29 novembre 2010
In pieno caos narcotico, devastato da un collasso dovuto all’abuso di cocaina, nell’estate del 1976 Bowie aveva lasciato Los Angeles per andare a disintossicarsi a Berlino. Lì, bighellonando per il centro, era rimasto suggestionato da una coppia di amanti che si erano dati appuntamento davanti al Muro. «Ho pensato», dirà, «ma perché, di tutti i luoghi possibili, darsi appuntamento proprio su una panchina davanti a una torretta di guardia?». Bowie iniziò a fantasticare su quella che poteva essere la storia di quei due, ed è così che nacque la sua più toccante canzone di sempre: 6 minuti costruiti su una crescente pulsazione di synth – courtesy of mr. Brian Eno – sulla chitarra precisa di Robert Fripp, e sul produttore Tony Visconti che batte il tempo su un posacenere di metallo trovato lì in studio. Mentre Bowie canta, ispirato, di due amanti infelici che trovano un istante di redenzione assieme (anche se “Per un giorno soltanto”).


