29 novembre 2010
Coinvolto in un triangolo amoroso del quale gli altri due vertici erano nientemeno che il Beatle George Harrison e sua moglie – la biondissima mannequin Patty Boyd, conosciuta sul set del film A Hard Day’s Night – Eric Clapton si appassionò a un racconto leggendario della tradizione romantica persiana, Layla e Majnun, ed è appunto da lì che prese il titolo per questo grande successo contenuto nel primo album della sua band-rifugio dall’implosione dei Cream. «A ripensarci oggi», raccontò anni dopo a RS, «è quasi incomprensibile come quella canzone possa aver avuto tanto successo. Al confronto con la musica trasmessa dalle radio dell’epoca, era una specie di macigno!». Ma a funzionare, probabilmente, era proprio il complesso equilibrio tra un cantato dolente, i riff aggressivi di Clapton (e dell’altro chitarrista coinvolto, il virtuoso della slide Duane Allman) e la serena coda di pianoforte. «Tra tutte le canzoni che ho scritto, è quella che ho “sentito” più vicina mentre ci stavo lavorando», ha detto Clapton. «Del resto, ero molto giovane».



ciccioseedorf
11 ottobre 2011
bellissimaaaa!!!