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Interviste


JunkAss scrive, Tying Tiffany risponde

20 Maggio | Rolling Stone

L'idea è di quelle succose: far emergere le sfaccettature di un personaggio attraverso una lettera. Una missiva dalla prosa studiata, con una sua circolarità, scritta con l'idea di colpire chi ti risponde per la qualità della comunicazione più che per le domande trite e ritrite dell' intervistatore. Certo, forse un po' retrò come mezzo, ma non per questo meno affascinante. La prima di una serie di lettere che metteranno a confronto RSmagazine.it con personaggi di diversa natura. In questo primo episodio Roberto "JunkAss" Genovese ha scritto a Tying Tiffany chiedendole molte cose. E lei ha risposto a tono.

Cara Tiffany,

junkass1questa è la prima di una probabile serie di lettere che ti farò pervenire attraverso il tuo ufficio stampa. Che la comunicazione dal 1978 (cioè quando siamo nati) a oggi sia cambiata è una banalità che non onora le nostre future conversazioni. Il fatto è che mi hanno chiesto di scriverti un’intervista via mail (certo: veloce, immediata, comoda, ma anche rischiosamente impersonale) e quindi ho detto no, le scrivo una lettera. Ecco vedi, da un po’ di tempo a questa parte sono diventato particolarmente scettico verso la comunicazione a distanza: i social network, il marketing virale, le chat roulette non renderanno le tue risposte sincere, la vita più semplice o il nostro rapporto più solido.

No, scusa, non è questo. Il fatto è che il titolo del tuo terzo album Peoples Temple (la congregazione religiosa conosciuta per lo spaventoso suicidio di massa del 1978) come metafora dell’incessante bisogno di dare un senso collettivo (irrealizzabile e quindi fittizio) alla propria esistenza, sponsorizzato da falsi idoli e come dici tu da (in)consapevoli protagonisti di uno schema, mi ha fatto pensare a Jim Jones, il fondatore della setta, che prima di diventare il massimo produttore di cianuro delle Americhe aveva fondato una comunità composta perlopiù da diseredati e uomini di colore, per battersi contro la speculazione edilizia in California e che quindi – forse – era partito da un idea di socialità che solo in un secondo tempo è degenerata in un delirio collettivo! L’errore di comunicazione della società moderna tra le righe del tuo album, intriso di oscurità e nichilismo.

Sì, hai ragione, non è neanche questo. Il fatto è che la degenerazione della comunicazione di cui sopra è sempre andata a vantaggio di voi donne, soprattutto in termini di squilibrio nei rapporti di forza, e a me questa cosa non va giù. E se adesso io ti faccio una domanda scritta tu mi puoi rispondere con un saggio sulla musica elettronica minimalista scaricato da Tesineonline, oppure dirmi “me l’hanno già chiesto” o peggio ancora taggarmi su Facebook. Senza rivangare i tempi di quando ci si attaccava al citofono per invitare gli amici al campetto (anche perché tu al campetto non ci andavi) o di quando al telefono, prima di riuscire a parlare con la più carina della classe, bisognava subire per almeno 7 minuti e mezzo l’interrogatorio di un membro autorevole della famiglia: Buongiorno Signora, sono Junkass.. c’è Tiffany? / Sì, ora te la chiamo.. / Senti ma tu sei quello che va bene in italiano ma male in matematica? / No signora temo mi confonda con un altro di RS/ Mmm,allora non sei quello che il venerdì va via su quel macchinone blu? /.. no signora guardi, ho capito chi intende lei ma non sono io / ah sì? Tiffany non c’è, dev’essere alle prove del coro con le Suicide Girls.

No..infatti, non è neppure questo. Il fatto è che ho apprezzato il tentativo di rottura dell’album. Che la crescita in musica si chiama sperimentazione, meno rockettara di Brain for Breakfast, meno pop di Pazza ma con tanta attitudine 80s e varietà: dal noise d’apertura, ai virtuosismi industrial, punk, dance. E la new wave di Miracle. E poi Cecille in collaborazione con Costanza Francavilla. Ecco volevo chiederti: precisamente, dov’è che v’incontrate voi altre?

Il tuo amico di penna,
JunkAss

Caro JunkAss,

TT004dopo aver letto la tua lettera, ho ripensato alle nuove forme di linguaggio e comunicazione che citavi, social network, chat, skype, etc quindi capisco quando ti definisci “scettico”!
Pensa sono riaffiorati tutti i buoni propositi che riponevo in queste risorse, sono sempre stata innamorata della tecnologia e delle nuove frontiere, immaginavo lo spazio infinito messo a disposizione per esprimere idee, allargare orizzonti, conoscere tutto ciò che era ignorato dai media convenzionali, invece ho dovuto tristemente ricredermi, non tanto sui mezzi stessi ma sull'utilizzo che ne viene fatto.

Mi accorgo di quanto la rete sia lo specchio della nostra società, quanta superficialità, quanto mancanza di approfondimento, confusione, poca curiosità , ma dico il mondo è a portata di mano e la cosa che funziona di più è il filmino su youtube di una ragazza giapponese che mangia un dolcetto???
Poi come scrivevi, la poca sincerità, grandi amici in Facebook o Myspace, ma poi trovi per strada le stesse persone e a malapena ti rivolgono la parola.. Ma la cosa sconvolgente è quanto odio scorre tra le parole degli utenti, ma secondo te, nella realtà come fanno a contenerlo? Se lo fanno...

Penserai: "Ecco perchè ha intitolato il suo ultimo album Peoples Temple!
In realtà è uno dei vari motivi che mi hanno spinto a dare un titolo così sinistro, che ricorda uno dei suicidi di massa più tragici.
Mi manca quel modo si socializzare che descrivevi perfettamente, nella sua semplicità, con il citofono che suonava e in velocità, giù per le scale per andare al campetto (sì ci andavo, meglio campetto e scarpe sporche di fango che bambole a casa di Elena), il vuoto che fatica a colmarsi è la comunicazione/emozione, frasi sussurrate, risate, pianti isterici, abbracci, spontaneità, non sono solamente ricordi, ma abitudini perse, dimenticate, per seguire cecamente un grande mosaico costruito per omologare, appiattire e massificare.

Ed ecco che, arrivati a questo punto, appare il prossimo Jim Jones, magari vestito in giacca blu e cravatta oppure con una tonaca bianca, ricamata in oro e scarpe in pelle di capretto o canguro, dotato di un ottima oratoria. E se per cercare una via di scampo o perchè consigliato dall' ultimo App. dell'iPhone, o per puro desisderio di autodistruzione/ utorigenerazione, si ripetesse lo stesso sacrificio?

Lo so, leggo molti libri di fantascienza, ma a parte questo, il computer oltre che a gestire la mia pagina di Myspace, lo rendo utile per sperimentare ogni deviazione sonora, per esplorare l'universo musicale, che è sempre meno reperibile nei classici e tradizionali negozi di dischi e anche per fissare appuntamenti con Costanza e Fè che non rimangono semplici immagini di profilo, ma persone in carne ed ossa con le quali è bello e costruttivo fare musica assieme, discutere, costruire o semplicemente andare da Altero in Viale Indipendenza a mangiare una pizzetta :-P. La prossima volta verrai con noi, così ti renderai conto che non sono così pessimista...

Un abbraccio
.Tiff

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