggero in quel tempo &ndash; fu sconvolto da uno <em>tsunami</em> di incredibile potenza. Nasceva, infatti, il <a href="/bloggerz/ it.wikipedia.org/wiki/Gekiga"><em>gekiga</em></a>. Con il termine, coniato da <a href="/bloggerz/ http:/en.wikipedia.org/wiki/Yoshihiro_Tatsumi">Yoshimiro Tatsumi</a>, si definiva un fumetto destinato, essenzialmente, ad un pubblico adulto. Punto di svolta č la pubblicazione di un corposo volume il <em>Ninja Bugeicho Kagemaru Den</em> (L'apprendistato militare di un ninja. La leggenda di Kagemaru) realizzato da <a href="/bloggerz/ http:/it.wikipedia.org/wiki/Sampei_Shirato">Sampei Shirato</a>, maestro del genere che inizia la carriera disegnando manga per il circuito dei <a href="/bloggerz/ http:/en.wikipedia.org/wiki/Kashi-hon"><em>kashihon</em></a>, serie di biblioteche popolari dove si potevano avere in prestito comic. Il lavoro di Shirato &ndash; la casa editrice <a href="/bloggerz/ http:/www.hazardedizioni.it"><em>Hazard</em></a> ha stampato il primo corposo volume di 770 pagine a cui seguirano gli altri tre &ndash;  infrangeva non solo gli stili usati fino ad allora, ma anche tipologia delle storie e dei soggetti. Il manga, tratto freddo e deciso, la scansione quasi cinematorgrafica e la narrazione secca ed essenziale, era una storia di cappa e spada ambientata nel Medio Evo giapponese, era di lotte intestine tra nobili e Shogun e rivolte contadine. <em>Kagemaru Den</em> aveva tutto per appassionare i giovani nipponici del decennio compreso tra il 1960 e il 1970. Eran, infatti, anni attraversati da forti tensioni sociali e tensioni eversive, un periodo piuttosto travagliato sia per il Paese del Sol Levante come per il resto del mondo. E' comprensibile, allora, che <em>Kagemaru</em> diventi, immediatamente, una specie di <em>livre de chevet</em> per gli studenti rivoluzionari. Nel libro i ninja del "periodo Eiroku, frammento dell'epoca Sengoku, caratterizzato da grandi rivalitŕ feudali in ogni dove", si trasformano in una sorta di Robin Hood dagli occhi a mandorla, difensori dei contadini, dei piů deboli, di donne e bambini, in eterna lotta contro i potenti e i nobili, quest'ultim capaci di ogni nefandezza e sopruso per angariare i los de abajos. Non solo gli universitari, perň, ne furono ammaliati. Lo stesso <a href="/bloggerz/ http:/it.wikipedia.org/wiki/Nagisa_Oshima"><em>Nagisa Oshima</em></a>, ne fu conquistato tanto da volerlo trasformare in un film l'unico "animato" del grande regista giapponese. Tecnica adottata? La trasposizione fedele sullo schermo delle tavole del fumetto, a cui Oshima aggiunse un commmento sonoro e la voce dei personaggi. E tutto ciň decine di anni prima del magnifico esperimento di <a href="/bloggerz/ http:/it.wikipedia.org/wiki/SuperGulp!)"><em>Super Gulp!</em></a>, la trasmissiome Rai che portava nelle case degli italiani i comic.</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="vertical-align: bottom;" src="/assets/bloggerfiles/2_2.jpg" alt="" width="785" height="571" /></p>
<p style="text-align: justify;">E qui, dal film di Oshima.</p>
<p style="text-align: justify;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/vEpvjJL7a_s" frameborder="0" width="620" height="315"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>]]></description>
	        </item>
                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[Per la serie: Io ci ho naso!]]></title>
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		  <description><![CDATA[<p><img style="margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; float: left;" src="/assets/bloggerfiles/petebest5_1.jpg" height="316" width="400" />Cinquantâ€™anni i <a href="http://www.beatlesbible.com">Beatles</a>Â  e Brian Epstein prendono un bel due picche. Il manager, poi, Ă¨ liquidato da Dick Rowe, A&R della Decca con la famosa frase: Â«<em>Mr. Epstein guitar groups are on the way out and I think the Beatles have no future in show businessÂ»</em>, affermazione considerata come uno dei piĂą grandi errori nella storia della musica. Il che, sebbene â€ścon il senno di poi son bravi tuttiâ€ť, sarebbe come aver perso lâ€™occasione della propria vita. Tutto inizia domenica 31 dicembre 1961. I quattro partiti da Liverpool e dopo un viaggio durato dieci ore â€“ Neil Aspinall, amico, road-manager e autista, aveva perso la strada diverse volte â€“ arrivano il giorno dopo di mattino presto in una Londra innevata â€“ con Â«<em>gli ubriachi delle appena concluse feste di Capodanno che saltavano nella fontana di Trafalgar</em>Â» come ricorderĂ  in seguito Lennon â€“ per un provino ai Decca Studio, 165 Broadhurst Gardens, West-Hampstead in vista di un possibile contratto. Ad attenderli ci sono alcuni rappresentanti dellâ€™etichetta, fra cui: il produttore Tony Meehan, ex batterista degli Shadows, Mike Smith, A&R assistant (Artists&Repertoire) e il suo capo Dick Rowe. La formazione dei futuri Fab4 Ă¨ la classica del momento: John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Peter Best. In unâ€™ora e mezzo circa i ragazzi suonano dodici cover (<em>Money, Till There Was You, The Sheik of Araby, To Know Her Is to Love Her, Take Good Care of My Baby, Memphis Tennessee, Sure to Fall in Love With You, Three Cool Cats, CryingÂ  WaitingÂ  Hoping, September in the Rain, BĂ©same Mucho, Searchinâ€™</em>) e tre originali Lennonâ€“Macca (<em>Like Dreamers Do, Hello, Little Girl, Love of the Loved</em>), il risultato, perĂ˛, non entusiasma. Una quindicina di giorni dopo arriva il \"no\" motivato anche dal fatto che la Decca aveva provinato <em>Brian Poole and the Tremeloes</em> su cui poi ricadde la scelta dellâ€™etichetta perchĂ©: Â«<em>They\'re (â€¦) a local group, the other comes from Liverpool. We could work with them more easily and stay closer in touch</em>Â». In seguito i Beatles scoprirono che Brian Epstein aveva pagato per le registrazioni. A sua discolpa va detto che Rowe, dietro suggerimento di George Harrison, alcuni anni dopo mise sotto contratto i Rolling Stones. Quel rifiuto, perĂ˛, rese possibile la nascita delle leggenda e cioĂ¨Â  il contatto con George Martin e la Parlophone, l\'arrivo di Ringo Starr. Bizzarrie della storia.</p>]]></description>
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                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[Câ€™era un volta in America: il dottore e i fumetti â€śterribiliâ€ť]]></title>
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		  <description><![CDATA[<p>Lo sdoganamento finale arrivň solo nel 1987 grazie all&rsquo;articolo <a href="http://art-bin.com/art/awertham.html"><em>Fredric Wertham - Anti-Comics Crusader Who Turned Advocate</em></a> sapido e compendioso scritto di Dwight Decker pubblicato in <em>Amazing Stories</em> che rendeva l&rsquo;onore delle armi allo studioso piů detestato nel mondo dei comic, nonostante Wertham, psichiatra americano, nato in Germania, avesse giŕ fatto autocritica nel saggio del 1974 <em>The World of Fanzines</em>, in cui ribaltava tutte le sue precedenti tesi: inftti non solo assicurava che la lettura di quei volumetti in carta povera, era ininfluente sulla psiche dei ragazzini, ma addirittura li considerava come "veicoli di liberazione" e vietarli una semplice sciocchezza. Non male, vero? OK, ma chi era costui? <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fredric_Wertham">Frederick Wertham</a> č l&rsquo;autore del famoso, <img style="margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; float: left;" src="/assets/bloggerfiles/wert.jpg" alt="" width="150" height="221" />ultracitato e poco letto <a href="http://www.dreadfuldays.net/soti.html"><em>Seduction of the innocent</em></a>,  abbreviato spesso in SOTI, ponderoso saggio uscito nel 1953 che considerava i fumetti, in quanto lettura destinata alla gioventů, come un: «dannoso veicolo di immagini e di contenuti violenti e di temi sessualmente pericolosi&rdquo;. Il suo studio attirň l&rsquo;attenzione del Congresso. Da quelle audizioni ne discese un codice etico per i comic, esteso poi anche ai libri e ai film, non bisogna dimenticare che quelli erano gli anni del Maccartismo e quindi di caccia alle streghe e a tutto ciň che potesse influenzre la:"sana, cristiana e pura gioventů americana". In un delirio crescente di programmi radiofonici e televisivi sempre piů fobici a cui si aggiunsero filmati da proiettarsi prima di ogni film l'America arrivň al falň di fumetti, qualcosa in stile Germania 1933 &ndash; operazione ripetuta una decina di anni dopo con i dischi dei Beatles e che ciclicamente capita negli States, insomma come si dice una bella tradizione da rispettare. Negli anni seguenti Wertham viene spesso parodiato e citato nei comic. Ad esempio in <em>Dr. Wirtham's Comix & Stories</em> (1977), in <em>The Maximortal</em> (2005) di Rick Veitch, in <em>Fanboy</em> (1999) di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mark_Evanier">Mark Evanier</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sergio_AragonĂ©s">Sergio Aragonés</a> dove il dottor Wertham vende fumetti per le sue ricerche e in <em>Eightball</em>, di Daniel Clowes dove sono presentate molte delle vecchie tesi di Wertham, salvo poi raffigurare lettori e collezionisti di fumetti come innocui nerd incapaci di commettere qualunque atto criminale. Infine F.W e la sua audizione parodiata si trasforma in un no alla censura.<iframe src="http://www.youtube.com/embed/Ctv9WttUZys" frameborder="0" width="400" height="225"></iframe></p>]]></description>
	        </item>
                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[ÂżLos Rolling? Chaval ÂˇEsos son gĂĽai! ]]></title>
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		  <description><![CDATA[<p><img style="margin-left: 3px; margin-right: 3px; float: left;" src="/assets/bloggerfiles/metalOK_2.jpg" alt="" width="220" height="282" />La Spagna alla fine degli anni 70 č un vero casino. Creativo. Morto il 19 novembre del 1975 <em>El Abuelo</em>, il nonno, come era soprannominato Francisco Paulino Hermenegildo Teódulo Franco y Bahamonde, Salgado-Araújo y Pardo de Andrade, aka Francisco Franco, venerato come santo dalla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_Cattolica_Palmariana">Chiesa Palmariana</a>, il paese vuol recuperare il tempo perso e inizia a bruciare tappe ad un velocitŕ impressionante. Sono gli anni della movida, di <em>Alaska y Dinarama</em>, <em>Paralisis Permamente</em> e <em>Los Rebeldes</em>, <em>Siniestro Total</em> e P<em>ata Negra</em>, <em>Ketama</em> e i <em>Nuevos Flamencos</em>, <em>Los Toreros Muertos</em> e i <em>Gabinete Caligari</em>, un periodo con tanto sesso, in ogni forma, genere e gusto. con tantissima droga che gira tranquillamente, dalla maria al <em>cachěs</em> e via fino a quelle pese, e con dose massiccie di <em>rocanrolla</em> urlato, suonato e lanciato a piene mani addosso un pubbico giovanissimo che non ne ha mai abbastanza. Sono momenti d'incredibili accelereazioni culturali, sociali. Soprattutto per un paese considerato molto rigido ed estremamente osservante delel regole e del cattolicesimo piů retrivo ed ortodosso.E' come se, all'improvviso, fosse tolto un coperchio ad una pentola a pressione troppo a lungo tenuta chiusa. Il paese sembra impazzire. Tutti sono presi da una follia collettiva, nessuno vuole piů avere limiti, freni, legacci o interfenze. L'economia innesta il turbo e inizia a crescere in maniera esponenziale, mentre, di contrasto, la disoccupazione, a sua volta, decresce. In breve il tetro franchismo e la sua economia autarchica e di sussistenza diventano ricordi spiacevoli di cui č meglio disfarsi, al piů presto e il piů velocemente possibile. La modernitŕ diventa sinonimo di velocitŕ, <em>ruta del bacalao</em> e sbronze colossali, denaro che circola di piů e possibilitŕ di acquistare generi fino ad allora visti solo nelle reclame. Di questo clima se ne avvantaggiano non solo la vita sociale, va da sč, ma anche le arti, in ogni loro forma. Il cinema esplode grazie a Pilar Mirň, Josč Luis Garci, Pedro Almodovar, Carlos Saura, Vicende Aranda e Ferando Trueba, solo per fare alcuni nomi. C&rsquo;č una grandissima libertŕ in ogni tipo di media. Radio, soprattutto le emittenti libere, e Tv ne hanno usufruito tantissimo e cosě anche i fumetti, i TBO, una tradizione spagnola e le innumerevoli riviste collegate. Dal <em>RRollo Enmascarad</em>o a <em>Star</em>, fanzine che vantano record in sequestri e censure pre morte Franco, via fino al <em>El Jueves</em>. Senza dimenticare quelle della <em>linea chunga</em>, con <em>El Vibora</em>, <em>Totem</em>, <em>Besame Mucho</em> con i loro  innumevoli personaggi non molto ortodossi fra cui <a href="http://www.imagebam.com/image/d0d397100741426">Anarcoma</a>, che per alcuni č il primo fumetto gay, realizzato da <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Anarcoma">Nazario Luque Vera</a>, in cui il disegnatore racconta le vicende umane e lavorative di un detective molto particolare a spasso in una Barcellona che preferisce il Barrio Gotico e quello Chino alle piů classiche e turistiche Rambla e parchi vari, a cui si aggiunge l'indimenticabile <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Makinavaja"><em><img style="float: left; border: 3px solid black;" src="/assets/bloggerfiles/makinavaja_m-1_1.jpg" alt="" width="120" height="149" />Mak</em>i</a> il teppistello di Barcellona del geniale <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/IvĂ ">Ivŕ</a>, <em>Kafrč</em> e la sua particolare Africa, fumetto di <a href="http://daspasjoumm.blogspot.com/">Das Pastoras</a> e <a href="http://abuli.free.fr/">Abulě</a>, storie di neri molto scafati e rilassati &ndash; <em>Tranki, tronko</em>, rilassati amico, č il loro motto &ndash; alla prese con un missionario alquanto particolare, per arrivare al feocissimo <em>Martěnez el Facha</em> di <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Kim_(historietista)">Kim</a>, <img style="float: right;" src="/assets/bloggerfiles/pdh_martinez_el_facha_y_familia_8_2.jpg" alt="" width="120" height="149" /> divertentissima critica alla borghesia nostalgica spagnola che non si rassegna al cambio dei tempi e che, pur professando un severo cattolicesimo č arruffona, ladra e disposta anche alla trasgressione, basta che non si sappia... Senza dimenticare una delle piů belle e cattive produzioni dei giorni nostri, il delirio di <em>Silvio Josč, el buen parasito</em> di Paco Alcazar, perfetta rappresentazione del &ldquo;giovane&rdquo; fallito spagnolo di questi anni, inchiodato a casa, pieno di complessi e paronie, ignorante ed arrogante, che vive alle spalle del vecchio padre pensionato, non vuole e non puň cercare un lavoro e fa riaffiorare tutti i clichč del vecchio <em>macho</em> spagnolo, senza neanche esserlo effettivamente. Insomma il prototipo dello sfigato, anche per sua volontŕ. Tornando al passato tra le innumerevoli provocazioni di <em>Metal</em>, versione iberica della rivista francese che mischia informazione e fumetti underground non č male quella datata 1982. Nella rivista si va all&rsquo;attacco del mito Rolling Stones con un numero quasi monotematico e irriverente. Si parte dalla copertina con un linguacciuto, ma semi catalettico Mick, quasi intronato, che non pare avere piů alcuna carica trasgressiva, per poi passare all&rsquo;interno a servizi vari, tra l'apologetico e il sarcastico, che ritraggono i Rolling Stones come delle "vecchie glorie" sempre presenti e "immarcescibli", <img style="border: 3px solid black; float: left;" src="/assets/bloggerfiles/matal2OK_2.jpg" alt="" width="220" height="288" />insomma sotto sotto si fa intendere che "questi, non se ne vogliono proprio andare" anche se sarebbe giunto il momento di giubilarli, "tanto con quello che nno messo da aprte, non finiranno certo sulle panchine del Parco a dar da magiare ai piccioni". Il massimo, perň, arriva con il fumetto realizzato dal franco-brasiliano <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Alain_Voss">Al Voss</a>, dal programmatico titolo <em>Rolling Clones</em> dove, in seguito ad un esperimento di uno scienziato pazzo, intrapreso su insistenza di un impresario cinico e senza scurpoli, il gruppo viene trasformato in una <img style="border: 3px solid black; float: right;" src="/assets/bloggerfiles/metal3OK.jpg" alt="" width="220" height="286" />band di pericolose tigri mutanti assassine che seminano panico e morte allo show case di presentazione del loro disco. Tutti pagheranno il fio della loro colpe, innocenti e non. Senza distinzione. Insomma un vero delirio pop, irrispettoso di qualsiasi cosa e persona.....</p>
<p> </p>]]></description>
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                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[Com'eran belli i nostri tempi?!]]></title>
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		  <description><![CDATA[<p><img style="margin-left: 3px; margin-right: 3px; float: left;" src="/assets/bloggerfiles/libro_1.jpg" height="600" width="390" />Scordatevi i zuccherosi e larimosi Amarcord di Capanna. Con Câ€™eravamo tanti A(r)mati â€“ ristampa del volumeÂ  edizioni Settecolori uscito nel 1984 a cura di Maurizio Cabona e Stenio Solinas â€“ ci sono lacrime, sangue, piscio e merda, ma anche risate, sesso, poco, e tanto altro. Siamo su un altro pianeta. E quella R tra parentesi nel titolo spiega molte cose. Non Ă¨ semplicemente o solo un libro di ricordi, ma qualcosa di piĂą. PerchĂ© a raccontare quegli â€śanni terribiliâ€ť sono persone che ci sono passati in mezzo, ne portano i segni oltre a materiali cicatrici, differenti voci di fratelli nemici, come aveva detto Brasillach, storie diverse di â€śabatiniâ€ť e di impegnati politicamente, di promettenti giornalisti e giovin cantanti, di Alberto Camerini e Oliviero Beha, di filosofi ed editori, di fascisti e comunisti, tutti piĂą o meno ex. Solo nome e cognome degli intervistati, nessuna indicazioni di cosa sono diventati, non serve, o meglio non importa. Un caleidoscopio di che cacchio di casino erano quegli anni, cosa pensavano e cosa facevano una parte di chi ha fatto la (piccola) storia di quel tempo.<br /><br /></p>]]></description>
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                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[Dead end city...]]></title>
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		  <description><![CDATA[<p><img src="/assets/bloggerfiles/citta-fell-templesmith1_2.jpg" height="219" width="620" /></p>
<p>Non Ă¨ solo una storia adatta per il clima di questi giorni, ma anche una delle piĂą belle crime novel a fumetti uscita ultimamente. Claustrofobica, cupa, dura, cruda, violenta, realistica e melanconica, un Dashielll Hammett mischiato con <img style="float: right;" src="/assets/bloggerfiles/Fell1_4.jpg" height="303" width="200" />James Ellroy, Faye Kellerman ed echi di Sherlock Holmes. Eâ€™ <em>Fell</em>, (Image Comics/Edizioni BD Collana Supersonic) opera di due geni, Warren Ellis (<em>Transmetropolitan, Hellblazer, Red</em>) e Ben Templesmith (<em>30th Days of Night</em>) <img style="float: left;" src="/assets/bloggerfiles/fell.jpg" height="182" width="250" />ispirato aÂ  fatti veri riletti in chiave romanzata, ma non troppo. Un fumetto atipico, costantemente immerso in una nebbia che mozza il respiro e pervarso da unâ€™atmosfera fantasiosa ed evanescente. Non manca lâ€™aura di mistero creata dai comportamenti estremamente bizzarri degli abitanti di <em>Snowtown</em>, periferia estrema e degradata separata dalla zona ricca da un ponte che segna il confine tra due realtĂ , frattura non solo fisica, ma anche metafora di una divisione sociale e politica. Dire che quel posto Ă¨ il culo al mondo Ă¨ poco. Definirlo inferno non Ă¨ corretto, ma si sbaglierebbe di poco. Capire perchĂ© il protagonista delle vicende, il detective Richard Fell â€“ nomen-omen datoche il cognome gioca con il verbo cadere â€“ ci sia finito Ă¨ ancora piĂą difficile. Si suppone per punizione. Il trasferimento dal suo precint centrale a quello di Moon street lo deve aver provocato qualche cagata che ha fatto. E deve essere stata una veramente grande. Eppure in quel posto dimenticato da dio, un purgatorio senza speranza di rendenzione, lui si trova bene e farĂ  di tutto per svolgere al meglio i suoi compiti anche seâ€¦Ma come in ogni buona sotria del genere il finale non lo si rivela.</p>
<p><br /><br /></p>]]></description>
	        </item>
                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[Thank mr. Berlusconi!]]></title>
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		  <description><![CDATA[<p>Per ricordare il passato di Silvio, chi sono i suoi coriferi, come si comportano e la  sua politica, prima un vecchio brano di Juggy<iframe src="http://www.youtube.com/embed/Z0FTV6vC7do" frameborder="0" width="620" height="400"></iframe></p>
<p>poi due classici degli Skiantos band bolognese che ha dato il via al rock demenziale, uno dedicato alle sue passioni,<iframe src="http://www.youtube.com/embed/3a-CzINtbgo" frameborder="0" width="620" height="400"></iframe></p>
<p>l'altro al pensiero dei suoi alleati. Roba forte! e pensare che eravamo negli anni Settanta.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/femH4SoYHdM" frameborder="0" width="620" height="400"></iframe></p>
<p>Beh, come diceva de Filippo: "Adda passŕ 'a nuttata"</p>]]></description>
	        </item>
                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[Motocicletta 10hp]]></title>
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		  <description><![CDATA[<p><img style="border: 3px solid black;" src="/assets/bloggerfiles/09 V7 RACER.jpg" height="413" width="620" /></p>
<p>Quando Lucio Battisti cantava â€ťMotociletta 10hp, tutta cromataâ€ťÂ  (1970 â€“ Il tempo di morire) probabilmente aveva in mente una Gilera 124 5V Lusso o un Guzzi Stornello 125 sportâ€“ che perĂ˛ di cavalli ne aveva solo 7 â€“ perĂ˛ il mito a quei tempi era il Guzzi V7 Special a cui seguĂ¬ lâ€™anno dopo lo Sport che di hp ne aveva ben 52 e in quanto a cromature non era secondo a nessuno. Adesso Ă¨ arrivato il V7 Racer, piĂą cattivo, ma con lo stesso fascino del progeniore. Con altrettanto cromature, se non di piĂą. Per chi vuol essere old style ma compra solo nuovo, questa Ă¨ unâ€™occasione da non perdere. Lo dice un Bmwista convinto assertore dellâ€™acquisto di moto dâ€™epoca e felice proprietario di tre old style â€śsignore agĂ¨eâ€ť...<br /><br /></p>]]></description>
	        </item>
                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[In tv... ]]></title>
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		  <description><![CDATA[<p><img style="border: 3px solid black;" src="/assets/bloggerfiles/FREAKS_1.JPG" alt="" width="620" height="413" /></p>
<p>Boatos assicurano in arrivo la seconda serie di <a href="http://www.freakstheseries.com." target="_blank"><em>Freaks</em></a>. Conosciuta all&rsquo;inizio solo attraverso il passaparola e la rete &ndash;  i contatti della prima puntata sono stati oltre 800mila e alla fine i sette episodi sono stati seguiti, ciascuno, da svariati milioni di aficionado &ndash;  č diventata un caso e un successo. Non male se si pensa che pensata, prodotta, scritta, girata e interpretata da &ldquo;ggiovani&rdquo; italiani é costata solo un paio di migliaio di euro. Altri rumor e un trailer, assicurano che anche per <em>The Hour</em>, BBC2 &ndash;  cattivissima storia in stile Mad Men ambientata in Gran Bretagna alla fine degli anni Cinquanta nel mondo dell&rsquo;informazione, scorrettissima, molto political uncorrect e cinica &ndash; č on the go.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/InILSU-ZV9M" frameborder="0" width="620" height="315"></iframe></p>]]></description>
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                  <title><![CDATA[I morti, camminan tra noi. Di nuovo.]]></title>
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		  <description><![CDATA[<p><img style="border: 3px solid black;" src="/assets/bloggerfiles/TheWalkingDeadComicBook-4_4.jpg" alt="" width="620" height="478" /></p>
<p>Arriva la seconda serie tv di <em>The Waling Dead.</em> Per ricapitolare tutto e rifarsi la bocca &ndash; ah, ah, ah, battutaccia! &ndash;  ricuperiamo il bellissimo fumetto di Robert Kirkman/Tony Moore (dal #1 al #6)/Charlie Adiard (dal #7 in poi) pubblicato dalla Image Comics &ndash; in Italia lo edita <a href="http://www.saldapress.com" target="_blank">Saldapress</a> da cui č partito tutto, 32 pagine di puro terrore  e grande <a href="http://www.hiddenrobot.com/WALKINGDEAD" target="_blank">racconto</a>. La serie, un classico del genere, in America, č arrivata al fascicolo numero 90, volume numero 15 a cui si aggiungono varie edizioni collaterali come <em>The Rise of the Governor, Compendium, Survivors Guide</em> e quella limited della Omnibus con extra. Sempre in tema di morti viventi non bisogna scordare altri due lavori del genere, il divertente <em>Gli Zombi che divorarono il mondo</em> <img style="float: left;" src="/assets/bloggerfiles/ZOMBI2ITCOVER.jpg" alt="" width="200" height="303" />(sempre Salda press) di Jerry Frissen (<em>Lucha Libre, Luchadore</em>s) e Guy Davis (<em>Hellboy presenta B.P.R.D.</em>) surreale commedia noir ambientata nel 2064 in un mondo dove: «i morti escono dalle loro tombe e camminano sulla terra. Ma quel che č peggio č che il governo ha stabilito che i viventi devono convivere pacificamente con i cadaveri tornati in vita: ce l&rsquo;avete presente cosa significa tenersi il nonno morto in casa?» Se la situazione non vi sembra del tutto logica e facile da maneggiare aggiungete che oltre a revenant in stile Ramones ci sono dei: «fanatici che, a Gerusalemme, sono in fibrillazione per il ritorno di Gesů Cristo, che spuntano nuove forme di mercato nero legato alle celebritŕ defunte e i Repubblicani, ora partito di minoranza, si sono messi in testa di vincere le elezioni riportando in vita uno dei loro leader di maggior successo». In un mondo cosě Karl Neard, sua sorella Maggie, insieme con ilk loro assistente Freddie &ldquo;il Belga&rdquo; Merckx», uno leggermente spostato, sono l&rsquo;unica speranza per: «per risolvere la maggior parte dei problemi. O anche per crearne di nuovi». Per chiudere il cerchio da non perdere i volumi della Avatar Press <a href="http://graphic-novels-manga.suvudu.com/2010/10/avatar-press-night-of-the-living-dead-review.html" target="_blank">The Night of the Living Dead</a> di Mike Wolfer/John Russo/Dherraj Verms <img style="float: right; border: 3px solid black;" src="/assets/bloggerfiles/LIVINGCOVER_1.jpg" alt="" width="200" height="308" />che rimandano sia all&rsquo;omonimo film di Romero che a Le colline hanno gli occhi e a Non aprite quella porta, il tutto con un tocco porno. Da  segnalare la ristampa dei primi numeri della mitica rivista EErie, traducibile con pauroso &ndash; edizioni <a href="http://www.comma22.com/index.php/catalogo/prodotto/id/148" target="_blank">Comma 22</a> &ndash; a cui hanno collaborato artisti del livello di Frank Frazetta, Angelo Torres, Steve Dikto e Neal, Adams e scusate se č poco. Nata come sorella e rivale di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Creepy" target="_blank">Creepy</a>, da noi il buon vecchio Zio Tibia, Eerie (http://en.wikipedia.org/wiki/Eerie) aveva in cousin Eerie, in italiano Astragalo, il Caronte che introduceva i lettori alle varie storie, venne pubblicata perché, come scrisse Archie Goodwin, editor del bimestrale: «Creepy ought to have an adversary. The Laurel and Hardy syndrome always appealed to me. Creepy and Eerie are like Boris Karloff and Peter Lorre». Chi non ha letto o non conosce almeno un delle dua, si rende conto che razza d&rsquo;infanzia ha mai avuto? Se invece giŕ la malinconia vi attanaglia e volete riprovare vecchi brividi di corsa o in cantina a cercare fra i vecchi Oscar Mondadori i volumi di Zio Tibia o su qualche bancarella di libri usati....</p>
<p><br /><br /></p>]]></description>
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