29 novembre 2010
Quando nel 1969 chips moman fece ascoltare la canzone a Elvis, quest’ultimo era, come dice proprio il testo, “in trappola”: una gallina dalle uova d’oro sfruttata fino allo stremo da un’etichetta esosa e da profittatori di ogni tipo. Questo forse spiega perché Elvis fosse convinto di poter trasformare Suspicious Minds in un successo – anche se il brano già aveva fatto flop nel 1968, nella versione del cantautore Mark James. Registrata tra le 4 e le 7 del mattino, durante le storiche “Memphis sessions" del febbraio 1969 all'American Sound Studio (quelle che fecero riconquistare a Presley il suo trono di “Re”, e da cui uscirono altri due singoli di successo come In the Ghetto e Kentucky Rain), Suspicious Mind – ultima hit di The Pelvis a raggiungere il #1 della classifica con lui in vita – parla di un amore intrappolato da “pensieri carichi di sospetto” ed è un capolavoro indiscusso. Elvis la cantò con tale intensità che, durante la dissolvenza del brano, la band fu costretta a riprendere il tema per un altro, intero, giro. Il pezzo è stato poi fatto rivivere, nel decennio ’80, dai bravi Fine Young Cannibals.


