29 novembre 2010
Una raffinata invocazione in favore della pace cantata da un uomo in crisi: ecco cos’è What’s Going On. Nel 1970 Marvin Gaye era la pricipale star della Motown, e tuttavia era frustrato dal ruolo che ricopriva nella catena di montaggio delle sue hit. Devastato dalla perdita della partner musicale Tammi Terrel – morta dopo una lotta lunga tre anni per sconfiggere un tumore al cervello – Gaye era inoltre prigioniero di un turbolento matrimonio con Anna Gordy, sorella di Berry Gordy, boss della Motown, e tormentato dal rapporto con un padre puritano. «Anche se mi battevo per un mondo di pace», ha detto Gaye a David Ritz, suo biografo, «sapevo di dover trovare la pace nel mio cuore».
Non molto tempo dopo la morte di Terrel, Renaldo Benson dei Four Tops aveva presentato a Gaye una canzone scritta con Al Cleveland della Motown. Gaye decise di farla sua, intervenendo sugli arrangiamenti e infiltrando di angoscia privata temi sociali come le proteste contro la guerra e il razzismo. Per le registrazioni la Motown aveva arruolato i Funk Brothers, e due componenti dei Detroit Lions per i cori, mentre Gaye aveva dato il suo contributo percuotendo una scatola di cartone. Nella canzone Gaye invocava la famiglia in una commovente preghiera: cantando per il suo fratello minore, veterano del Vietnam (“Brother, brother, brother / There’s far too many of you dying”) e lanciando un appello al padre (“Father, father, father / We don’t need to escalate”). Inizialmente rifiutata perché non abbastanza commerciale, What’s Going On è in assoluto la migliore registrazione in studio di Gaye.
Purtroppo, però, la pace interiore a cui aspirava non sarebbe mai arrivata. L’1 aprile 1984 Marvin Gaye moriva, ammazzato dal padre con un colpo di pistola dopo un aspro litigio.


