29 novembre 2010
Phil Spector, nel suo celebre delirio perfezionista, ha provato questa canzone per settimane insieme a Ronnie Bennett (l’unica Ronette la cui voce è effettivamente presente sul disco). Eppure sono stati comunque necessari 42 (!) take prima di imbroccare quello che soddisfacesse completamente l’esigente produttore... Supportato da un’intera orchestra (oltre che da una giovanissima Cher, presente nel coro insieme a un’altra classica creatura della sua factory, Darlene Love) il geniale Spector era riuscito a creare un suono lussureggiante, perfettamente giocato sul rapporto tra pieni e vuoti grazie a un massiccio (ma assai raffinato) uso di echi e riverberi. Perfetta, ineguagliabile realizzazione della sua teoria sul “wall of sound”, e pietra miliare per altri sperimentatori dello studio di registrazione come Beatles e Brian Wilson dei Beach Boys – che non a caso ha definito Be My Baby: «Indiscutibil-mente la più grande canzone pop di tutti i tempi».


