29 novembre 2010
Per il loro più grande successo di sempre, i Police partirono da un eleborato giro di synth, il cui compito era dissimulare l’ipnotico giro di basso in favore del riff di chitarra che – si dice – Andy Summers registrò in un unico take. Per quanto riguarda il testo, invece, Sting ha sempre precisato che, sotto l’apparente dolcezza, raccontava una storia di amarezza quasi ai confini della patologia (quella di un uomo ossessionato fino alle estreme conseguenze dal controllo sulla vita della persona amata), e che le parole scelte erano volutamente prevedibili, se non addirittura banali, proprio perchè l’intenzione era di scrivere un pezzo il più comprensibile a tutti possibile. «Quasi più un archetipo che una canzone», commentò lo stesso Sting: «Qui non ci interessava essere originali, ma universali». Seguendone l’esempio e l’ambizione “universalista”, 14 anni più tardi il rapper elegantone Puffi Daddy avrebbe campionato Every Breath You Take nella sua I’ll Be Missing You, tributo all’amico defunto Notorious B.I.G., mentre lo stesso Sting ne ha riciclato (ironicamente) un frammento di testo nella sua Love Is The Seventh Wave.


