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Interviste


La Roux, reginetta synthpop

11 Dicembre | Rolling Stone

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Intervista (via email) Luca Garavini

Tuo padre ha una band, Rough Diamond giusto? Ci puoi dire qualcosa di più in merito?
"Mio Dio, come fai a saperlo? In realtà non è esattamente una band. Fondamentalmente è un ensemble di attori anziani in pensione che cercano di divertirsi una volta ogni tanto assieme che hanno fatto un po' di pratica nei propri garage. E' divertente che si chiamino Rough Diamond, mio padre è letteralmente ossessionato dalla West Coast e dalla sua musica. Così nella sua mente pensa tutt'ora di essere in qualche band degli anni 60. In realtà non è proprio così... Ora penso abbiano cambiato nome e si propongano in pubblico con vecchie cover rock and roll di Chuck Berry e cose del genere. In questa nuova variante sono decisamente meglio!".

Se tuo padre si è sempre dilettato col rock tu e la tua musica è orientata al synthpop. Tu in particolare suoni chitarra e tastiere. Come ti trovi a passare da uno strumento all'altro?
"Ho sempre suonato il piano, almeno da quando ho iniziato a suonare la chitarra. Io e Ben abbiamo scritto tutte le canzoni alla chitarra, poi ho appena iniziato ad ascoltare musica elettronica ed a far venir fuori qualcosa di più, altre influenze. Così iniziammo a suonare qualche canzone nuova e ciò ha creato un nuovo suono e una nuova direzione".

Quale band o artista ti ha spinto così in fretta verso questo genere di musica?
"Non abbiamo scritto i brani con l'intenzione di catalogarli come synth pop... o meglio la stampa musicale ci ha subito etichettato così. Semplicemente abbiamo iniziato ad usare i sintetizzatori qualche anno fa - senza particolari ascolti rivelatori precedenti - che sono diventati predominanti nel nostro impasto sonoro".

Leggendo la tua biografia, sei cresciuta crescendo ascoltando un po' di tutto, dal rock & roll al folk. La "svolta" elettronica è avvenuta gradualmente?
"In effetti sì, i miei gusti sono evoluti e questo ha spinto inevitabilmente la musica nella direzione che abbiamo intrapreso poi. In realtà il folk è qualcosa di piuttosto superato nei miei ascolti, oggettivamente non mi piace più ormai. Lo rispetto ma non lo ascolto, è qualcosa che associo a quando hai suppergiù sedici anni, e sei triste, lunatica...".

Credi sia un successo essere riuscita ad irrompere nel cosiddetto mainstream (se ancora si possono definire categorie del genere nel mercato musicale)?
"E' emozionante, ma non esattamente quel che mi aspettavo. Comunque non così in fretta, tant'è che non sono ancora riuscita a razionalizzarlo a modo. Pensavo che avremmo continuato a suonare in club piuttosto piccoli ad East London, piuttosto che finire davanti a 23 mila persone all'Earl's Court".

Hai venduto tantissimo (disco di platino in UK) ed ora tutti parlano di te. Sei preoccupata dell'accelerazione che subito la tua vita? O pensi che in realtà non sia cambiata più di tanto?
"La mia vita è diventata sparata così tanto che non ho nemmeno avuto il tempo di goderne appieno. Non sono mai a casa e non vedo praticamente mai i miei amici o la mia famiglia. Può essere qualcosa di passeggero, sono certa però che quando sono a casa la mia vita non sia cambiata più di tanto. Davvero non vedo l'ora di avere un po' di tempo libero a Natale e di tornare ad un'esistenza normale, almeno per un po'".

Tutto sommato come procede la tua vita?
"Sto molto bene, grazie mille".

Come pensi che evolverà il progetto La Roux da qui ai prossimi anni?
"Io e Ben stiamo cercando di guardare avanti per capire quale strada possa prendere La Roux in futuro, come registrare un disco e cercare di migliorare sempre. Sì, sono molto contenta di far musica come La Roux".

Parliamo del tuo stile: è vero che ti piace disegnare i tuoi vestiti da sola?
"Nel senso di abiti?!? Per nessuna ragione al mondo amico, io non porto quel tipo di cose. In realtà amo disegnare capi casual come pantaloni o camicie, insieme al mio amico designer Nova. Cerchiamo materiali li mettiamo assieme a modo nostro, anche se in realtà non ho più tutto questo tempo per fare materialmente queste cose. In generale mi piace andare a scovare pezzi vintage, anche di stilisti famosi insieme a lui".

Quali sono i capi che porti di più e come li abbini?
"Mi piacciono le stampe in grassetto, le giacche di sera, i miei mocassini di Gucci, i cappelli... il tutto ovviemente senza che siano perfettamente abbinati. II mio look sul palco è molto più strutturato e coerente, dalle forme molto più forti, molte di queste di ispirazione regale".

Sei riconosciuta dal grande pubblico sia per il look sgargiante che per il tuo stile musicale, già adesso molto distintivo. Per te viene prima il look o la musica?

"Ho sempre voluto che La Roux avesse una forte identita visuale, anche se in realtà viene prima la musica, tant'è che lo stile del vestiario è un'evoluzione di quello musicale".

Sarai in Italia il 10 marzo, ai Magazzini Generali di Milano. Sei mai passata da queste parti?
"Sono stata a Roma, in visita con i genitori quando ero più piccola, devo ammettere che mi piace parecchio. Abbiamo già avuto tantissimi commenti dai fan italiani, il che mi fa venir proprio voglia di scaldare il pubblico italiano con un mio show".


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