Rolling Stone

Il blog del Direttore
La copertina del mese
Tutto il rock lo vivi solo su ROLLING STONE

RollingStone è in edicola

Abbonati.  Rolling Stone
Dal rock on the stage

The Tracks of My Tears

Smokey Robinson and the Miracles

Posizione 50

Share

29 novembre 2010

Una delle leggende più potenti e durature della storia del pop riguarda proprio The Tracks of My Tears, e il fatto che il pubblico scoppiasse in lacrime ogni qual volta – a qualunque latitudine – Smokey Robinson e i suoi Miracles la intonassero... Di certo, «è una canzone che ha la capacità di toccare delle corde molto profonde», ha detto uno dei suoi autori, Pete Moore. Pete Townshend degli Who, invece, era talmente affascinato e ossessionato dal modo in cui Smokey Robinson pronunciava la parola “substitute” in The Tracks of My Tears (“Although she may be cute / She’s just a substitute”. Ovvero: “Per quanto possa essere carina / lei è solo un rimpiazzo”) da decidere di celebrarla con una canzone tutta sua. È così che naque la loro hit del 1966, Substitute (poi ripresa anche dai Sex Pistols). Del resto che questa canzone sarebbe andata lontano l’aveva capito, da subito, anche l’abitualmente severo boss della Motown, Berry Gordy. Terminata l’ultima session di registrazione, la prima parola che uscì dalla sua bocca fu: «Capolavoro!».


Accedi per aggiungere un commento. Accedi