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Dal rock on the stage

Max Gazzè racconta The Lamb Lies Down on Broadway

A poco più di 35 anni dall'ultima rappresentazione live dell'opera rock dei Genesis, la storia del portoricano Rael torna di scena al Live On – di Firenze.

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10 agosto 2010

Intervista a Max Gazzè
di Antonio Viscido

In studio con Max Gazzé

Il 29 luglio scorso, su Firenze doveva sdraiarsi un agnello, ed invece si è scatenato il diluvio universale. Un uragano estivo si è abbattuto sulla città, costringendo gli organizzatori a far slittare di una decina di giorni lo spettacolo Max Gazzè interpreta Genesis – The Lamb Lies Down on Broadway, insieme ad Angela Kinczly e ai The Waiting Room.
Lo spettacolo prodotto dalla NEM-Nuovi Eventi Musicali di Firenze, era atteso da giorni, ma l'attesa non ha fatto che aumentare la curiosità e l'interesse verso l'evento, che non ha deluso le aspettative. I musicisti sono stati supportati nelle loro performance da un video originale, creato appositamente per lo spettacolo, curato da Cosimo Cappagli, Martina Prest e Daniele Grosso. Oltre ai riminesi The Waiting Room (Francesco Cardelli, chitarra – Marco Benedettini chitarre, tastiere e cori - Danilo Beltrambini, tastiere - Marco Vannoni, batteria - Marcello Tana, basso – Emiliano Garofoli, tastiere e cori) accanto a Max Gazzè sul palco, l'affascinante Angela Kinczly elettro-cantautrice bresciana.
Non si è trattata di una reinterpretazione personalizzata dell'opera dei Genesis, l'ultima dell'era-Gabriel, quella che ha visto la separazione del cantante, autore di tutti i testi di questo disco, dalla band in un momento di apice di fama, ma neanche l'esibizione di una semplice e banale cover band, così come se ne vedono tante, purtroppo, in giro (soprattutto quando sono cover band di gruppi ancora in circolazione!).
Una performance ricca ed emozionante, che anche l'ipercritico pubblico fiorentino ha mostrato gradire. I puristi della prima fila hanno fatto piccole smorfie, ma alla fine hanno applaudito di gusto e di cuore. Come spesso il pubblico fiorentino è in grado di fare.
Dopo l'esibizione, verso l'una di notte ho incontrato Max ed abbiamo parlato dei Genesis, di Gabriel e di Gazzè.
All'epoca dell'uscita del disco eravamo tutt'e due giovanissimi, te come sei arrivato all'ascolto di The Lamb?
"È un disco che ascolto e riascolto da sempre, ma ora che ho partecipato a questa performance, per la quale ho reinterpretato alcuni brani del disco, ho studiato un po' meglio le melodie, i testi e l'ho rivissuto con una coscienza diversa rispetto a quella con la quale lo ascoltavo anni fa. Adesso, anche con l'esperienza di musicista che ho maturato in tutti questi anni, mi sono accorto che è veramente un capolavoro, forse il più bel concept album della storia del rock. Oltre al fatto che ci siano molte belle canzoni, sono i concetti espressi, la narrazione, la storia che lo rendono formidabile, il ristudiarlo mi ha fatto venir veramente voglia di scrivere una mia opera, un mio concept album. Ora che si è un po' perso il concetto di narrazione all'interno di un album e si sta andando sempre più verso una frammentazione dei dischi, che sono solo un insieme di canzoni scollegate tra di loro. Come ti dicevo The Lamb è bellissimo non solo nei testi e concetti, ma anche nella musica come è stata composta e strutturata, con la ripresentazione dei temi, magari la stessa melodia riproposta con armonie diverse. Bellissimo. Poi io ho sempre adorato Peter Gabriel, in assoluto".

Facciamo una piccola considerazione: Gabriel all'apice della carriera con i Genesis, scrive tutti testi di The Lamb, porta in giro l'opera per 102 serate e lascia i Genesis. Lui, e quasi tutti gli altri membri dei Genesis, nel 1974 hanno solamente ventiquattro anni.
"Sono fenomeni incredibili, erano dei geni. Questo album rappresenta una maturità incredibile a livello di arrangiamenti, di scelte musicali, di scelte letterarie, di contesti. È veramente impressionante che abbiano potuto pensare, scrivere e realizzare un album del genere avendo quell'età. Ciò dimostra che all'epoca c'era una cultura e forse anche una coscienza della musica diversa rispetto a quella che c'è adesso. Erano dei creatori veri. Anch'io mi ricordo che alla loro età avevo un impulso creativo incredibile, ho iniziato presto a suonare, e secondo me e per la mia esperienza, capisco anche come sia più possibile fare una cosa del genere, intendo un album come The Lamb, a ventiquattro anni, all'apice delle endorfine creative, del metabolismo artistico, invece che a quarant'anni: adesso sarebbero necessari più stimoli. È completamente cambiato il mondo, purtroppo. Dico purtroppo perché il progressive ormai non esiste più, come del resto anche il rock. Dov'è? Che fine ha fatto? Io quel mondo l'ho vissuto marginalmente, perché ero adolescente negli anni '80, ed ho mancato il coinvolgimento totale per pochi anni. Gli anni '80 hanno visto il declino di quel mondo".

Vi ho seguito anche nelle prove in studio, ed ho percepito nei musicisti un rispetto quasi religioso della musica dei Genesis.
"The Waiting Room, ed Angela sono stati fantastici, sono rimasto molto impressionato, perché comunque non sono cose facili da fare, sono tempi dispari, hanno riprodotto in maniera meticolosa i suoni ed i modi, devo dire sono stati estremamente bravi".

Hai sempre detto di essere un ammiratore di Gabriel. Cos'hai portato di Gabriel nel tuo lavoro? Consapevolemente o inconsapevolemente.
"Inconsapevolmente qualcosa di sicuro, perché di Gabriel ho seguito tutti gli album e di conseguenza... consapevolemente pure, ci sono tante mie canzoni che sopratutto a livello melodico, hanno trovato ispirazione anche nel lavoro di Gabriel. Te lo dico sinceramente, con tutto il rispetto per gli altri musicisti, che secondo me Peter Gabriel, come artista e come voce, come timbrica, è la cosa più interessante che abbia mai sentito in vita mia. Senza ombra di dubbio.
Io l'ho conosciuto qualche anno fa, perché alcuni miei primi lavori erano destinati alla Real World. Andai alla BMG International, perché rappresentava anche la Real World in Italia, e chiesi loro di mettermi in contatto con loro, che all'epoca avevano la strategia di pubblicare 400 copie in Italia, 400 copie in Germania, 400 in Francia, poche copie in tutti i paesi. I miei primi lavori erano sperimentali, strumentali, direi più sperimentazioni su antiche melodie siciliane, ma non vera e propria etnica. Poi con il mio primo disco del 1994, era già tutto diverso. Ma il mio primo progetto era destinato proprio alla Real World. Tant'è che ho ancora la registrazione sulla segreteria telefonica di una telefonata con Gabriel, che rimase colpito ed interessato dal materiale proposto".

Anche te nelle tue canzoni, con i testi alle volte ci vai pesante. Penso a Nuovi Allineamenti di Stonehenge.
"Sono proprio quei testi più complessi cha hanno bisogno di un ascolto superficiale. Perché chi vuole entrare nel significato, chi vuole decodificare un linguaggio, lo può fare, ma c'è bisogno di attivare un filtro, una codifica analitica. Mentre brani come Mentre Dormi, La Cosa Più Importante, non hanno bisogno di filtri. Inviterei, per apprezzarlo meglio, ad un ascolto superficiale di Stonehenge".

In Storie Crudeli invece te la prendi con i videogiochi violenti, o c'è qualcos'altro? perché mi sembra un po' limitativo come argomento.
"È peggio! Noi non riusciamo a codificare degli archetipi più di tanto. Non solo i videogiochi. Ci sono alcuni programmi, come ad esempio i Teletubbies, che sono dei messaggi raccapriccianti. Io che sono uno studioso di archetipi e di semiotica da tanti anni, riconosco perfettamente il significato che hanno in testa questi quattro mostri.., ognuno di loro ha un archetipo, un simbolo: uno è un triangolo invertito che significa TERRA, l'altro è un obelisco che vuol dire FORME DI VITA, l'altro ha un ricciolino che vuol dire ATTIVAZIONE, l'altro ha un piccolo cerchietto, che significa NON INTELLIGENTE, se fosse stato un cerchio grande avrebbe voluto dire INTELLIGENTE, ma questo è piccolo. Quindi abbiamo il messaggio: Attivazione di forme di vita non intelligenti sulla terra. Inoltre sono colorati con i quattro colori primari, che nell'archetipo rappresentano una sentenza. Quindi l'attivazione di forme di vita non intelligenti sulla terra in forma di sentenza vuol dire: tu sarai un robot. Il tutto immerso in una matrice di simboli massonici: rose, soli e quant'altro. Programma governativo della BBC del 1997, eh! Mi domando, perché? Perché vogliono attivare delle forme di vita non intelligenti sulla terra? E ciò funziona a prescindere dal livello culturale del pubblico, proprio perché archetipi che parlano all'inconscio. Così come fa la musica, attenzione. La musica è un archetipo che è servito a veicolare delle conoscenze per millenni. È una fonte di alcuni aspetti della conoscenza. La musica, nella sua simmetria, nella sua geometria, nella sua matematica, è la sintesi, è il libretto di istruzioni della realtà".

Nella canzone La Cosa Più Importante c'è il verso: “la lontananza cerca la sua immensità”. È un caso che siano citati i titoli di due canzoni che parlano di due differenti tipologie d'amore, l'amore lontano e quello non ancora trovato?
"No, non è un caso, ma in molte mie canzoni ci sono piccole citazioni che riportano ad altri mondi. È un gioco che mi piace fare, che ci piace fare con Gimmi Santucci, con il quale collaboro. Spesso cerchiamo di trovare il modo per esprimere concetti in maniera assoluta e meno identificabile di forme di passione e di amore. Mi piace ultimamente parlare di una forma più incondizionata di amore o di passione, amore che possa essere descritto ancora prima di essere collocato in un rapporto uomo-donna o madre-figlio. Una forma archetipica dell'Amore, una forma incondizionata ed assoluta".

Panoramica 5

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