29 novembre 2010
“Hey ho, let’s go / hey ho, let’s go”. Ci vollero meno di 3 minuti, a Blitzkrieg Bop, per spiegare al mondo cosa fosse una canzone punk rock. Gli accordi che sembravano uscire da una sega circolare (invece che dalla chitarra Mosrite da 50 dollari di Johnny...), la voce di Joey che sembra cantare come se avesse una palla di pelo ficcata giù per la gola, con un falsissimo accento inglese, e poi il testo, con il suo linguaggio sfacciato e arrogante, gentile concessione del batterista Tommy, cui il bassista Dee Dee aggiunse giusto l’arguta frase: “Shoot’em in the back now!” (“Sparagli alla schiena, adesso!”). Registrata in totale economia al Radio City Music Hall di New York, Blitzkrieg Bop – il cui titolo allude alla tattica della guerra lampo (in tedesco, Blitzkrieg) messa in pratica dalla Germania durante la Seconda Guerra Mondiale – non raggiunse mai alcuna posizione di rilievo nelle chart, però riuscì a dar vita a qualcosa che andava al di là delle classifiche. Le parole che la aprono sono diventate un inno generazionale, tanto che negli States vengono spesso intonate in coro, negli stadi, prima dell’inizio dei match.


