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Mini @ Life Ball 2010: festa, festa fino a mattino!

21 Luglio | Rolling Stone



di Luca Garavini

Il Life Ball di Vienna è la più bella festa del mondo? Molti giornalisti ne ricorderanno sicuramente altre dal canovaccio simile come, ad esempio, il party di Elton John a Londra. Di sicuro è un evento organizzato magnificamente a cui non manca nulla o quasi per diventarlo, dall’alto della sua 18esima edizione, che mixa glamour, passione per la causa (quest’anno il Life Ball è stato fatto coincidere con la conferenza mondiale per la lotta all’HIV di Vienna), charity vips ben assortiti – deliziosi e importanti specchietti per le allodole come Whoopi Goldberg e Bill Clinton - esuberanza ed estroversione non necessariamente glbt, un red carpet lunghissimo, da far invidia a certe prime tristemente cotonate, ma anche promiscuità e voglia di strafare indispensabili in eventi così – almeno apparentemente - extreme. Un evento ingiustamente poco considerato dai mass media italiani e mondiali.

A pelle, fin dall’aperitivo warm up del giorno precedente a base di delicate paste al pesto o al pomodoro e free drinks, si percepisce, maschio o femmina, etero o gay, la potente ondata ormonale che sommergerà le stanze del festone e tutt’attorno i luoghi adibiti a party del centro storico di Vienna: tutti accomunati dalla voglia di spaccare il mondo quel sabato. Un po’ come quella che saliva quando, da sbarbi, si faceva la fila con la birretta nascosta nella giacca per entrare in disco sperando di limonare di gusto e mettere una tacca. Molto dell’hype deriva dalla meticolosa preparazione che accompagna l’apparizione alla festa di ogni lifeballer che si rispetti. Anche per noi giornalisti al seguito, un passaggio al ristorante-parrucchiere Schön Schön (bello bello, in tedesco) per avviare il nostro grooming al tema del Ball, che quest’anno era la terra e la semina. Poco prima dell’inizio, nel tardo pomeriggio di sabato, sono stati messi all’asta durante il Gala amfAR tre modelli di MINI dal design superesclusivo, creato da tre icone del mondo della moda per il design: Diane Von Furstenberg, Kenneth Cole e Francisco Costa, direttore creativo di Calvin Klein Collection. Creando il proprio modello di Life Ball Mini, hanno dato il loro contributo per questa buona causa: MINI ha fornito a ciascun designer il proprio modello preferito, sul quale hanno saputo trasferire le loro personali impronte.

La serata prosegue fino davanti alla Rathaus, il palazzo del comune di Vienna, un red carpet enorme accoglie la parata dei costumi, un tripudio di maschere di folletti, fioriere, baobab, innaffiatoi - fotografatissimi dagli spettatori comuni, assiepati ai lati dalle transenne - che defluisce ai lati del grande e spettacolare palco, dove un gigantesco nastro rosso, simbolo della lotta all’HIV, accoglie lo spettatore che per la prima volta lo vede. (Domanda: potrà mai succedere in Italia un’happening del genere? Risposta. No. Al momento è impensabile che un Palazzo Marino o un Campidoglio possano anche solo immaginare di dare asilo una manifestazione del genere. Per giunta gay). Comunque l’impatto scenico è notevole.calvinklein Dal fondo della piazza si spostano i vips in parata, da Dita Von Teese e il suo abito giallo limone a Whoopi Goldberg, e si accomodano negli esclusivi terrazzini lounge laterali - sfilano anche le Mini che sono andate all’asta, con designer al volante. Poi però, proprio durante il balletto fra coppie di sposi con musiche dell’Orchestra Filarmonica di Vienna, iniziano a cadere goccioloni freddi e grandi. Inizia il fuggi fuggi: maschere, figuranti, modelle, tutta l’organizzazione si sposta anticipatamente all’interno della Rathaus, dove inizia la festa vera e propria.

La fortuna del Life Ball è dovuta al fascino irresistibile che il pubblico - di qualsiasi estrazione sociale - ha per il proibito che appaga il voyerismo grazie alla pop pornografia che sottilmente pervade le maschere assiepate nelle stanze del Comune.
Che, per la verità, nella sua declinazione orgiastica e tanto annunciata non si vede in giro, ne negli spettacoli ne nei cessi, ne negli anfratti. Nel corso della nottata qua e là fiorisce qualche bacio saffico, qualche palpata di culo frocia, ma in generale l’understatement domina per via dell’attenzione e del rigore che la causa benefica impone.

Così ce la si ride per gli imbucati fighetti impomatati e meravigliosamente fuori luogo (gliela si fa pagare, per una volta), per i deliziosi sosia come l’Angela Merkel con lo stuolo di bodyguard sadomaso, nudisti indoor e outdoor, la sciura cinquantenne grinzosa ma ancora tonica che danza vestita di un sottile filo di perle, corpi coperti di body painting spettacolari e micro tanga. Il Life Ball in fondo è un party in maschera esclusivissimo dove tutti, austriaci, europei e asiatici vogliono essere, dalla nobildonna viennese in abiti ottocenteschi figlia-di-chissà-quale-von alla deliziosa coppietta gay di Taiwan con l’immancabile compatta e costosissima digitale. Conta esserci al Life Ball, ma costa anche: per un pass full access si possono pagare anche 4000 euro. Versate per una causa importante.


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