29 novembre 2010
La prima volta che il produttore butch vig ascoltò una registrazione di Smells Like Teen Spirit fu all’inizio del 1991, su uno stereo portatile in un granaio a Tacoma, nello Stato di Washington. La qualità della registrazione era pessima. Vig – che avrebbe lavorato con i Nirvana in Nevermind il loro primo disco per una major – non poteva sapere che quella canzone avrebbe presto trasformato la scena underground di Seattle nel nuovo mainstream, catapultando Cobain – un ragazzo problematico proveniente da una severa cultura indie – nel mondo delle megacelebrità. «Sentivo a stento il cantato e gli accordi», ha ammesso anni dopo Vig, «era talmente indecifrabile che non potevo immaginare cosa ne sarebbe venuto fuori». E non era l’unico. Ciò che sprigionavano quegli accordi riusciva a spazzare via dalla mappa del pop tutti gli artefatti anni ’80.
«La canzone era una chiamata al risveglio delle coscienze», ha dichiarato il bassista Krist Novoselic nel 2000. La vendetta di Cobain contro la colonizzazione della cultura giovanile voluta dalle multinazionali, sottolineata dall’astio del coro beffardo: “Here we are now / Enter-tain us”. Era una frase, quella, che Cobain usava sempre presentandosi alle feste: «per rompere il ghiaccio», diceva. «Ed era la reazione che aveva davanti alla televisione, tanto era atterrito dalla cultura pop», precisa sempre Novoselic.
Teen Spirit, che prende il nome da una marca di deodorante per adolescenti, era il tentativo di Cobain di scrivere «la canzone pop definitiva» (come lui stesso aveva dichiarato), utilizzando la dinamica morbido/forte della sua band preferita, i Pixies. E in alcuni passaggi dimostrava pure, velatamente, la sua ammirazione per John Lennon. «Cobain era il simbolo di una dicotomia», ha detto Vig. «Rappresentava la rabbia e l’alienazione del punk, ma anche una vulnerabile sensibilità pop. In Smells Like Teen Spirit quella vulnerabilità è nella voce». Nell’ultimo tour americano dei Nirvana del 1993, Cobain era ossessionato dalla richiesta di suonare Teen Spirit ogni sera. «Ho scritto molte altre canzoni altrettanto belle, se non di più », sosteneva. E infine ha davvero smesso di suonarla, togliendosi la vita il 5 aprile 1994.



bearockthenroll
31 agosto 2011
avrei dato tutte le corde della mia arpa pur di trovarmi lì con loro in quel momento.