29 novembre 2010
Ci vuole del fegato per intitolare il proprio singolo di debutto con nome e cognome (pur trattandosi di nome e cognome fittizi: quelli veri erano Ellas e McDaniel), ma a Bo Diddley evidentemente il fegato non mancava. Accompagnato fino all’ultimo (è mancato nel giugno 2008) dalla sua fida chitarra dalla cassa rettangolare, Bo Diddley è tra i pochi artisti al mondo che possano vantarsi di aver “inventato” un suono. Nel suo caso, un beat che univa ritmi africani e rock&roll;, e che prenderà appunto il nome di “Bo Diddley beat”, venendo poi imitato da centinaia di autori nel corso dei decenni: da Buddy Holly agli Smiths di How Soon is Now? a quasi tutto il repertorio di The Jesus and Mary Chain.
In origine il testo era costellato di allusioni sessuali (il titolo era Uncle John, tanto per dire...), ma i fratelli Chess – discografici e produttori – gli chiesero di ripulirlo, così Bo se ne venne fuori con il frizzante nonsense (“Bo Diddley just buy his baby diamond ring”, e via così) della versione che tutti conosciamo, che lo dipingeva quasi come un cartone animato di Tex Avery...


