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	<title>RollingStoneMagazine > Blog > The Rollingeek</title>
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	    <description>The Rollingeek</description>
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            <copyright>RollingStoneMagazine.it - Copyright 2012</copyright>
            <lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 04:11:18 +0200</lastBuildDate>
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                  <title><![CDATA[Di app e di musica da creare]]></title>
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		  <description><![CDATA[<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><img src="/assets/bloggerfiles/IMG_0093.PNG" width="640" height="480" /><br /><br />Ci sono queste storie di artisti o gruppi che fanno i dischi con l’iPad, e io, ovviamente, da buon Rollingeek, dovrei essere il primo a esaltarmi. Invece ho sempre avuto forti dubbi sulla possibilità di fare un INTERO disco con una, o anche venti, “app”, che poi sono i programmini che installi nel tablet di Apple. Un po’ perché la potenza di questo apparecchio è limitata, un po’ perché la memoria è poca, un po’ perché vorresti rimpiangere in eterno il calore analogico di certi sintetizzatori. Comunque ci ho provato. Dico sul serio: ho provato a realizzare qualche traccia usando solamente il mio iPad (la prima versione). Premetto che ho una discreta esperienza di studio, ne possiedo uno e tra queste quattro mura utilizzo computer piuttosto potenti, con svariati gigabyte di memoria e un buon assortimento di sintetizzatori esterni, sia analogici che digitali. Ora, non pretendo che le mie impressioni, basate sulle app provate, siano prese come oro colato, per carità, ma magari qualche spunto interessante lo trovi pure tu, che, ne sono certo, aneli la speranza di creare un disco che nemmeno Lady Gaga. No vabé, ti ho preso un paragone facilmente battibile (nel senso artistico eh), come sono buono.</p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;">Garageband</p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;">Francamente, ci hanno rotto le balle a più non posso, su questa app. L’hanno definita tale e quale alla versione per computer, e questo forse è vero: fanno abbastanza schifo entrambe. Chiariamoci: per strimpellare e mettere giù semplici tracce funziona bene, ma poi, giocoforza, te ne devi andare in studio, e ripassare tutto con software più potenti, tipo Logic o Cubase. Anche perché la qualità audio dei sintetizzatori è mediocre.</p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;">Korg iMS-20</p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;">L’idea di infilare un mostro della sintesi analogica in un tablet mi sembrava assurda. Poi l’ho provato. E bè, ora non ne posso fare a meno. Non so se hai mai avuto la fortuna di provare un MS-20 originale. Io sì, e ti posso dire che la qualità della versione iPad (non s’incazzino i puristi) è anche migliore. Viene riprodotta perfino <span>       </span>quella variazione di tonalità dovuta ai circuiti che si scaldano! Ovviamente è difficilissima da usare, ma smanettare con decine di cavi è anche il bello del sintetizzatore originale.</p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;">Music Studio</p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;">Sinceramente, un’app che, per un musicista, vale da sola l’acquisto di un iPad. Ha una grafica sempliciotta, quasi casereccia, ma molto chiara. Il concetto è semplice: sequenze, tastiera, strumenti ed effetti: tutti lì, subito accessibili, senza dover saltare da un meno all’altro. La qualità degli strumenti è molto buona e se ci aggiungiamo quella degli effetti (l’equalizzatore è da sballo), il risultato è che il nome del programma, per una volta, dice il vero: uno studio nel tuo iPad. Però c’è da lavorare sul fronte importazione, o per inserire una traccia audio esterna si devono fare dei magheggi che non ti dico.</p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;">Rebirth</p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;">Usarlo è un casino, del resto la versione per computer è da ingegneria aerospaziale, ma la qualità dei synth è favolosa. Si parla di una buona emulazione virtuale dei mitici Roland TB-303, TR-808 e TR-909, quindi di fatto si creano basi da esportare e magari utilizzare con altre app, ma per quantità di parametri e ricchezza dei suoni c’è ben poco da discutere. Ah! Bella la funzione per condividere le tracce su Facebook e TGwitter!</p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><o:p> </o:p></p>]]></description>
	        </item>
                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[La Kitara di nuova generazione]]></title>
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		  <description><![CDATA[<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><img src="http://www.misadigital.com/userfiles/gallery/image/kitara_black01.jpg" width="643" height="413" /><br /><br />Si fa presto a dire “tablet”, ancor più a dire “iPad” (per forza, due lettere in meno…). Ma l’idea di infilarne uno in una chitarra, e creare uno strumento next generation, bé, è davvero grandiosa. Ce l’ha avuta la Misa Digital. Potrei far finta di conoscerla, spacciandola come un’azienda fichissima che solo un babbeo non conosce, ma la verità è che non ha chissà quale storia e, di fatto, la sua vita è legata proprio alla… Kitara. Presentata nel Gennaio di quest’anno, ma lanciata sul mercato solo in questi giorni, è una chitarra digitale (DIGITALE, non elettrica, intesi?) dotata di controllo touch.</p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;">È un dispositivo, in realtà, piuttosto semplice. Avete presente quelle app che trasformano iPhone, iPad, e cloni vari, in una chitarra? Con tante belle corde virtuali? La Kitara ne include una di eccellente e la sbatte sul suo display touchscreen, incastonando il tutto in una vera e propria cassa, unita a una fretboard a pulsanti (niente corde vere). A garantire la fedeltà sonora, un sintetizzatore interno che include parecchi effetti, come distorsione, modulazione, delay, ecc.</p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;">Tra le caratteristiche tecniche ci sono, appunto, il display touch da ben 8”, uscite MIDI e audio (da un pollice e un quarto), 24 fret e sei effetti. Volendo, oltre al modello di base, è disponibile anche una Limited Edition fatta a mano, in alluminio. <a href="https://shop.misadigital.com/">Le due Kitare sono in fase di pre-ordine</a>: 959 dollari per quella base e 3249 per quella in alluminio. E vabè, l’esclusività ha il suo prezzo! Vostro (e un po' mio), Riccardo Meggiato.</p>]]></description>
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                  	    	<item> 
                  <title><![CDATA[Essere tech senza essere nerd]]></title>
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		  <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oh, son due concetti diversi, molto diversi. Non che sia brutto essere nerd (lo dico solo per questione di diplomazia), ma la tecnologia  un po' come il prezzemolo, riguarda tutti e sta bene ovunque (a me il prezzemolo piace molto, magari a qualcuno di voi no, vab, dicevo per dire). E s, insomma, anche nella musica fa la sua porca figura, che senza un po' di roba digitale i Chemical Brothers stavano ancora a suonare alle feste di compleanno. O, pi semplicemente, a quest'ora ce ne andavamo tutti in giro col nostro bel lettore di musicassette. I tempi, per fortuna, cambiano, e spesso proprio grazie all'hitech. In questo spazietto cercher di tenervi aggiornati su prodotti, tecnologie e amenit digitali che riguardano, di riffa o di raffa, le sette note. Ma senza noie e paranoie, che fuori fa caldo e non  il caso. Buon divertimento, un po' meno se ve ne state spaparanzati in spiaggia mentre il qui presente disgraziato schiatta di lavoro. Riccardo Meggiato</p>]]></description>
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