29 novembre 2010
Un’esplosione di chitarre selvagge e completamente fuori controllo e delle urla a malapena compensibili: il tutto al prezzo (lo stretto costo dell’affitto della sala d’incisione) di 52 dollari. Questo doveva sembrare, alle orecchie dell’epoca, la cover realizzata dai Kingsmen da Portland, Oregon, di un vecchio classico R&B del 1955 firmato da Richard Berry. Il pezzo arrivò dritto al #2 in classifica grazie anche a una controversia sul testo (in realtà la piattissima storia di un marinaio che cerca di tornare a casa per incontrare la sua donna) in cui alcuni censori dell’epoca rinvennero allusioni pornografiche, al punto che del caso arrivò a interessarsi pure l’Fbi... Anche se, come dichiarò a Rolling Stone il cantante Jack Ely: «La mia sensazione fu sempre che tutto quel polverone fosse stato costruito a tavolino dalla nostra casa discografica». Alla canzone spetta però soprattutto un altro primato: quello di essere, con ogni probabilità, il pezzo in assoluto più coverizzato nella storia del rock!


