di
Raffaella Giancristofaro
A poche ore dalla chiusura del Festival Mix Milano – quando ancora non sappiamo quale
sarà il film vincitore – noi di
RS non abbiamo dubbi sul nostro preferito: è il documentario
Meu Amigo Claudia del brasiliano Dácio Pinheiro (presentato in anteprima al Frameline
Lesbian and Gay Film Festival of San Francisco).

Protagonista è Cláudia Wonder, transessuale, artista del travestitismo, nata Marco Antonio
Abraao, attivista nella battaglia per i diritti glbt e leader della comunità transgender
brasiliana (nonché portavoce dell’organizzazione che dà assistenza e lavoro a chi è
emarginato per questioni sessuali, il Centro de Referencia da Diversidade di San Paolo),
Claudia Wonder ha attraversato gli ultimi 30 anni facendo esperienza di molte forme
creative e trasformazioni, non solo di look.
A cavallo tra anni 70 e 80, è stata una delle prime a viaggiare e lavorare nei night d’Europa,
scoprendo la scena musicale fuori dai confini nazionali. Fedele al motto almodóvariano
(“la vera autenticità non sta nell’essere come si è, ma nel riuscire a somigliare il più
possibile al sogno che si ha di se stessi”), la Wonder ha esordito nel cinema soft core
nazionale, come testimoniano gli estratti da film come
Sexo dos Anormais (1984) di
Alfredo Sternheim, e il suo seguito
Sexo Livre, manifesti di un erotismo primitivo ed
esotico di un certo successo. Per poi passare al teatro più sperimentale – da Genet a de
Andrade a Brecht – andando anche nuda in scena, come ricorda il regista e compagno di
lavoro José Celso Martinez Correa.
Molto più nota la sua clamorosa carriera anni 80 come cantante e performer nella scena
musicale punk paulista – quasi una sorta di Grace Jones locale – prima coi Jardins das
Delicias (con cui mise in scena uno show pare leggendario, documentato anche questo, dal
titolo “O Vomito do Mito”) e più di recente scivolando nell’elettropop disco con il gruppo
The Lap Top Boys. Tutto questo dopo aver creato il precedente di essere fotografata
nei paginoni dei magazine maschili ed essere apparsa in tv in programmi musicali, nel
momento di piena sperimentazione del videoclip (cantando perfino una versione brasilian
di
Walk on the Wild Side).
Insomma, la comunità glbt brasiliana le deve molto, e la costruzione di una storia e del
senso di un cammino condiviso passa anche attraverso la narrazione di vite – eccezionali –
come la sua. Come dichiarato Pinheiro nelle note di regia, «l’obiettivo del film era far
emergere questioni legate alla cultura pop, allo stile di vita, alla politica e alla diversità
di genere sessuale. Attraverso Claudia seguiamo gli avvenimenti occorsi a San Paolo
dagli anni 70 ai 2000. Lei è riuscita a sfondare il muro del pregiudizio e a portare i
travestiti dalle pagine di cronaca nera a quelle culturali delle riviste e dei quotidiani”.
Molto ben documentato,
Meu Amigo Claudia, oltre a far parlare la protagonista – che si
addentra anche in racconti molto intimi, come una paternità sperimentata in giovanissima
età – presenta una mole di informazioni e di contributi originali. Le foto d’epoca, fissate
in flyer in colori fluo, in un mash up di ritagli della stampa d’epoca, si alternano ai filmati
(rovinatissimi, in beta video) delle performance live, agli estratti dai film a cui Cláudia ha
partecipato e alle interviste ai molti compagni di una stagione pre Aids spensieratissima e
oltraggiosa. La cui fine, a detta di tutti gli interpellati, coincise con l’avvento in politica del
presidente Collor de Mello, sotto il governo del quale si impose una omologazione yuppie
del paese.
Infine, il titolo, parafrasi di una notissima canzoncina festaiola brasiliana: preso da un
articolo di giornale dedicato a Claudia da un amico giornalista, ne sancisce con naturalezza
la dignità e la ricchezza di persona. E infatti l’energia vera e vitale che sprigiona da
questo ritratto, la forza con cui la protagonista ha saputo costruirsi come personaggio
e conquistarsi uno spazio nel mondo non si può definire con altre parole: è davvero
wonderful.
Per vedere il trailer di Meu amigo Claudia
http://vimeo.com/8844175
Blog e MySpace:
http://meublog.meuamigoclaudia.com.br/
http://www.myspace.com/claudiawondermusic
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