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Dal rock on the stage

Let It Be

The beatles

Posizione 20

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29 novembre 2010

Presumibilmente ispirato dal soul di aretha franklin, un ansioso Paul McCartney aveva cominciato a scrivere Let It Be nel 1968, durante le controverse session di registrazione del White Album. La strofa d’apertura (“When I find myself in times of trouble / Mother Mary comes to me”) pare si ispirasse a un sogno in cui la madre defunta – Mary, appunto – offriva a Paul conforto in quello che era sicuramente un momento tumultuoso tanto per il gruppo quanto per il mondo intero. Il resto della band fece la conoscenza con Let It Be in quello che era forse il peggiore momento possibile: nel gennaio 1969, durante le disastrose prove per l’omonimo album (Let It Be, poi uscito nel maggio 1970, atto finale nella storia dei Beatles). Riconfermandosi come l’eretico del gruppo, John Lennon ha da subito dimostrato scarsa considerazione per il pezzo, accusando McCartney di autocommiserazione. Ciononostante, il lavoro in studio della band porterà alla fine a quella straordinaria versione registrata il 31 gennaio, il giorno dopo la celebre esibizione dal vivo sul tetto degli uffici della Apple a Londra (in quella che sarà anche l’ultima volta in cui il mondo vedrà insieme i quattro Beatles).

Marchio inconfondibile di Let It Be è anche l’organo dal sapore gospel suonato dal loro amico Billy Preston, celebre tastierista R&B, mentre un altro tratto distintivo del pezzo è l’assolo di chitarra di George Harrison. Una curiosità: sulla versione singolo di Let It Be appare l’assolo registrato il 30 aprile 1969, mentre sulla versione da album è stato incluso quello della sessione finale di registrazione dei Beatles, il 4 gennaio.


commenti


asdpoderia
4 marzo 2011

beh...credo k questo pezzo meriti ben altra posizione...a mio parere il più bello della storia dei beatles,sicuramente questa è la prova inconfutabile k paul non è mai morto..!!



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