29 novembre 2010
«Volevo scrivere una grande canzone», dichiarò Bob Dylan a Rolling Stone a proposito di The Times They Are A-Changin’: «Una canzone su un tema preciso e circoscritto, con un testo breve, conciso e versi che si sovrapponessero gli uni sugli altri in un modo ipnotico. Sì: non si può dire che questa sia una canzone priva di uno scopo...».
Ispirata al formato di certe ballate scozzesi e irlandesi e significativamente uscita a meno di due mesi dall’omicidio di John F. Kennedy (a proposito di “tempi che stanno per cambiare”...), The Times... è istantaneamente diventata un inno politico degli anni ’60, venendo ripresa ininterrottamente fino ai giorni nostri dagli artisti più diversi: da Simon and Garfunkel ai Beach Boys, da Bryan Ferry a Eddie Vedder dei Pearl Jam, da Phil Collins a Billy Joel, fino a Bruce Springsteen.
Interrogato sulla longevità di questo pezzo, Dylan ha dichiarato che: «Essenzialmente, sapevo esattamente che cosa volevo dire e a chi volevo dirlo. Non basta questo a scrivere una canzone, ma di certo aiuta».


