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Oasis: su 'Rolling Stone' l'ultima intervista italiana

31/08/2009 | Rolling Stone

Domenica 30 agosto, gli Oasis hanno lasciato il pubblico dell'I-Day di Milano senza headliner. Dopo il litigio di Parigi, i due fratelli Gallagher hanno paccato anche qui.
Sciolti del tutto senza aspettare la fine del tour? Eccovi qui il resoconto caldissimo di questi pazzi pazzi giorni.
Intanto, andate a rileggervi l'ultima intervista concessa da Noel alla stampa italiana, pubblicata sul numero di RS in edicola questo mese.

Ve ne ne anticipiamo qui alcuni brani.
Alcune frasi, certo, lasciavano presagire gli eventi. Anche se non con conseguenze così catastrofiche.
«In che rapporti sono con mio fratello? I soliti. Ma è irrilevante. Facciamo funzionare gli Oasis, con i dischi e i tour, il resto non conta, non serve essere amici. Jagger e Richards non lo sono più».
«Capisco che la gente lo trovi intrigante, ma per me l'argomento è noioso. E poi non è che ci picchiamo in studio».
(Fuori, infatti. NdA) «Abbiamo opinioni e stili di vita diversi, come capita in ogni band».


L'ULTIMA INTERVISTA ITALIANA

Noel Gallagher, la metà “razionale” degli Oasis, è un po' stufo. E alla vigilia del concerto milanese di domenica 30 agosto (che non avverrà mai), confida a RS la paura che «dopo 15 anni, tutto diventi noioso». Quindi? Forse una nuova band. In cui «suonare, e basta»


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Testo Paolo Madeddu


Tutto sembra, fuorché un rocker. Ha il magnetismo di un venditore di fish and chips. È la prima volta che lo incontro, e sono in allerta: a inizio decennio suo fratello, dopo un concerto, fece per imperscrutabili motivi il gradasso col sottoscritto. Ero giovane e rispettoso delle star – oggi, lo prenderei e lo userei come giavellotto. Dicono tutti che Noel è di tutt'altra pasta. E, in effetti, a fine intervista mi pare impossibile che abbia un fratello così buzzurro. Ma per evitare problemi, parto prendendola larga. «Avete pubblicato il primo disco», gli dico, «l'anno in cui è morto Cobain, e in cui i Guns N'Roses collassarono. I Take That erano al top, i Soundgarden cantavano Black Hole Sun.
15 anni fa. Che cos’hai imparato, nel frattempo?» Noel tace a lungo. «Non saprei davvero. Forse niente. Non sono arrivato alla verità». Sta per dire qualcos'altro, poi scuote la testa.
Sminuire gli Oasis è un gioco che abbiamo fatto in tanti. Le argute ironie sui due fratelloni attaccabrighe, sulle reminiscenze beatlesiane, le interviste smargiasse a base di insulti. Sui loro litigi, sui loro flop. Sui loro capelli, toh. E, soprattutto, sul loro reale peso nella storia del rock, più volte messo in discussione – eppure… Siamo a fine giugno. Lo stadio di Edimburgo è pieno. È tardo pomeriggio e stanno suonando i Kasabian. Il pubblico apprezza. È noto, altresì, che Sergio Pizzorno e soci sono tra i tanti figliocci dei Gallagher. Ma con tutta la buona volontà, ci vuol altro per riempire uno stadio. Queste sono 55-60mila persone, e sono qui per gli Oasis. E non siamo a casa loro, a Manchester, ma in Scozia. Che, peraltro, non soffre davvero di una penuria di band.

Noel, perché siete arrivati così in alto, e ci siete rimasti? Perché tanta gente viene a vedervi? Per di più, siete uno dei gruppi meno spettacolari del mondo. Tuo fratello si piazza dietro al microfono con le mani dietro la schiena, non so se mi spiego.
«Oh, tutta la gente che c'è qui si somiglia molto, penso che siano soprattutto della working class e che vogliano stare tra loro, come tifosi di una squadra. I dischi sono una buona cosa, ma credo che sia più esaltante ascoltare gli Oasis con altri 50mila fan degli Oasis».

Potrebbe esserci una forte identificazione perché non siete mai stati cool, ma siete sempre stati diretti, onesti.
«Di certo non abbiamo un Bono o un Chris Martin che predica, e non invitiamo la gente a cantare in coro. Noi saliamo e suoniamo queste fottute canzoni e poi finiamo sbronzi. Sono stato a tanti concerti, e parlano tutti di politica fino allo sfinimento. E suonate 'sta cazzo di musica, la gente è lì per quello! Quando vedi U2 o Coldplay, sai che prima o poi ti arriva un sermone sui poveri o su un fottuto popolo che muore di fame. Sì, lo so che sono cose vere, ma non possiamo solo avere una bella serata invece che sentirci in colpa? Guarda, io ho una mia idea di concerto. Ho davanti migliaia di persone e non credo che siano lì per sentire 20 brani riflessivi. Se voglio passare la serata a suonare b-sides lo faccio da solo in hotel. Quando 70mila persone pagano il biglietto, lo fanno per ascoltare i pezzi più popolari».

C'è stato un periodo in cui i politici portavano all'occhiello voi e altri musicisti.
«I media avevano coniato questa cosa della cool Britannia, che era anche un modo per disprezzarci. La stampa inglese è middle class, e non ama noi proletari. Preferiscono Radiohead e Coldplay. Comunque, non mi interessa la politica, non mi ispira. Sono cresciuto con i laburisti all'opposizione, combattevano per i disoccupati. Sentivi i loro discorsi su salari minimi, scuola, sanità e gli davi ragione. Li ho votati per anni. Poi quando sono andati al governo li ho conosciuti, ho visto il n.10 di Downing Street dall’interno. Ero drogato e ho dimenticato tutto – però ho scoperto che sono come tutti gli altri. È come scoprire che non esiste Babbo Natale. Non erano il cambiamento. Ora arriveranno i conservatori. Ma non cambierà nulla. E io non voterò più».

Ore 21. Liam, immobile con le mani in tasca, sta cantando: “Please don't put your heart in the hands of a rock'n'roll band…” Attorno a me migliaia di scozzesi pallidi, pieni di birra e con l'aria commossa, cantano a pieni polmoni. Lo fa anche un 12enne biondo e paciocchino dietro di me. Sta chiaramente mettendo il suo cuore nelle mani di una rock & roll band…


Per sapere cos'avrà avuto da dire Noel su una band agli ultimi istanti di vita (non sono mancate le affermazioni forti), leggetevi il resto dell'intervista sul numero di RS in edicola questo mese.


12 Novembre HotMonica dice:

"Bella intervista"

Seguo gli Oasis dall'inizio, e credo che questa sia la migliore intervista mai vista su un giornale o sito italiano... Sì, il giornalista si è confuso su un paio di cose, ma il ritratto di Noel che ne esce è quello che credo lui sia. Mi sembrava di essere lì ad ascoltare. Quanto a Liam, da solo non andrà da nessuna parte!!!! Ciao


22 Settembre bondMod dice:

"Live Forever"

MickJ89 ha ragione. Sono più di quattro anni che esiste RSita e mettete gli Oasis in copertina il giorno che 'Noel Gallagher è fuori dal gruppo'??Potete dire tutto su di loro, tranne che non siano rock 'n roll. E a chi fate scrivere il pezzo più importante??A Paolo Madeddu, probabilmente il peggiore dei vostri scrittori. Tant'è che scrive - cito testualmente - «Liam, immobile con le mani in tasca, sta cantando: “Please don't put your heart in the hands of a rock'n'roll band…”». LIAM??????? Lo sanno anche i muri che Don't Look Back In Anger la canta Noel, cazzo. Ma noi MadFerIt ce ne freghiamo e continueremo ad andare nelle spiagge di Brighton, parka in spalla, a bastonare qualsiasi rocker ci passi vicino. Lunga vita ai fratelli Gallagher. Live Forever. ß


31/08/2009 MickJ89 dice:

"cmq a voi di RS"

vi stanno in culo gli oasis ma vi piacciono i greenday e gli U2...Spiegatemi perchè fate sempre queste interviste (o articoli), in cui poi li criticate astutamente, sotto le righe! A questo punto nn scrivete più niente su di loro e finita la questione! Poi fate gli elogi a Bono che spende i miliardi per le scenografie del cavolo e che si mette a parlare cn gli astronauti, niente di più pacchiano si potrebbe fare! Altro che beneficienza...


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