29 novembre 2010
Un tenebroso inno generazionale ricavato da un tema d’organo di Bach (per l’esattezza: un estratto dal secondo movimento della Suite per orchestra n.3). A guardare le playlist del 1967, Whiter Shade of Pale dei Procol Harum non aveva rivali nella programmazione in radio del 1967. A Keith Reid l’idea per questo brano era venuta ascoltando qualcuno, a una festa, che stava dicendo a qualcun altro la frase: “Hai un colore di una tonalità leggermente più bianca del pallido!”. Il brano è anche l’unico nel quale compare la prima, originale formazione dei Procol Harum: quella che aveva iniziato nel 1963 con il nome di The Paramounts. Il successo planetario di Whiter Shade of Pale ha fatto totalizzare al disco più di 6 milioni di copie, oltre a farlo diventare il pezzo probabilmente più suonato ai matrimoni, l’atto di nascita (secondo alcuni, per via della citazione classica) di tutto il rock progressivo, e nel 1983 la splendida colonna sonora del film di Lawrence Kasdan Il grande freddo.


