Sbattuto in pasto a Tg5 e compagnia bella per una (presunta) storiazza di bustine, Noyz Narcos, il rapper che ama i film horror prende ora le distanze. Da tutto…
Testo
Michele Wad Caporosso
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Paolo Cenciarelli
È pieno di gente con lo stomaco vuoto e con il veleno in testa. Molti sono pronti a sputare sangue, altri il sangue lo hanno dato in cambio di uno stipendio. E Roma è sempre più violenta, tra i suoi parlamenti e i suoi ministeri dell'inferno.
I Truceboys sono i nuovi mostri di Roma. Prima di entrare nelle folli ossessioni che avete a proposito di un gruppo il cui nome è finito sui Tg di tutta Italia per arresti veri o presunti, chiedo a Noyz Narcos, pronto col suo nuovo disco
Guilty, se gli frega qualcosa di spiegare a un giornale, e a chi lo legge, quello che fa? Dice: "Delle cose che faccio, parecchio, di parlare dei cazzi miei un po' meno, sinceramente". Ovvio però che in questo periodo abbia parlato assai più dei cazzi suoi che della musica… "In realtà non ho proprio parlato, perché in questa operazione mediatica che c'è stata contro la mia persona, io non ho ancora preso posizione".
Certo è che la pubblicità ai Tg nazionali all'ora di pranzo il suo effetto anomalo l'avrà avuto. Dal Tg5: "… consigliavano ai giovani di fare uso di droga e di alcool, sostanze stupefacenti che loro stessi spacciavano". Per effetto dell'alienazione paratelevisiva italiana, il 70% del popolo potrebbe esserne effettivamente convinto. "Forse, ascoltando superficialmente, l'effetto può essere quello. Però ci tengo a dire che non ho mai pensato di invitare la gente a drogarsi: io parlo di droga come un problema, chi si droga ha un problema. Non mi ci vedo a dire a qualcuno: "Drogati!"".
Noyz Narcos fa rap dai tempi di Illmatic (primo disco solista di Nas, del 1994, considerato da tutti uno dei migliori dischi rap di sempre) e lavora come tatuatore presso lo Swan Song Tattoo di Roma ("Il rap per ora è solo un hobby"). Nel nuovo disco ospita i Club Dogo, Fibra, Marracash e i soci del Truceklan, e avvolge nuovamente il tutto in un mood da morti viventi, da forbici macchiate di sangue e teste sgozzate. Metal Carter e Noyz sono forse i due massimi terroristi del genere horrorcore adattato al rap. E, cari amici miei, più che non aprire quella porta, qui è non aprire quella bocca… "All'inizio per noi era soprattutto questione di scherzare: tirare fuori il lato peggiore di tutto, sempre. Entrare sulle cose in maniera dissacrante. È una cosa che ha detto pure Nietzsche: una citazione del cazzo, e cioè che tutte le cose nella vita devono indossare maschere mo-struose per imprimere il loro nome nella società".
In questa decapitazione dell'ipocrisia, chi ha contro Noyz Narcos? "Non lo so. Per un periodo le femministe, ora spero l'abbiano capito. Con loro ho avuto problemi tempo fa per via di una copertina che ritraeva una donna sgozzata: vederla attaccata sui muri di Roma in un periodo in cui si parlava di stupri reali poteva fare effetto, lo capisco. Ma la mia crew e io questo immaginario alla Dylan Dog/Iron Maiden lo abbiamo da sempre".
Nel frattempo si dice in giro che Roma è sempre più fascista… "Parecchio. Ed è pure messa sotto torchio come non mai: dal 2006 a oggi è stato lo sfacelo totale. E prevedo tre anni ancora peggiori". Vogliamo chiamarlo un
crescente clima di tensione? "Sì, un clima di posti di blocco tutte le sere: tipo che se riesci a tornare a casa con la patente ti è andata bene". Sarà che la gente in Italia si sente più al sicuro se vede tutto attorno questa militarizzazione urbana. "Probabile, almeno fino a quando non fermeranno uno di loro di ritorno dal suo bel ristorantino e gli leveranno la patente e l'auto per due birre…".
Il rap romano, escluso quello militante degli Assalti Frontali o hardcore dei Colle der Fomento, è sempre stato friendly (vedi Piotta o Flaminio Maphia): anche in questo i Truceboys sono un po' Mostri di Roma, no? "All'inizio ci dicevano che non eravamo nemmeno hip hop: eravamo "psyco". Più film horror di Lucio Fulci e concerto punk, che Run DMC e Adidas Superstar". E quando uscirà il disco, scommettiamo che tornerà fuori pure la faccenda della droga? "Boh. A me 'sta cosa sta un po' sul cazzo. La droga c'è, sia che ne parliamo sia che non ne parliamo. C'è per strada, in televisione, in Parlamento. E nella musica, c'è sempre stato lo sballato che va a suonare. Però nessuno di noi ha mai detto che è una cosa fica, né spacciare né drogarsi. Questo dev'essere chiaro. Anzi: il messaggio è che la droga è una cosa brutta, che intacca le menti".
Urca. Ma – detto tra noi – questo lo credi davvero o è solo il messaggio figo per trarti d'impaccio? "No, lo credo davvero. Io sono convinto che la ragione per cui la droga si trova dappertutto, in tutte le città, a tutti i livelli, è perché serve a far star buona la gente. È sempre stato così, e non è un caso se ora in giro si trova più eroina che marijuana, e più a buon mercato". Perché i mostri li creano dall'alto? "Sempre". E allora via così. Coi nuovi mostri che attaccano il sistema di chi gioca con gli anni che gli altri devono vivere. Come sempre.
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