Come già anticipato nel corso del nostro reportage all'Eurosonic, gli Heike Has The Giggles hanno convinto in molti fra pubblico e addetti ai lavori ultimamente. Una specie di piccolo fenomeno il trio della bassa ravennate, che si sta facendo conoscere a suon di concerti in giro per l'Italia e che, non stentiamo a crederlo, avrà buone possibilità di essere apprezzato anche all'estero. Con un'età media così bassa poi, di tempo ce n'è per dimostrare il proprio valore. Emanuela Drei ci racconta della sua passione per il pop da classifica, Californication dei Red Hot Chili Peppers e i loro dischi preferiti degli Anni Zero. Presto sul sito di Rolling Stone Magazine Italia, l'esclusivo live set dall'Istituto Europeo di Design... Stay tuned!
Intervista via mail Luca Garavini
Vi ho visti (credo senza essere mai stato riconosciuto da voi) allo Sziget nel 2008 e quest'anno all'Eurosonic. Non vi fa un po' paura che ci siano pazzi come me che vi braccano in giro per l'Europa?
"In realtà ci fa piacere e sarebbe bello se capitasse sempre più spesso! ... la prossima volta vieni a salutarci!".
Non vi ha un po' spaventato che durante il soundcheck nel locale non ci fosse così tanta gente? Io, conoscendomi, un po' mi sarei imbarazzato.
"Eravamo concentrati a sistemare le cose sul palco, quindi non ci abbiamo fatto troppo caso. Comunque il festival era soldout, quindi la gente prima o poi sarebbe arrivata... e così è stato, per fortuna".
Poi tutto ad un tratto si è riempito e la gente a giudicare dalle espressioni sui visi, almeno era molto soddisfatta. Avete attaccato e - mi sembra - sia andato tutto alla grande.
A me siete piaciuti, che voto vi date da uno a dieci?
"Sì, siamo poi venuti a sapere che mentre stavamo suonando c'era addirittura la fila fuori! La risposta del pubblico ci è parsa buona e in molti sono rimasti fino alla fine, cosa che non è da sottovalutare per eventi di questo tipo, dove suonano tantissime band contemporaneamente. Siamo pignoli, voto: 7".
Preferire i grandi palchi tipo quello dello Sziget o quelli fumosi e sudati dei club più piccoli? Vi sentite pronti per pubblici più vasti?
"Ci divertono entrambe le cose e speriamo di poter migliorare sempre di più, quindi ben venga ogni tipo di esperienza".
A parte gli scherzi, sono rimasto molto colpito dai miglioramenti che avete fatto. Guardando anche il sito della vostra agenzia di booking ultimamente siete stati molto impegnati fra concerti e quant'altro. Ho notato che dal vivo non variate più di tanto rispetto alla registrazione su disco. Cosa volete far passare al pubblico quando siete sul palco?
"Il disco è stato registrato, con l'eccezione di un assolo ed un paio di cori, in presa diretta; potremmo dire che è l'album che si rifà al live. Per ora vogliamo che la nostra musica arrivi dritta in faccia, senza stare a girarci troppo attorno".
Come molti che hanno già scritto di voi, ho avuto l'impressione che un certo tiro funky non manchi quasi mai nelle vostre performance dal vivo. Saranno mica quei red hot chili peppers che Emanuela ha usato per imparare a suonare la chitarra?
"Sicuramente gli anni di
Californication & co. sono stati molto formativi per noi dal punto di vista musicale e, visto che ci piace fare musica veloce e divertente, è probabile che ci sia anche un po' di funky, insieme ad altre cose. In realtà non lo sappiamo bene nemmeno noi cosa ci sia nella nostra musica, perché non ci abbiamo mai riflettuto troppo. Sicuramente rappresenta una fusione delle nostre tre diverse personalità".
Emanuela, è vero che quando associano la tua voce a quella di PJ Harvey un po' ti viene un coccolone? Paura di deludere le aspettative in chi ancora non ti ha sentito?
"Mi lusinga (e imbarazza....) molto essere associata a PJ Harvey, perché è una delle artiste per cui provo maggior ammirazione".
Domanda fra le più classiche: come nascete come band e quali sono le influenze di ciascuno di voi?
"Ci conosciamo praticamente da sempre perché siamo tutti originari di un paesino di quattromila abitanti. Io (voce e chitarra) e Guido (batteria) suonavamo già insieme e quando, nel 2007, è arrivato Matteo al basso abbiamo scelto il primo nome che ci è venuto in mente e non ci siamo più fermati. Come dicevo prima, siamo tre personalità abbastanza diverse; generalizzando: Guido si è avvicinato allo strumento con il punk-rock e ora ascolta quasi solo hardcore e grind, Matteo invece con l'r'n'b ed il funky per poi appassionarsi ad electronica e punk-funk, mentre io ho iniziato a scrivere grazie alle "riot grrl" degli anni '90 fino a che non sono "tornata indietro" anche agli anni '80".
Avete intitolato una canzone Stop Joking About Britney Spears e non nascondete, almeno leggendo le vostre interviste, che il poppettone anni novanta è qualcosa che vi ha fatto crescere.
"La cosa che ci accomuna è proprio il pop. Ci piace l'idea di poter sfruttare melodie orecchiabili per veicolare messaggi un po' meno leggeri".
Cosa vi è rimasto della vostra musica dell'infanzia e qual è il singolone più commerciale che ricordate con più piacere?
"Forse 'Barbie Girl' degli Aqua ci tormenterà per sempre...".
Nelle vostre canzoni ci sono chitarre secche e spigolose contro una ritmica tirata che spesso (soprattutto dal vivo) sembra prendere una piega più funky. È corretto parlare di post-punk o certe etichette non vi interessano troppo?
"Più che altro, non sapremmo darci delle etichette...".
Dal vivo non disdegnate le cover... quali sono le vostre preferite in saletta prove (se ne avete)?
"L'unica cover che proponiamo dal vivo è 'Crazy In Love' di Beyoncé Knowles e Jay-Z. Presto entreremo in studio per registrarla, non vediamo l'ora!".
Immagino abbiate vissuto gli anni 2000 ascoltando un sacco di musica. Stilateci (motivandola, se possibile) la vostra classifica dei dieci dischi della decade appena trascorsa.
"Visto che ci saremmo messi a litigare, abbiamo deciso di dividere la classifica: tre dischi a testa, più uno condiviso da tutti:
Guido:
"Perché è pop": Blink 182 -
Take Off Your Pants And Jacket
"Perché è la follia": The Locust -
New Erections
"Perché è bellissimo": Offspring -
Cospiracy Of One
Matteo:
"Perché fa paura": LCD Soundsystem -
Sound of Silver
"Perché ogni disco french dovrebbe suonare così": Cassius -
Au Reve
"Perché...cazzo!...": Battles -
Battles
Emanuela:
"Perché l'ho consumato": PJ Harvey -
Stories From The City, Stories From The Sea
"Perché mi fa ballare, anche se io non ballo mai": Gossip -
Standing In The Way Of Control
"Perché mi diverte, dalla prima all'ultima canzone": Madonna -
Confessions On A Dancefloor
"Perché mette tutti d'accordo" : Queens Of The Stone Age -
Songs For The Deaf
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