29 novembre 2010
Da un certo punto di vista, Gimme Shelter è la perfetta sintesi di tutto il disastro emotivo che per gli Stones furono i tardi anni ’60... Una sintesi che in realtà Keith Richards ci mise appena 20 minuti a mettere nero su bianco. Due i punti nevralgici della canzone: l’intro, con l’arpeggio di chitarra modellato su un classico riff alla Chuck Berry, che nelle intenzioni doveva evocare un senso quasi di terrore e smarrimento. E poi quella specie di fine del mondo tirata giù dalla vocalist Merry Clayton quando la sua voce soul attacca il famoso verso: “Rape, murder, it’s just a shot away” (“Stupro, omicidio, è tutto appena un colpo di pistola più il là”). L’uso di una voce femminile è stata – per ammissione degli stessi Stones – un’idea del produttore Jimmy Miller, ma la band ne fu entusiasta. Uscita pochi giorni dopo l’omicidio di uno spettatore al festival di Altmont, Gimme Shelter ne raccoglieva l’atmosfera paranoica e apocalittica. Atmosfera confermata anche da un episodio raccontato da Richards: durante l’ultima session di registrazione, la sua chitarra è andata in pezzi. «Neanche l’avessimo fatto apposta!».


