29 novembre 2010
Forse la più inquietante canzone mai incisa da Elvis Presley: un blues scarno e desolato, registrato con una presenza e una grana di suono che lo fa sembrare preistorico, quando invece la sua prima versione – opera di un certo Junior Parker, della scuderia Sun Records – risaliva ad appena due anni prima. Elvis volle rimetterci le mani sopra, utilizzando un’idea melodica rubata a Love My Baby, side B dello stesso 45 giri di Junior Parker. Le bordate di eco sulla voce di Elvis e sulla chitarra di Scotty Moore fecero il resto, creando un effetto di tensione quasi insostenibile, e un senso di dilatazione dello spazio non così diversa da certi esperimenti da studio di oltre 20 anni più tardi. Al testo originale Presley si limitò ad aggiungere il verso finale: “Il treno ha preso la mia donna, ma non lo farà di nuovo”, che – incapsulato dall’urlo in falsetto di Elvis – diventerà una delle sue interpretazioni più caratteristiche, oltre che un simbolo della vita che sconfigge la morte.


