John Paul Pitts, chitarrista e principale autore dei pezzi dei Surfer Blood, ci racconta tutto sugli esordi della band già citata da RS USA come una band da tenere d'occhio, da Pitchfork come Rising, insomma chi conta nel giro ne sta parlando parecchio, soprattutto nel bene.
Intervista via mail
Luca Garavini
Partiamo dagli inizi. Senza eccedere nelle leggende, come vi siete conosciuti e come nascono i Surfer Blood?
"Io e Tyler ci siamo conosciuti ad Orlando, in Florida, nell’inverno del 2006 quando entrambi andavamo al college. Ci eravamo trasferiti in una casa con alcuni miei buoni amici. Tyler e Io non siamo mai andati d’accordo alle superiori, così ero molto scettico all’inizio, ma quando abbiamo iniziato a suonare assieme è cambiato tutto nel nostro rapporto. Risalgono a quel periodo canzoni come Fast Jabroni e e Slow Jabroni, proprio in quel periodo. Incontrai Thomas e Brian qualche tempo dopo, nell’aprile 2009 durante un after party dell’Ultra Festival, una rassegna di musica elettronica molto popolare in Florida. Entrambe le nostre band avevano suonato in alcuni locali non affiliati alla manifestazione, alla sera presto, per gli open bar nelle feste. Thomas e Io iniziammo a parlare e ad esprimere l’interesse nel mettere una band assieme. Gli diedi il mio numero di telefono e gli dissi di chiamarmi, se si ricordavano il giorno successivo. Abbastanza sicuramente, Tom si fermò nel magazzino dove provavamo il giorno successivo. Così, molto semplicemente, nacquero i Surfer Blood. Brian salì a bordo la settimana seguente".
Vivete in uno stato americano adatto al surf (la Florida) e vi chiamate Surfer Blood. Siete voi stessi dei surfisti?
"Pensa che una volta, io e Tyler ci stavamo prendendo per il culo sulla strada del ritorno da un concerto a Gainesville. Tyler era un ottimo surfista alle superiori, così aveva tutto l’armamentario incluso uno zainetto molto divertente. Iniziai a chiamarlo surfer dude o surfer bro, fondamentalmente cercando di fargli passare un brutto momento. Da quei miei deliri a un certo punto venne fuori il nome Surfer Blood. Ci guardammo in faccia e gli dissi di ricordarsi il nome. Quando venne il momento di decidere sul nome della band ci accorgenmmo che faceva perfettamente al caso nostro".
Avete avuto molte altre band prima dei Surfer Blood?
"Sì. Troppe, in effetti".
Certo è che ultimamente sono in tanti sui blog e in giro per la rete che parlano di voi. Come vi rapportate a questo tipo di pressioni?
"In realtà non siamo molto spaventati. Siamo esaltati che ci siano così tante persone in giro per il mondo che aprlino di noi e della nostra musica. A pensare che eravamo completamente sconosciuti sei mesi fa, questo è tutto grasso che cola. Ci saranno sempre persone là fuori che vogliono farti stare male, è una condizione che abbiamo accettato tempo fa, siamo soltanto felici di avere così tante opportunità davanti a noi".
Malgrado voi tutti siate a cavallo dei vent’anni o poco più, molti vi associano ad un immaginario musicale surf anni sessanta. Potete dirci, una volta per tutte, quali sono le vostre band di riferimento?
"Personalmente non sentiamo tanta musica surf, anche se molti elementi di quell genere mi piacciono parecchio. Adoro il suono della chitarra pulita, ma in realtà sono molto più influenzato da band come i Pavement o i Pixies. Alle superiori ascoltavo quasi solo i Pavement, mentre cercavo di imparare come si suona la chitarra. Stephen Malkmus è in assoluto un influente modello del mio modo di suonare e scrivere musica per chitarra".
Come avete conosciuto The Drums, anche loro segnalati da molti come una band da tenere d’occhio per il 2010, e come siete stati messi sotto contratto dalla loro etichetta?
"Conosco Jacob Graham da anni, anche lui è nativo della Florida. Viveva a Cocoa Beach mentre io in quel periodo vivevo ad Orlando, in Florida, e suonavo la batteria in un’altra band. Jacob stava lavorando ad un progetto di musica prettamente elettronica, capitò di suonare un paio di vote assieme. Anni dopo mi contattò attraverso la pagina MySpace dei Drums: non sapevo fosse Jacob finchè non lo vidi a Gainsville, mesi dopo. Mi disse che stava ascoltando perecchio i Surfer Blood, io gli spiegai che stavo ascoltando un sacco i Drums. Ci hanno invitato recentemente a suonare come supporto alla Bowery Ballroom di New York, e non ti nego che è stata una gran figata. Sai non sono così sicuro della loro etichetta...".
Fra poco uscirà il vostro album, Astro Coast. Come vi sentite?
"Direi elettrizzati. Questo album è in produzione da anni, capisci che siamo emozionati all’idea di avere un riscontro del pubblico. Abbiamo finito di registrarlo ad agosto dello scorso anno, anche se poi abbiamo dovuto aspettare. Sono molto contento che
Astro Coast sia stato ricevuto bene!".
Riportano i colleghi di Rolling Stone USA che Astro Coast sia stato registrato con una console Pro Tools da pochi soldi, in una stanza del dormitorio dell’università. Quali tecnologia avete utilizzato per regisreare l’album? Siete contenti dei risultati ottenuti?
"Abbiamo registrato tutto nel mio appartamento a Boca Raton, con una consolle Pro Tools estremamente scarna. Penso che il suono di
Astro Coast sia unico proprio perché stavo imparando come registrare e mixare proprio durante la produzione. Ci sono anche un sacco di fantastiche sovraincisioni secondo me sul disco: il suono di gong in
Slow Jabroni è precisamente la cima di un vecchio tavolo in ottone indiano che ho preso a prestito dalla casa dei miei genitori. Lo scoprii per caso, sbattendoci per caso con l’alluce del piede scalzo. Hai presente il dolore? Comunque cadendoci sopra, fece un suono meraviglioso, tipo quello di un gong ma molto più aggressivo".
Parlaci del periodo universitario dei Surfer Blood. Eravate bravi studenti?
"Tutto a posto al college, sono molto più contento ora che faccio quello che mi piace. A parte tutto, non ero esattamente il migliore studente del mondo perchè ero sempre distratto da tutte le band in cui suonavo".
Quali suoi i tuoi dischi del decennio appena trascorso?
Eccoli, non in un ordine significativo:
The Arcade Fire -
Funeral
The Knife -
Deep Cuts
Modest Mouse -
The Moon and Antartica
Built to Spill -
Perfect from Now On
The Microphones -
The Glow Pt. 2
Sonic Youth -
Sonic Nurse
LCD Soundsystem -
Sound of Silver
Animal Collective -
Sung Tongs
Panda Bear -
Person Pitch
Deerhoof -
The Runners Four
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