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Metti una sera ad un after hour

10 Febbraio | Rolling Stone

Mavis_Uzo-Oleh

di Luca Garavini
Foto Uzo Oleh

"L'atmosfera dei primi anni ottanta, quando si stava cominciando a diffondere la musica acid house, era a dir poco selvaggia a Londra. Quante notti e quante albe ho visto, credimi. Io ero parte degli Shock Sound System, ci occupavamo del sound ai RIP parties, ma anche di fare semplice djing all'interno delle feste. Ho visto di tutto, dalla nascita del primo club house a Londra, il Delirium, fino ad oggi”. Intervistare Ashley Beedle, è come chiedere ad un vecchio saggio di una tribù di indigeni gli aneddoti e le storie più interessanti, una specie di cantastorie che nella vita ne ha vista passare davvero tanta di acqua sotto i ponti. Ashley, come dj e producer, ha cavalcato l'onda acid house arrivata da Chicago, spinta da producer e dj diventati leggenda come DJ Pierre e le sue prime produzioni con il Roland TB-303, marchingegno infernale che ha caratterizzato il suono di un'intera generazione di producer a cavallo fra la fine degli ottanta e l'inizio dei novanta.
Diffusosi successivamente anche in Inghilterra, l'acid house ha dato origine ad un movimento giovanile e culturale ispiratosi all'ideologia hippie degli anni 1960-1970, il cui ideale era una società fuori da ogni norma e regola, come riporta Wikipedia.

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Una specie di seconda Summer of Love inglese, dove però al posto degli hippies c'erano gli hooligans che, invece di tirarsi mazzate e caricare la polizia, avevano capito che stare assieme, ballare fino all'alba e oltre e calare l'allora nuovissimo ecstasy era più divertente e - forse, ma non sappiamo quanto – salutare.

Lui si occupava insieme della musica ai RIP Parties, sigla che sta per Revolution In Progress, after hours illegali organizzati a sorpresa a Londra alla fine degli anni ottanta e animati dall'idea che per combattere il perbenismo bigotto imperante in quegli ultimi anni di pedante tacherismo, fosse necessario ballare dalla mattina alla sera in magazzini sperduti per la città o a Clink Street, un club di Londra ricostruito su una vecchia prigione.

Ashley ha raggiunto il successo commerciale grazie agli X-Press 2 (in particolare con il brano Lazy, insieme ad un inedito David Byrne), ma nel corso della sua lunga carriera ha militato in diversi progetti, importanti e seminali per la musica a venire. Dai Ballistic Brothers ai Black Science Orchestra, il nome di Ashley è diventato negli anni sempre più importante, tant'è che anche i Daft Punk li hanno inseriti fra i loro insegnanti nel brano Teachers, nell'altrettanto importante Homework.
La situazione attuale della cultura da club secondo Ashley Beedle, è la fotografia di uno scenario post atomico, dove quel fermento socio-culturale non esiste praticamente più o è talmente frammentato da non avere (quasi) più significato.
"Sai, gli anni 80 sono stati quelli dell'esplosione acid house, i novanta quelli in cui il business, i soldi veri, sono entrati a far parte del meccanismo dei club. Ora stiamo assistendo all'esplosione di quel movimento in tutto quel mondo. All'interno di questa situazione alcuni ottimi club esistono ancora, anche se forse non sono influenti come lo era lo Shoom (primo club con una programmazione musicale acid house a Londra, ndr)”. Ashley Beedle preferisce infatti i piccoli club com'era un tempo lo Shoom, anche se ammette senza vergogna che i rave hanno comunque il loro fascino. "Mi piacciono di più, per via del vibe più intimo che si crea nei posti piccoli, anche se sono stato a qualche rave e devo ammettere che è stato sempre qualcosa di speciale”.

ashley

Dopo aver prodotto un album insieme ad Horace Andy, eroe reggae di Kingston (amicone dei Massive Attack e loro vocalist in molte canzoni) e collaborato ad un pezzo dell'ultimo album di Brighton Port Authority (alias Fatboy Slim), Ashley, una sera di tre anni fa, era a cena insieme a Darren Morris ed ha avuto un'illuminazione.
"Io e Darren abbiamo lavorato assieme per tanto tempo. Poi ascoltando Mavis Staples, si è accesa una lampadina”. Fare qualcosa di nuovo e particolare, ma anche di assimilabile. E così, nacque un nuovo progetto, ispirato a quel mondo. "Stavamo ascoltando una meravigliosa versione di A House Is Not A Home, ed è nato il progetto MAVIS. Qualla canzone è la chiave per capire l'intero album”.


Album che, molto presto, potrete ascoltare in streaming solo su RollingStoneMagazine.it.

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