29 novembre 2010
La title-track del terzo album dei clash eredita il suo suggestivo nome dal segnale d'identificazione del World Service della Bbc – ma i Clash lo intendevano probabilmente più come un SOS dal cuore delle tenebre. Mentre entravano in studio per registrarla, Joe Strummer e gli altri erano infatti al tempo stesso la punk band inglese più politicizzata e irriducibile e anche un gruppo senza manager che stava lentamente annegando nei debiti.
Attorno a loro l’Inghilterra soffocava nella crisi: disoccupazione, razzismo, droga... «Lottavamo con le unghie per non sprofondare», dichiarò una volta lo stesso Strummer, «e non c’era nessuno ad aiutarci». C’era solo un modo per esorcizzare tutto quel malessere e quella paura: incanalarli dentro una canzone. Meglio ancora: una canzone che suonasse come una marcia di guerra. Il segreto, infatti, è tutto nelle percussioni e nel tempismo: Strummer e Jones che percuotono la chitarra all’unisono con il basso di Paul Simonon e la batteria di Topper Headon – mentre Strummer elenca un catalogo di disastri, alcuni reali, altri solo immaginati. “The nuclear terror”, ad esempio, si riferisce alla fusione del reattore di Three Mile Island in Pennsylvania avvenuta nel marzo del 1979; mentre “London is drowing /And I live by the river” allude a una celebre leggenda locale secondo cui – se mai il Tamigi dovesse esondare – tutti i piani bassi di Londra sarebbero destinati a essere sepolti dall’acqua. Ed è appunto a questo che rimanda il suggestivo video di Don Letts, che li ritrae su una chiatta sul Tamigi sotto una pioggia a dirotto...


