di
Marco Rosella
L'avevamo raccontato già un
anno fa: quello messo in scena da due dei patriarchi del bastard pop, i fratelli David and Stephen Dewaele, è il dj-set definitivo. Un marasma di citazioni, rimandi al passato, chicche d'antologia e bombe del momento unite ai visual in cui le copertine dei dischi suonati si scompongono e muovono mescolandosi tra di loro: tra gli esperimenti più riusciti un Michael Jackson che esegue un moonwalk sulla cover di
Off the wall, i personaggi danzanti di
Rock the Casbah e
Dirty Deeds Done Dirt Cheap di Clash e AC/DC o i due MGMT che avanzano dinoccolando sulla spiaggia di
Oracular Spectacular.
Ho incontrato un David innamorato dell'Italia - ed ovviamente della musica - nei camerini del
Sonar di Barcellona, poco prima che indossi l'elegante frac d'ordinanza con cui domeranno un main stage in delirio.
Non vorrei cominciare con un errore, ma questa dovrebbe essere la vostra quarta volta al Sonar...
"In realtà la quinta...".
Ecco.
"...Una volta eravamo qua a suonare per il
Razztmataz, e la notte seguente c'era al Sonar Erol Alkan, e ci hanno chiesto di suonare al suo posto. Quindi ufficialmente è la 4° volta. Ma in realtà è la 5°".
La vostra prima volta risale al 2004,: rispetto a quell'anno trovi che il festival proponga molta più sperimentazione o ci si affidi solo ai grandi nomi delle scene?
"Credo che il Sonar sia nato come realtà sperimentale e nel corso delle edizioni si sia mantenuto fedele alla sua linea, acquisendo anno dopo anno una autorevolezza e "consistenza" artistica. Delle ottime line up ed un ricerca culturale costante hanno fatto del Sonar uno stage credibile per gli artisti della dance music: entrare nella line up ufficiale è come aver ricevuto la medaglia di appartenza della scena.
Ad esempio un act cool e culturalmente moderno come Flying Lotus non rappresenta affatto un'eccezione sullo stage di Barcelona ed anzi, sono più sorpreso della presenza dei Chemical Brothers".
Il vostro set si è evoluto molto negli anni?
"L'unica differenza introdotto recentemente riguarda l'uso dei visual. Quando abbiamo suonato a Milano erano pronti solo da tre settimane, un qualcosa di superfresh. Ah! Quello show è stato fantastico, uno dei migliori di quel tour: perfetti il tempo, il pubblico, quello che abbiamo mangiato prima ovviamente...ho passato tutto il giorno nei negozi di dischi con degli amici, e dieci minuti prima del concerto eravamo indecisi se salire sul palco, stavamo così bene! Quel che mi dispiace dell'Italia, o meglio della musica italiana, è che talvolta rimane un gradino indietro rispetto al resto del mondo, mentre negli anni passati sono venute fuori delle cose incredibili".
I visual sono controllati da voi con dei software particolari? Oppure avete a disposizione un vj molto attento?
"No, nessun software. Si tratta di qualcosa molto semplice: abbiamo speso dei mesi a preparare le animazioni, ed i video risultanti li abbiamo messi nei DVD assieme ai brani. Il tutto è sincronizzato, così dalla consolle possiamo comandare sia la musica che i visual, senza aver bisogno di un vj".
Tra i dischi che avete suonato all'Arena Civica ricordo un pezzo della nostra infanzia, Sarà perchè ti amo dei Ricchi e Poveri. Ho visto qualcuno vicino a me piangere.
"Noi amiamo proporre nei vari paesi che visitiamo qualcosa di locale: a Milano così abbiamo suonato
Gloria,
I Wanna Be Our Lover dei La Bionda e
La dolce vita... è strano perché nessuno avrebbe la possibilità di suonare queste quattro tracce nei locali, molti dj appena messo su
Sarà perché ti amo sarebbero inondati da buuuuh...".
Gloria nella sua versione inglese è stato un successo internazionale. Così come il Boys boys boys di Sabrina Salerno, che ricordo di aver sentito mixato in un vostro volume di As heard on Radio Soulwax.
"Sì, l'abbiamo suonata all'incirca 5 anni fa. Abbiamo fatto un party ad Amsterdam, e Sabrina è venuta a cantare. E' ancora molto carina. (sorride)".
Sono tutte canzoni della vostra infanzia/adolescenza, o ne siete venuti a conoscenza con la ricerca da dj adulti?
"'
La dolce vita' e
Sarà perché ti amo sì, mentre ad essere sincero la bionda non la conoscevo fino al 2002. Il Benelux è un paese piccolo circondato dall'Europa: io e mio fratello siamo cresciuti in uno dei pochi paesi che riceveva 25 canali televisivi, dall'Italia, Spagna, Inghilterra o Germania".
A proposito di dischi degli anni 70: qualche mese fa avete fatto una trasmissione radio in cui voi due e i due LCD Soundsystem proponevate dei classici della disco e del funk assieme ai pezzi di vostri amici...
"Fantastico, tre ore di show ed un mucchio di dischi sulle scrivanie...da Steve Wonder a Tiga, da Siriusmo a Prince, una versione di Heroes di David Bowie in tedesco...Conosciamo James Murphy all'incirca dal 2001, un sacco di tempo. Ricordo che quando ci fece ascoltare il disco che sarebbe uscito nel 2004 fummo sbalorditi: 'James ma che caspita hai tirato fuori!'".
Manca poco al vostro show: il primo pezzo di stasera?
"Una rivisitazione di
Hey Boy Hey Girl dei Chemical Brothers assieme ad un pezzo spagnolo".
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