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Interviste


Daniele Luppi, l'anima nera di Mondo Cane

14 Maggio | Rolling Stone

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Dietro a Mondo Cane c'è Daniele Luppi. Ok, ci canta Mike Patton, e sappiamo tutti come, dovi passi Patton, l'attenzione sia sempre ben rivolta all'istrionico vocalist.
Il problema è che Luppi di cose ne ha fatte, e parecchie. Ha co-prodotto con Danger Mouse e lavorato agli arrangiamenti di St. Elsewhere, il primo disco di Gnars Barkley, creatura del produttorone. Sta dietro anche ai suoni di Once Again, disco di platino di John Legend. Ha scritto musiche per Sex & the City, il musical Nine e il documentario Inside Deep Throat (dove il soft Italian touch del nostro ben si sposava con il revival da tappeto sonoro per film porno vintage).
È proprio in omaggio alle colonne sonore d'italica tradizione che, nel 2004, fa uscire An Italian Story dove, ben prima dei recenti revival, chiama a collaborare il monumentale Alessandro Alessandroni, il fischiatore morriconiano numero uno dei film di Leone.
È proprio quest'album che fa scoprire il talento di Luppi a Brian Burton aka Danger Mouse, che lo chiama per collaborare. Dopo il primo Gnars Barkley, Luppi lavora anche al secondo disco del duo Danger Mouse/Cee-lo, The Odd Couple, ed è recentissima anche la sua partecipazione al progetto-monstre di Danger Mouse, Mark Linkous aka Sparklehorse (riposi in pace) e David Lynch Dark Night of the Soul (disco che, dopo infinite dispute legali con la Emi, dovrebbe finalmente uscire ufficialmente quest'estate).
E la collaborazione tra Luppi e Danger Mouse sta continuando anche in merito a un progetto del quale l'eclettico musicista ci parla nell'intervista qui sotto.

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Intervista di DELÌRIVM FANTÔMAS ITALIAN FAN CLVB

Come hai conosciuto Mike Patton? E come si è sviluppata la collaborazione per Mondo Cane? In che modo avete lavorato sui pezzi e sugli arrangiamenti?
"Ci siamo conosciuti grazie appunto a Mondo Cane. Mike mi chiese di arrangiare i brani per una serie di concerti e cosi ebbi l'occasione di conoscere meglio anche il lato non-Faith No more di Mike, estremamente interessante, molto appassionato e unico nel suo genere, soprattutto considerando il successo ottenuto con i FNM. Il processo è stato abbastanza semplice, abbiamo inziato con una lunga lista di brani da cui abbiamo scelto le canzoni che più si prestavano al progetto. Successivamente è iniziata tutta la fase di trascrizione, dato che non esistono partiture affidabili di questo repertorio, e poi l'arrangiamento vero e proprio. È stato comunque un continuo scambio di idee, durato, e non esaurito, fino alle prove con la band e l'orchestra. Il materiale non è cosi semplice come potrebbe sembrare, alcune canzoni hanno parti relativamente complesse, che è l'aspetto chiaramente più intrigante".

Dopo aver ascoltato An Italian Story ci è stato facile capire da dove provenisse quell'anima "groovy" degli arrangiamenti di Mondo Cane. Il tuo album ci è piaciuto molto e sembra veramente essere stato registrato 40 anni fa (tra l'altro è prodotto magnificamente, suona benissimo). Come hai ottenuto questo suono? Abbiamo letto che ti sei avvalso di strumenti e metodi di registrazione dell'epoca e soprattutto della collaborazione dei Marc 4 e del grande Alessandro Alessandroni, protagonisti di quegli anni… Raccontaci…

an-italian-story "L'idea dietro An Italian Story era di fare un omaggio ad un'epoca, ad uno stile sonoro e visivo appartenuto ad un'Italia di oltre 40 anni fa. Il risultato è una visione immaginaria mia personale che, per ragioni anagrafiche, è costruita artificialmente attraverso tantissimi film, foto, arte e dischi di quegli anni, il tutto divorato più o meno inconsciamente fin dalla mia infanzia. Ho cercato di ricreare con la massima fedeltà possibile queste sonorità molto particolari delle colonne sonore italiane tra i metà '60 e metà '70, lavorando con gli stessi musicisti, gli stessi strumenti, microfoni, registratori a nastro, etc. Parte importante dell'incredibile esperienza è stata certamente lavorare con artisti come Alessandroni, con il quale penso di poter dire che sia nata una amicizia (abbiamo fatto diversi altri lavori insieme). Anche con i Marc 4 è stato memorabile: Maurizio Majorana, Antonello Vannucchi e Roberto Podio sono uno spasso e dei bravissimi musicisti con un sound ancora oggi molto speciale ed irripetibile".

Magari non te ne sarai fatto un cruccio, ma come mai - nonostante An Italian Story e le tue collaborazioni in dischi anche molto venduti come St. Elsewhere - sembrano conoscerti in pochi in Italia? Negli Stati Uniti invece che accoglienza hai avuto?
"Quando si ha l'occasione di lavorare con artisti come Gnarls Barkley, John Legend, Mike Patton, Broken Bells, etc. la prospettiva cambia… Qui negli Usa (dove Daniele vive, ndr) ho ottimi rapporti con vari artisti, case discografiche, editori, etc. anche se, con il progetto giusto, mi piacerebbe fare un disco italiano, chissà… sento però pochissimi dischi "made in Italy" nei quali si sia provato a rischiare un po'…".

Da quanto tempo vivi lì? E quali sono le più grandi differenze che hai riscontrato nello svolgere il tuo lavoro di musicista rispetto alla situazione che hai vissuto in Italia prima di emigrare?
"Vivo a Los Angeles da una decina d'anni e professionalmente sono praticamente nato qui, quindi non saprei parlare di particolare differenze. Io comunque, in verit,à non distinguo tra artisti italiani, americani, etc. Diciamo che mi interessa trovare qualcosa di sostanza nel suono o nella scrittura o nel personaggio con cui lavoro. È forse l'approccio che è diverso: nella musica italiana dovrebbero esserci delle realtà un po' innovative, a fianco alle cose più commerciali, come negli Usa e Uk ma anche in Francia. Comunque, la cosa si fa sempre molto interessante quando si prova ad integrare una certa sperimentazione con l'aspetto commerciale e questo credo manchi quasi totalmente in Italia, anche se mi piacerebbe essere smentito a riguardo…".

Probabilmente siamo concordi nel ritenere che in Italia i vari Morricone, Trovajoli, Piccioni abbiano plasmato, soprattutto negli anni '60 e '70, un sound con caratteristiche che non sono riscontrabili in altri contesti. Pensi che oggi a quelle sonorità sia assegnato il giusto riconoscimento? Negli Usa che feedback hai ricevuto a tal proposito?
A metà/fine anni '90 c'è stato un revival fortissimo di questo genere e penso sia arrivato un po' ovunque grazie a compilation tipo Easy Tempo, Beat at Cinecittà e le cose migliori di Mo'Plen. Negli Usa è stata un cosa di moda che ha poi sconfinato nel mainstream, grazie a utilizzi importanti di musiche dei vari Morricone, Piccioni, Bacalov, etc. in film di Tarantino, dei fratelli Cohen, etc. Forse il problema è che viene tutto un po' visto come "easy listening", quando invece nella produzione di musica da film italiana di quegli anni ci sono delle cose estremamente sperimentali e psichedeliche, che sono poi le cose che ho ripreso con Gnarls Barkley, tanto per capirsi".

Alessandroni
Alessandro Alessandroni

Invece come giudichi i tributi a quelle sonorità che, analogamente a quanto fatto da te con An Italian Story, stanno portando avanti gruppi come i Calibro 35 o i Guano Padano?
"Guano Padano è in verita' una contaminazione di generi un po' più estesa, con sonorità "western" non solo italiane ma anche americane. Il materiale è originale e quindi la cosa diventa automaticamente molto interessante. Trovo inoltre di ottimo gusto il cameo di Bobby Solo ed Alessandroni. Conosco molto bene ed apprezzo anche i film e le musiche a cui si ispirano i Calibro 35, gruppo che conta su dei musicisti molto preparati. Spero sia possibile ascoltare più materiale nuovo scritto da loro in futuro".

Al di là delle colonne sonore più famose, come ad esempio quelle di Morricone nei capolavori di Sergio Leone, hai qualche "chicca" (magari qualche colonna sonora poco conosciuta ma che ritieni particolarmente valida) da consigliarci?

"Alcune cose che mi passano per la mente adesso sono: L'umanoide (Morricone), Col cuore in gola (Trovajoli), Tutti i colori del buio (Nicolai), L'Italia vista dal cielo (Aa.Vv.), Teorema (Morricone), Un tranquillo posto di campagna (Morricone), Casanova (Rota)… La lista sarebbe infinita davvero…".

Cos'hai in cantiere in questo momento? C'è qualche tuo lavoro in uscita nei prossimi mesi?
"A metà luglio esce Dark Night of the Soul, disco realizzato da Danger Mouse e Sparklehorse con la collaborazione del regista David Lynch, per il quale ho curato gli arrangiamenti. Hanno collaborato vari cantanti tra i quali Julian Casablancas degli Strokes, Iggy Pop, Frank Black dei Pixies e Suzanne Vega. Prossimamente uscirà un progetto a cui sto lavorando da oramai alcuni anni, un disco per ora chiamato Rome, scritto e prodotto con Danger Mouse, con due cantanti ospiti che coglieranno molti di sorpresa…

Luppi

Grazie a www.deliriumfantomas.it e mikepatton.forumfree.it

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13 Maggio AmenazA dice:

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