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Caparezza, la mia lunga estate ‘eretica’
“Questi concerti saranno gli ultimi per un bel po'. Ho bisogno di sparire in modo da tornare più motivato di prima...”
L’artista pugliese, Foto Internet
Di Simone Sacco
I riccioli sono sempre gli stessi (arborei, sparati verso l’alto e tenuti faticosamente a bada tramite una fascetta rossa da tennista) mentre la maglietta – rossa anch’essa – rasenta l’antologia del cool: sopra c’è un rotolo di carta igienica animato intento a leccare un bel cono gelato… alla cioccolata.
L’altissimo e basket-oriented Caparezza (piccolo aneddoto tratto dalla giovinezza agonistica del nostro: “Da giovane saltavo alla perfezione sul trampolino elastico, ma il mio insegnante d’educazione fisica non sapeva come sfruttare questa mio talento naturale. Beh, io l’avrei scoperto solo diversi anni dopo zompando come un canguro durante i mie concerti…”) è qui per confidarsi a Rolling Stone partendo, però, da due notizie che non possono assolutamente essere messe in secondo piano: l’uscita del suo primo cd-dvd dal vivo (l’energetico e molto coinvolgente Esecuzione Pubblica) e l’idea, nemmeno così malsana, di sparire dal music-business per un bel pezzo, in attesa di dare un seguito al suo fortunato album Il Sogno Eretico che l’ha tenuto on the road dalla primavera 2011 fino all’estate odierna (in fondo all’articolo trovate l’elenco delle sue nuove date).
Ma prima di addentraci in tali succosi argomenti e dato che questo è pure periodo di Europei di calcio, biscotti indigesti (l’intervista si è svolta il giorno dopo il deludente pareggio tra Italia e Croazia) e “cassanate” poco eleganti sull’universo-gay, è inevitabile – vista la “pugliesità” del nostro interlocutore – dare fuoco alle polveri con una domandina scomoda delle nostre…
Partiamo da Cassano?
“Ehm, perché proprio da lui? E, comunque, non ho gradito granché le sue frecciatine rivolte verso gli omosessuali. Le mie opinioni restano totalmente divergenti dalle sue”.
Beh, lui è originario di Bari vecchia mentre tu sei di Molfetta…
“Ok, ma a parte il fatto che siamo nati a pochi chilometri di distanza, io di Cassano so poco o nulla. E questo non perché sia uno snob che ama disinteressarsi delle vicende del pallone. A me il football piace, ma quello anarchico di Maradona che si scarta tutta l’Inghilterra ai mondiali dell’86. Oppure di Neymar che, nel Santos e nella nazionale brasiliana, fa faville fregandosene allegramente dei dettami tecnici. Se parliamo di sport in generale, invece, i miei favori vanno alla grande pallacanestro americana. A quella NBA che sa fondere in sé agonismo e spettacolo. E che soprattutto non conosce l’odioso ‘tifo contro’ di casa nostra…”
In musica, purtroppo, il ‘tifo contro’ esiste eccome. Gli indie-rocker nostrani si sparlano (sottovoce) tra di loro, nell’hip hop non se le mandano di certo a dire, ecc…
“Mmh, tutto ciò lo ritengo profondamente sbagliato e irritante. Voglio dire: l’arte dovrebbe essere sempre collaborazione e scambio di idee, no? Non ci si mette a scrivere canzoni per puro spirito agonistico o per vincere delle medaglie… Per quello esiste già l’atletica! (ride, N.d.R.)”.
Tu, comunque, la logica della “collaborazione” l’hai portata quasi allo stato dell’arte. Tra un po’ la tua pagina di Wikipedia è più lunga per via dei tuoi mille progetti collaterali che per gli effettivi album in studio targati Caparezza…
“Non potrebbe essere che così. Se un artista mi piace sul serio, è perfino logico che – prima o poi – finirò per accettare il suo invito a combinare qualcosa assieme. Prendi Il Teatro degli Orrori, ad esempio: sono da sempre un loro fan accanito e quando Capovilla mi ha chiesto di scrivere con lui Cuore d’Oceano mi sono subito sentito onorato e contemporaneamente messo alla prova. Quello tra l’altro era un brano cantautorale e non potevo cavarmela con un rap dei miei e basta. Ho dovuto sforzarmi di tirar fuori qualcosa che si sposasse alla perfezione con la grande poetica di Pierpaolo”.
Senza nulla togliere al gruppo che ti sto per citare, mi spieghi come si fa a passare dall’esistenzialismo-rock de Il Teatro degli Orrori al cazzeggio-pop dei Two Fingerz?
“La cosa è stata più semplice del previsto. Danti e Roofio mi hanno fatto sentire quello strano campionamento che dava il titolo al loro pezzo e faceva Capra/Capra/Capra. Beh, non mi è servito altro! Sono andato in studio da loro e ho cantato Capra perché a me, a scanso di equivoci, il pop disimpegnato piace non poco. Sai, non è che sto sempre lì a menarmela con le opere sinfoniche di Zappa! (ride di nuovo, N.d.R.)”.
Cosa ti ispira ultimamente?
“Vado pazzo per gruppi tipo Lo Stato Sociale e I Cani, ovvero gente che è tornata a scrivere grandi pezzi. Salmo, poi, è un rapper pazzesco che mi sorprende ogni volta. Benché se ne dica, c’è una grossa forza creativa che attraversa l’Italia in questi tempi difficili”.
Però alle recenti celebrazioni degli 883 non hai partecipato: e mi riferisco sia all’album di cover ideato da Rockit che al remake discografico in chiave rap incentrato sui brani storici di Hanno Ucciso l’Uomo Ragno…
“Non me l’hanno chiesto e, in tutta onestà, non penso nemmeno che avrei accettato. Per la carità, non ho nulla contro Max Pezzali, solo che quella era una cosa che non sentivo ‘mia’. Se fosse arrivata Claudia Mori a dirmi di fare una cover di Prisencolinensinainciusol di Celentano avrei immediatamente risposto: ‘Presente!’. Ma gli 883, boh, non è che uno sia obbligato a collaborare proprio con tutti tutti…”.
La trovo legittima come presa di posizione. Soprattutto se espressa da uno come te che per anni ha levato dalle scalette dei suoi concerti un pezzo mica da poco come Fuori dal Tunnel (del divertimento)…
“Quello fu un harakiri programmato. Doloroso, ma programmato. Dopo il boom di quel singolo e le sue 130mila copie smerciate, non volevo che la gente affollasse i miei spettacoli solo per sentire Fuori dal Tunnel e poi tanti saluti. Così nel 2006 decisi di venirmene fuori con un album duro come Habemus Capa (che vendette decisamente meno…) e cominciai a levare proprio quel pezzo dalla scaletta dei miei show. Naturalmente mi diedero tutti del pazzo ma, alla lunga, quella mia presa di posizione ha avuto le sue conseguenze positive”.
In che maniera?
“Beh, mi ha reso un autore poliedrico, con un repertorio di canzoni vere e proprie (da Vieni a ballare in Puglia a Vengo dalla luna passando per Cose che non capisco a Goodbye malinconia che cantai addirittura in coppia con Tony Hadley degli Spandau Ballet) e non per una meteora dello show-business italiano. Certo, all’inizio è stata dura ma poi, fortunatamente, il mio pubblico ha capito…”
Fuori dal Tunnel, paradossalmente, è più attuale ora che in quell’estate del 2004…
“Ti dirò di più: quella resta tuttora la mia canzone più riuscita tra tutte quelle che ho composto finora. È inevitabile che abbia qualcosa in più rispetto alle altre, altrimenti non piacerebbe a così tanta gente, compresi grandi e bambini.
Quest’estate finalmente tornerò a riproporla dal vivo…”.
Però nel tuo primo cd/dvd dal vivo Esecuzione Pubblica che esce il 19 giugno non l’hai inclusa: l’ennesima provocazione di Caparezza?
“Non l’ho messa perché negli ultimi concerti primaverili (il disco è stato registrato a Firenze l’11 aprile scorso, N.d.R.) non era ancora rientrata in scaletta. Questo live (che nella versione per immagini dura circa tre ore e include anche degli interventi teatrali, N.d.R.) l’ho fatto in primis per me stesso. È una decade che sto on the road e, a parte due vecchi dvd persi nella notte dei tempi, trovavo assurdo che non ci fosse nemmeno una testimonianza di ciò che combino sul palco. Così, assieme al mio team completamente pugliese, abbiamo scelto di registrare proprio quella data fiorentina visto che, alla mezzanotte del 12 aprile, cadeva l’anniversario della condanna di Galileo Galilei (avvenuta nel 1633 con l’inizio del processo nei suoi confronti, N.d.R.). Insomma, ci sembrava una perfetta ricorrenza, ehm, eretica…”.
Esecuzione Pubblica suona molto caloroso e caotico per quel che riguarda l’approccio del pubblico intento ad accompagnarti nelle tue canzoni…
“Lo volevo esattamente così. Non mi sono mai piaciuti gli album-live troppo fighetti e levigati; perciò mi sono messo a giocare con i canali del mixer in modo tale che i cori dei miei fan suonassero al pari di una chitarra elettrica o di una batteria. Missione compiuta!”.
E ora?
“Ora ci sarà questo nuovo giro di concerti che partono il 22 giugno da Collegno, nei pressi di Torino, e si concluderanno in Calabria il prossimo 12 agosto con la data di Cittanova. Dopodichè sparirò per un bel pezzo…”.
Diciamo che ti “estinguerai” temporaneamente…
“Esatto, vorrei starmene lontano dalla scene per almeno un anno, un anno e mezzo: ancora non ho ben capito quanto tempo mi occorrerà. È dalla primavera del 2011 che non mi sono fermato un attimo e avverto che la mia musica ha bisogno di un periodo di incubazione. Affinché anch’io possa acquisire nuovi stimoli e influenze”.
Ultima domanda: in Italia si dice che tra i soliti noti che vanno in classifica (Vasco, Pausini, Ligabue, Biagio, Eros, ecc.) e il mondo-indie che non vuole assolutamente sporcarsi le mani con le vendite, sia rimasto solo Caparezza…
“Sarà mica perché io, alla fin fine, faccio solo quello che voglio? (sorride, N.d.R.)”
Tu come la vedi?
“Io non ho tempo per pensare a certe cose. Mi limito a seguire semplicemente il mio percorso artistico. E il resto, credimi, verrà di conseguenza”.
L’Eretico Tour 4 – L’estinzione, ovvero l’ultima tranche dei concerti di Caparezza di supporto al suo fortunato album Il Sogno Eretico dell’anno scorso, andrà in scena nelle seguenti località. Dopodiché giungerà uno stop bello lungo per Capa e la sua grintosa band. Noi vi abbiamo avvertiti…
22-06 Colonia Sonora, Collegno (TO)
29-06 Sherwood Festival, Padova
30-06 Long Lake Festival, Lugano
12-07 Arezzo Wave Love Festival, Arezzo
13-07 Carroponte, Sesto San Giovanni
17-07 Neapolis Festival@Giffoni, Giffoni
20-07 Rock in Roma, Roma
28-07 Mamamia, Senigallia
30-07 Giovinazzo Rock, Giovinazzo
09-08 Festa Radio Onda d’Urto, Brescia
11-08 Gusto Dopa, Cannole
12-08 Festa dello Stocco, Cittanova
